Data odierna 23-09-2017

Ore 13.30. Le elezioni italiane mettono al tappeto le Borse di tutto il mondo con Piazza Affari che brucia oltre 17 miliardi nella mattinata. Il pareggio al Senato tra il centrosinistra di Pierluigi Bersani...

Le elezioni italiane affondano le Borse Spread vola, tassi quasi doppi in asta

Ore 13.30. Le elezioni italiane mettono al tappeto le Borse di tutto il mondo con Piazza Affari che brucia oltre 17 miliardi nella mattinata. Il pareggio al Senato tra il centrosinistra di Pierluigi Bersani e il centrodestra di Silvio Berlusconi si traduce in un Paese ingovernabile, dove si è delineata una forte maggioranza alla Camera e il caos a Palazzo Madama. Uno scenario che terrorizza il mercato e l’Europa alle prese con un 2013 per il quale gli economisti prevedono un altro anno di recessione. L’instabilità europea ha condizionato anche Wall Street che ieri sera ha chiuso con la più pesante perdita giornaliera da novembre (Dow Jones a -1,6% dopo aver toccato in avvio il suo massimo storico): il Vix, il cosiddetto indice della paura, è balzato del 34% tornando a livelli che non si vedevano da dicembre, quando si temeva il precipizio fiscale. Si tratta dell’incremento più alto dal 2011 registrato in una sola seduta. Pesante anche il Giappone che ha perso il 2,26%.

A Milano Piazza Affari sprofonda del 4,6%, Londra cede l’1,4%, Francoforte dell’1,8%, Parigi del 2,3%, Madrid il 2,8%. Le ripercussioni più pesanti arrivano dal fronte del debito pubblico. Il prezzo dei credit default swaps (cds) sull’Italia (assicurazioni contro il fallimento) è salito di 43 punti base a quota 297 punti, segnando il rialzo più forte da dicembre 2011. A poco serve l’intervento del ministro della Finanze francese, Pierre Moscovici, secondo cui la situazione politica in Italia “è una preoccupazione ma non un fattore di rischio per l’Eurozona”. Lo spread, la differenza di rendimento tra Btp e Bund, è volato oltre 340 punti ai massimi da dicembre in rialzo di quasi 50 punti base: un balzo che si traduce in un maggiore costo per lo stato di quasi 1,5 miliardi in un anno e 8 miliardi in tre anni. Poi ritraccia fino a 330 punti con i Btp che rendono il 4,7%, mentre il Tesoro ha collocato 8,75 miliardi di Bot a sei mesi con il rendimento in salita da 0,731% all’1,237%. Domani il Tesoro proverà a collocare titoli a 5 e 10 anni con rendimenti in prevedibile rialzo: per fare il punto della situazione il premier uscente Mario Monti, incontrerà nel primo pomeriggio il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e il ministro dell’Economia, Vittorio Grilli. A fare le spese del risultato elettorale è anche l’euro in netto ribasso: la moneta unica europea si muove a 1,3084 dollari, ai minimi da sette settimane, e a 119,16 yen.

Tra i principali titoli del listino Mediaset, Exor e Finmeccanica cedono oltre il 5%, faticano a fare prezzo Enel, Telecom e Fiat. A trascinare in rosso Piazza Affari è soprattutto il comparto del credito, preoccupato per la crescita dello spread e il deprezzamento dei titoli di Stato in portafoglio: sprofondano Bpm, Banco Popolare e Unicredit. Crolla Intesa Sanpaolo al punto da costringere Consob a vietare le vendite allo scoperto su Ca de’ Sass fino a giovedì. Per gli investitori “è possibile che gli italiani possano tornare alle elezioni e, nel breve termine, il mercato non apprezza l’incertezza”. Tra i timori principali c’è l’ipotesi di una marcia indietro sul consolidamento fiscale dopo che il voto ha bocciato le politiche di austerity del governo Monti.

La situazione italiana spinge in ribasso anche le quotazioni del greggio sui mercati asiatici. Il light crude Wti cede 87 cent a 92,24 dollari al barile dopo aver toccato un minimo da sette settimane a 91,92 dollari al barile. Il Brent di Londra cede 80 cent a 113,64 dollari al barile dopo aver raggiunto il minimo da un mese.

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