Data odierna 23-09-2017

Un accorato appello per fare in modo che vengano versati ai Comuni di frontiera tutti i contributi delle imposte prelevate alla fonte sul reddito dei lavoratori frontalieri. A lanciarlo oggi, 1 luglio,...

Un accorato appello per fare in modo che vengano versati ai Comuni di frontiera tutti i contributi delle imposte prelevate alla fonte sul reddito dei lavoratori frontalieri.

A lanciarlo oggi, 1 luglio, è l’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo, che, nella mattinata, ha scritto una lettera all’amico e collega del Cantone Ticino, il consigliere di Stato Marco Borradori, e al cancelliere di Stato Giampiero Gianella, mostrando tutta la sua preoccupazione per un provvedimento che metterebbe a rischio i bilanci di molti dei Comuni di frontiera lombardi.

“Il provvedimento, che di fatto dimezza il ristorno all’Italia delle imposte prelevate alla fonte sul reddito dei lavoratori frontalieri, ci preoccupa fortemente”, ha confermato Cattaneo. “È una decisione che considero ingiusta, in quanto si tratta di risorse dovute ai nostri Comuni di confine. Ho segnalato ai rappresentanti istituzionali svizzeri che in questo momento la questione è fonte di tensione nei territori lombardi, perché crea difficoltà ai lavoratori stessi e ai Comuni che, non ricevendo i fondi di ristorno, si trovano a dover gestire un importante ammanco di bilancio”.

L’assessore, anche in forza dei rapporti di buon vicinato che da sempre sono intercorsi tra Lombardia e Cantone Ticino anche nel delicato settore delle infrastrutture e dei trasporti, ha lanciato quindi l’affondo finale ai due rappresentanti ticinesi:

“Credo che il rapporto proficuo in termini politico-istituzionali tra Cantone Ticino e Lombardia, dimostrato da un clima di collaborazione profondamente consolidata, possa portare il Consiglio di Stato del Cantone a un immediato dietrofront”, ha concluso Cattaneo. “Il mio auspicio, pur consapevole delle difficoltà presenti, è che si possa giungere al più presto a una piena soluzione dei problemi. In questo mi rendo disponibile a svolgere le azioni di dialogo in ambito politico che portino a ristabilire le condizioni originali dell’accordo tra Svizzera e Italia per i lavoratori di confine”.

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