Data odierna 19-11-2017

“Pubblichiamo una lettera che l’Ambasciatore d’Italia Guido Walter La Tella ha indirizzato al direttore del prestigioso quotidiano argentino “La Nación”, che il giornale ha pubblicato tra...

L’immagine dell’Italia nei media argentini

“Pubblichiamo una lettera che l’Ambasciatore d’Italia Guido Walter La Tella ha indirizzato al direttore del prestigioso quotidiano argentino “La Nación”, che il giornale ha pubblicato tra le lettere dei lettori, lo scorso 20 gennaio. In essa l’Ambasciatore lamenta l’acredine dei commenti di “La Nación” relativi all’Italia, letti spesso nei due anni della sua missione in Argentina, sui quali non si era prima manifestato, ma questa volta La Tella ha sentito l’obbligo di intervenire di fronte ad opinioni della corrispondente dall’Italia Elisabetta Piquè, che descrivono “un’Italia alla deriva, corrotta e improvvisatrice”.

E inoltre lamenta che la corrispondente “si prende il lusso di definire “aburrido y poco carismatico” il Governo di Mario Monti che sta ricevendo unanimi attestazioni di rispetto, di apprezzamento e di stima per lo straordinario lavoro che sta compiendo”. A scrivere è Marco Basti, direttore della “Tribuna italiana”, settimanale edito a Buenos Aires, che dedica il suo editoriale all’immagine dell’Italia veicolata dai media argentini.

“La giornalista – scrive l’Ambasciatore – si spinge fino a identificare nel tragico disastro della nave Costa Concordia una “metafora de la pobre Italia actual”. La Tella sottolinea il rispetto assoluto per la libertà di espressione, e ribadisce che “ognuno è libero di scrivere ciò che crede”.

Ma sostiene “che la corrispondente de La Nación dovrebbe dare agli argentini anche un’idea di cosa sia l’Italia nel suo complesso, con i suoi difetti – che non nascondiamo – ma anche con quelle immense qualità che ne fanno un grande Paese, che le han-no permesso di divenire nell’arco di pochi decenni leader nel mondo, che l’hanno fatta affermare come una terra di libertà e di rispetto dei diritti umani”.

Dopo aver elencato alcuni dei vanti – giusti vanti – dell’Italia, l’ambasciatore La Tella conclude la lettera a “La Nación” così: “Mi piacerebbe leggere di tanto in tanto una corrispondenza dall’Italia su uno di questi temi, forse troppo “aburridos” per la Signora Piqué. L’immagine vera dell’Italia, mi creda, non è quella dell’articolo di ieri e sarebbe giusto dare ai suoi lettori l’occasione di saperlo”.

La lettera dell’ambasciatore è stata pubblicata tra le lettere dei lettori, e non ha meritato alcuna risposta. Sono le regole del giornalismo. Come lo sono la libertà della corrispondente di informarsi dalle fonti che ritiene più opportune. In questo senso, non possiamo nasconderci che la stragrande maggioranza dei giornali in Italia pubblica articoli tanto o più denigratori dell’immagine dell’Italia di quello scritto dalla Piquè.

Al di là delle regole del giornalismo, e della giornalista che ha scritto l’articolo per il quale l’ambasciatore La Tella si è giustamente lamentato, la domanda che ci poniamo è perché le notizie negative sull’Italia occupano – o almeno così ci sembra – tanto spazio nella stampa argentina.

Un diplomatico italiano si domandava qualche tempo fa, a che serve avere settecentomila cittadini italiani residenti nel Paese e quasi il cinquanta per cento della popolazione di origine italiana, se poi non c’è un trattamento diverso per l’Italia rispetto ad altri Paesi. E la stessa domanda viene manifestata nei riguardi dei media. C’è da ricordare che “La Nación” è tradizionalmente visto un giornale amico dell’Italia.

Ma allora perché un articolo che ha portato l’ambasciatore La Tella a prendere carta e inchiostro, come si diceva una volta, per scrivere una lettera al direttore? La risposta l’abbiamo già data in altre occasioni. L’Italia non conta perché non ha una politica dell’immagine, almeno in Argentina. La nostra presenza, l’avere la comunità più numerosa tra le straniere residenti in Argentina, di per se non significa niente. È uno strumento che va curato e utilizzato con intelligenza. E purtroppo l’Italia non cura questo strumento. Così come non ha una politica dell’immagine, l’Italia non ha una politica per gli italiani all’estero e specificamente per gl italiani residenti in Argentina.

Una politica del genere non può essere elaborata e impostata in poco tempo. E finchè non ci sarà una politica dell’immagine che coinvolga nella sua misura e nel suo luogo anche la nostra comunità, l’immagine dell’Italia in Argentina resterà nelle mani di Elisabetta Piquè, di Julio Argañaraz (corrispondente – anche lui “poco comprensivo” di Clarin a Roma) o di qualsiasi giornalista di qualisiasi giornale argentino che, tra l’altro, per informarsi, si rivolgono ai loro colleghi italiani e ai media della Penisola”.

Lettera dell’ambasciatore La Tella a “La Nación” su un articolo della Piquè

“Nei due anni del mio mandato in Argentina come Ambasciatore d’Italia sono stato un attento lettore de La Nación e mi ha spesso colpito l’acredine dei commenti relativi all’Italia. In omaggio alla libertà di espressione, un bene prezioso per tutti noi, mi sono sempre astenuto dall’intervenire ma lo faccio questa volta a seguito dell’articolo di ieri da Roma di Elisabetta Piqué.

Capisco che spesso i corrispondenti stranieri riprendano cose che scrivono gli stessi giornali italiani ma, come sappiamo, la scelta di cosa sottolineare e dove porre l’enfasi è determinante sull’immagine che si dà di un Paese.

Questa volta la Signora Piqué sembra esprima anche opinioni personali, e descrive un’Italia alla deriva, corrotta e improvvisatrice. Si prende il lusso di definire “aburrido y poco carismatico” il Governo di Mario Monti che sta ricevendo unanimi attestazioni di rispetto, di apprezzamento e di stima per lo straordinario lavoro che sta compiendo. La giornalista si spinge fino a identificare nel tragico disastro della nave Costa Concordia una “metafora de la pobre Italia actual”.

La Nación dovrebbe dare agli argentini anche un’idea di cosa sia l’Italia nel suo complesso, con i suoi difetti – che non nascondiamo – ma anche con quelle immense qualità che ne fanno un grande Paese, che le hanno permesso di divenire nell’arco di pochi decenni leader nel mondo, che l’hanno fatta affermare come una terra di libertà e di rispetto dei diritti umani.

L’Italia ha oggi uno dei sistemi sociali più avanzati del mondo, dove i lavoratori sono protetti e assistiti. L’Italia produce – come sempre ha fatto nella sua lunga storia – livelli di assoluta eccellenza, nella scienza, nell’industria, nell’innovazione.

L’Italia è un protagonista attivo nella scena mondiale, impegnato in prima linea in numerose missioni delle Nazioni Unite per il mantenimento della pace. Per il suo straordinario retaggio storico e la sua ineguagliabile produzione artistica può senza esitazioni definirsi una superpotenza culturale. E anche sul terreno economico continua a essere un Paese con un sostenuto avanzo primario e con la seconda industria in Europa, dopo la Germania.

Nella difficile congiuntura economica internazionale il governo Monti si sta distinguendo per sobrietà, rigore, impegno. Sta chiedendo sacrifici che la stragrande maggioranza degli italiani accetta con grande senso di responsabilità. Sono fiducioso che questo sforzo collettivo servirà per preservare il ruolo di primo piano che l’Italia ha svolto in tutti questi anni nel mondo.

Mi piacerebbe leggere di tanto in tanto una corrispondenza dall’Italia su uno di questi temi, forse troppo “aburridos” per la Signora Piqué. L’immagine vera dell’Italia, mi creda, non è quella dell’articolo di ieri e sarebbe giusto dare ai suoi lettori l’occasione di saperlo.

Guido La Tella, Ambasciatore d’Italia in Argentina”.

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