Data odierna 24-09-2017

Continua la protesta dei comuni di frontiera del varesotto per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di congelare i ristorni dei frontalieri. L’assessore alle Infrastrutture e Mobilità...

Continua la protesta dei comuni di frontiera del varesotto per la decisione del Consiglio di Stato ticinese di congelare i ristorni dei frontalieri. L’assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia, Raffaele Cattaneo, ha partecipato questa mattina ad un incontro – indetto dai presidenti della Comunità Montana Valli del Luinese e Valli del Piambello al Maglio di Ghirla, in provincia di Varese – nel corso del quale è stata nuovamente discussa la questione con i diversi rappresentanti locali.

“Questa è una decisione sbagliata che va immediatamente revocata: gli accordi internazionali si rispettano e non si possono modificare unilateralmente”, ha detto Cattaneo. “Soprattutto, se c’è un problema con Berna o con Roma, non possono essere né Varese né le province di confine della Lombardia a pagarne il prezzo”.

La prima richiesta avanzata da Cattaneo è “che questa decisione venga ritirata, si ricostituisca il tavolo e si rafforzino i rapporti diplomatici per cercare insieme una soluzione immediata e concreta per risolvere i problemi che ci sono”. Tra le criticità nei rapporti italo-svizzeri, Cattaneo – che ieri ha parlato con il Consigliere di Stato Borradori inviando a lui e al cancelliere Gianella una lettera formale affinché ripensassero il provvedimento – ha individuato l’inserimento della Confederazione elvetica nella famosa “black list”. “Certamente la Svizzera non è come le isole Cayman e non può essere trattata come tale”, ha precisato Cattaneo. “Ma se qualcuno del governo ticinese pensa che staremo con le mani in mano, si sbaglia di grosso”, ha ammonito.

“In Lombardia non ci sono interlocutori deboli e sapremo far valere le nostre ragioni. Abbiamo molte frecce al nostro arco sui tanti temi di collaborazione comune: penso ai collegamenti delle infrastrutture che stiamo facendo insieme, come la ferrovia Arcisate-Stabio, penso ai servizi ferroviari e di navigazione che la Lombardia gestisce anche in territorio elvetico. Non voglio questa deriva in cui prevale la logica del ricatto e non auspico certamente un’escalation di ritorsioni che non farà bene a nessuno, né all’Italia né alla Svizzera, ma”, ha concluso l’assessore, “segnalo agli amici ticinesi che qui non siamo disposti a stare a questo gioco”.

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