Data odierna 23-09-2017

L’informazione per i connazionali nel mondo, sia essa all’estero o in Italia, “sta subendo la pesante ingerenza dei pubblici poteri, che ne limitano le potenzialità in termini di...

L’informazione per i connazionali nel mondo, sia essa all’estero o in Italia, “sta subendo la pesante ingerenza dei pubblici poteri, che ne limitano le potenzialità in termini di servizio, libertà e forza per la circolazione delle voci”.

Franco Siddi, intervenendo oggi alla Plenaria del Cgie, ha puntato il dito dritto contro il governo e la sua “politica dei tagli lineari”, che, ha detto, “non paga in termini di prospettiva”. Una denuncia, questa, contenuta anche nel documento della Prima Commissione Informazione del Cgie, che Siddi, in qualità di presidente, ha illustrato oggi ai colleghi riuniti a Torino.

“L’informazione è al centro di operazioni tecnocratiche mirate a preservare i conti”, che segnano però un “arretramento rispetto a qualsiasi disegno di sviluppo”. Così nel marzo 2010, ha ricordato Siddi, che è anche segretario nazionale della Federazione Nazionale della Stampa, il provvedimento che ha tagliato del 50% i fondi per la stampa italiana all’estero è stato approvato in Parlamento “nella distrazione generale”. Ed è stata solo la reazione di Fnsi, Fusie e dei giornali di partito a mettere in moto la vertenza che, a distanza di 9 mesi, ha ristabilito i fondi. Un tira e molla che è proseguito con il ripristino a novembre dei finanziamenti, tagliati nuovamente a fine dicembre dal decreto governo e poi ancora una volta ripristinati grazie al decreto “mille proroghe”. Tant’è che “a fine anno la presidenza del Consiglio ha erogato i contributi al 50%, riservandosi di erogare il resto in 2 o 3 mesi”. A tutt’oggi, però, ancora ciò non è avvenuto, ha riscontrato Siddi, che ha sollecitato il Ministero degli Affari Esteri – che pure non è il diretto interlocutore del caso – a farsi portavoce degli interessi dei giornali italiani all’estero presso la presidenza del Consiglio dei Ministri, “prima che qualcuno perda la vita per asfissia”.

Nel frattempo, alcuni quotidiani italiani all’estero come il Corriere Canadese e America Oggi, che “nel 2009 pensavano di poter contare su determinate cifre”, vertono in “gravi difficoltà”, ha denunciato Siddi, per il quale così “si soffoca un sistema”, che nel tempo è stato invece uno strumento di garanzia e tutela della “rete linguistica e culturale” italiana all’estero. “Disperdere questa ricchezza è un errore culturale”, i cui danni collaterali vengono in Italia sottovalutati. Non sono stati pochi i casi in cui i giornali italiani si sono fatti promotori di campagne riparatrici, “rimodellando le immagini distorte o le campagne negative per l’Italia” nel mondo.

Siddi ha poi lamentato la mancata riforma per l’editoria, “annunciata 3 anni fa” ma ancora a zero. “La riforma va fatta”, ha detto, “serve un cambiamento di rotta”, che tenga conto dell’informazione nell’era delle nuove tecnologie, ma che sappia distinguere “tra chi fa informazione e chi fa comunicazioni private”. Inoltre occorre comprendere “cosa sono i media professionali e cosa quelli comunitari e calibrare l’intervento pubblico su questa differenza”.

Infine un accenno ai prossimi referendum del 12 e 13 giugno, ormai alle porte ma in vista dei quali l’informazione istituzionale è stata carente tanto in Italia quanto all’estero, ha denunciato Siddi che con la Commissione Informazione del Cgie si è mosso chiamando in causa i responsabili della comunicazione del Dipartimento per l’editoria. Questi ultimi hanno spiegato che Rai Parlamento è stata delegata ad organizzare l’informazione elettorale istituzionale per la Rai, compresa Rai Internazionale. Così, ha riferito ancora Siddi, il segretario generale Carozza, a nome del Cgie, ha scritto una lettera al direttore di Rai Parlamento, Alberto Maccari, nella quale si richiama l’attenzione “sulla diversa scadenza del voto per corrispondenza degli italiani all’estero (circa 3 milioni) che, come noto, è alle ore 16 del giovedì precedente la domenica elettorale. In questa circostanza giovedì 9 giugno, scadenze entro le quali il plico elettorale deve pervenire ai Consolati di riferimento. Gli elettori italiani all’estero che entro il 29 maggio non avessero ricevuto il materiale elettorale devono richiederlo direttamente agli uffici consolari della loro circoscrizione”.

Secondo il Cgie, come si legge nella lettera, “sarebbe indispensabile che gli inserti di comunicazione istituzionale sui referendum siano trasmessi dalla Rai (vista in chiaro dalla comunità italiane residenti in Europa, sia via cavo sia via satellite) e Rai Italia (nel resto del mondo), tenendo conto di questa diversa scadenza nell’espressione del voto. È, quindi, importantissimo”, conclude Carozza, “che sia chiarito ai telespettatori questo aspetto sia in voce sia con i testi che appaiono in video”.

Un’ultima questione, affrontata oggi da Siddi, è stata oggetto di una seconda lettera firmata dal Cgie ed indirizzata stavolta al sottosegretario all’Editoria e al direttore del Dipartimento Editoria della presidenza del Consiglio, rispettivamente Paolo Bonaiuti ed Elisa Grande. Obiettivo: “confermare anche per l’anno in corso e successivi l’accordo con l’Agenzia di Stampa Ansa per l’accesso all’archivio fotografico da parte dei media italiani all’estero”. Il Cgie fa presente che “gli operatori richiedono un accesso, anche quantificabile in un limite numerico delle risorse fotografiche utilizzabili durante l’anno, ma secondo criteri di scelta liberi da parte dei giornali ammessi al servizio, attraverso specifiche password”.

Allo stesso tempo, si chiede di “valutare la possibilità di concedere password di accesso alle notizie delle Agenzie di Stampa convenzionate con codesto dipartimento, al fine di poter disporre di un bagaglio di informazione primaria plurale, condizione di arricchimento della proposta di informazione dei singoli media”.

Annunciando un ultimo documento sul “mistero dei contributi”, Siddi ha infine salutato la plenaria rivolgendo un pensiero commosso a Roberto Morrione, già direttore di Rai Internazionale, e fondatore di Rai News, che si è spento questa notte a Roma.

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