Data odierna 23-08-2017

Il clima è cambiato e portare i capitali all’estero non sarà più semplice. Gli italiani lo sappiano. La lotta ai paradisi fiscali, Svizzera compresa, sarà «senza quartiere». È questo il monito...

Letta e l’evasione: Italia frenata dal sommerso

Il clima è cambiato e portare i capitali all’estero non sarà più semplice. Gli italiani lo sappiano. La lotta ai paradisi fiscali, Svizzera compresa, sarà «senza quartiere». È questo il monito lanciato ieri dal premier Enrico Letta contro l’evasione fiscale e il sommerso che frena la nostra economia. E il tema del fisco è stato anche al centro dell’incontro con i leader di Cgil, Cisl e Uil: Susanna Camusso, Raffaele Bonanni e Luigi Angeletti si sono recati a Palazzo Chigi per chiedere di superare il tema Imu-Iva e prevedere in autunno anche sgravi sul lavoro attraverso deduzioni e detrazioni. Ma è stata la crociata contro l’evasione al centro della giornata di Letta che ha colto l’occasione di una visita all’Agenzia delle Entrate insieme al ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni, per passare al contrattacco. «Le tasse nel nostro Paese sono troppo alte perché non tutti le pagano», ha spiegato. In tempi di recessione, ha evidenziato, uno dei freni alla competitività e alla crescita del Paese è proprio l’economia in nero. Una sorta di doping per chi evade. E i capitali portati nei paradisi fiscali, al di là del confine o nelle isole esotiche, non sono altro che risorse sottratte al Paese. Basta lassismo dunque, basta chiudere un occhio. «La lotta all’evasione è essenziale per rilanciare la crescita, per ridare credibilità all’Italia», ha spiegato il direttore dell’Agenzia Attilio Befera, ma anche per alleviare gli italiani dal peso delle tasse. «Tutti i soldi che verranno dalla lotta all’evasione saranno utilizzati per abbassare la pressione fiscale», ha annunciato Letta, alle prese ormai da mesi con il nodo delle coperture per Imu e Iva, ma anche dalla necessità di intervenire in qualche modo sul cuneo fiscale. «Chi ha portato i soldi all’estero deve sapere che il clima è cambiato e che conviene riportare i soldi in Italia», ha avvisato il premier. E stavolta il governo può contare su alleati preziosi all’estero: ben 2 degli ultimi 3 vertici internazionali (G8 in Irlanda del Nord e G20 a Mosca) sono stati dedicati al tema dell’evasione fiscale, ha ricordato ancora Letta, lanciando un avvertimento: «La situazione internazionale non consente più di avere le coperture avute finora». D’accordo Saccomanni: «Anni fa l’Italia era isolata, ma oggi c’è una sostanziale identità di vedute nel G20 e anche la Svizzera è ormai pronta a cooperare». LETTA E IL PD. Parole dure del premier anche con il Pd. In serata ha partecipato all’assemblea dei parlamentari e li ha chiamati alle loro responsabilità: «Non ci sono alternative politiche a questa maggioranza, neanche il voto con questa legge elettorale». E poi una stoccata a chi non appoggia le iniziative del governo che prova ad affrontare le emergenze del Paese: «Basta fare i fighetti perché l’applauso individuale non serve a nessuno». SOLDI AI PARTITI. Ancora uno slittamento per il disegno di legge del governo che abolisce il finanziamento pubblico diretto ai partiti. Sarebbe dovuto approdare in Aula alla Camera domani e invece la commissione si è data tempo fino al 1 agosto con il rischio di dover rinviare tutto a settembre. Anche se governo e maggioranza assicurano di voler chiudere entro le ferie. Letta ha infatti minacciato in caso contrario il ricorso a un decreto. Intanto, però, la priorità viene data alla legge costituzionale che disegna l’iter delle riforme, che taglia la strada in commissione proprio al provvedimento sui partiti. (BresciaOggi)

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