Data odierna 24-09-2017

Una nuova interrogazione contro la chiusura del consolato italiano di Lille è stata presentata da tutti i deputati del Pd eletti all’estero che al Ministro degli esteri Frattini chiedono di sapere...

Una nuova interrogazione contro la chiusura del consolato italiano di Lille è stata presentata da tutti i deputati del Pd eletti all’estero che al Ministro degli esteri Frattini chiedono di sapere “se non intenda favorire una riconsiderazione della decisione sulla chiusura del consolato di Lille”.
“In attuazione del piano di “razionalizzazione” dei consolati italiani all’estero, – si legge nella premessa – una recente delibera del consiglio di amministrazione del Ministero degli affari esteri ha fissato al 1o luglio del 2011 la chiusura del consolato di Lille e questo malgrado la III Commissione affari esteri nella seduta del 21 luglio 2009 avesse approvato, e il Governo accolto, la risoluzione “Narducci e altri” nella quale s’invitava il Governo a riconsiderare la manovra di razionalizzazione della rete consolare; tale misura è oggetto di forti e diffuse proteste da parte delle comunità italiane all’estero a Lille sono state organizzate pubbliche manifestazioni di dissenso contro la chiusura del locale consolato; tali manifestazioni godono del sostegno del COMITES, del Consiglio generale degli affari esteri, così come di quello di numerose associazioni italiane ed italo-francesi”.
“Oltre centocinquanta autorità francesi, istituzionali e politiche, – ricordano i deputati Pd – hanno chiesto espressamente il mantenimento del consolato di Lille; in particolare, sono pervenuti messaggi da parte di autorevoli interlocutori quali: Bernard Kouchner (Ministro degli affari esteri francese in carica al momento della delibera di chiusura del consolato); Pierre Mauroy (senatore del Nord Francia, già Primo Ministro, già sindaco di Lille); Martine Aubry (sindaco di Lille, Segretario del PSF, già Ministro del lavoro); Michel Delabarre (deputato, sindaco di Dunkerque, presidente della commissione “Coesione territoriale”) Claude Gewerc (presidente della regione Picardie); Jacques Legendre (senatore); Daniel Percheron (Presidente della Regione Nord-Pas de Calais, senatore)”.
“Tenuto conto delle spese per il trasferimento del personale, – osservano i parlamentari – i risparmi derivanti dalla chiusura del consolato di Lille rischiano di generare costi più elevati di quelli attuali; in più occasioni il COMITES locale ha sottoposto al Ministero degli affari esteri delle concrete proposte per garantire una considerevole riduzione dei costi del consolato; la chiusura del consolato di Lille comporterebbe il passaggio di competenze per i suoi circa 35.000 utenti al consolato di Parigi che dovrebbe quindi arrivare a servire circa 110.000 utenti; il consolato di Lille copre una circoscrizione territoriale molto estesa ed il suo accorpamento al consolato di Parigi porrebbe seri problemi d’accessibilità ai servizi; i residenti nelle aree extraurbane e rurali per fruire dei servizi consolari dovrebbero trascorrere fino a sei ore sui mezzi di trasporto, dovendo farsi carico di ingenti costi di viaggio”.
“Lille – si sottolinea ancora – rappresenta il quarto polo economico, il terzo polo culturale della Francia e, essendo localizzata nell’Euroregione, costituisce una delle basi del “gruppo europeo d’interesse economico”; a Lille operano imprese, come Auchan e Bonduelle, che effettuano consistenti investimenti economici in Italia; un importante ventaglio d’imprese italiane intrattengono rapporti commerciali con la regione, approfittando e beneficiando proprio della importante presenza di italiani in loco; la chiusura del consolato di Lille determinerebbe un danno all’economia e all’immagine del nostro Paese; gli ottimi rapporti culturali e sociali tra il nord della Francia e l’Italia hanno già subito un grave colpo a seguito della chiusura dell’Istituto italiano di cultura di Lille, con grave danno all’immagine dell’Italia”.
I deputati, quindi, chiedono di sapere “se non intenda favorire una riconsiderazione della decisione sulla chiusura del consolato di Lille”.

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