Data odierna 24-10-2017

È datato 6 novembre 1861 il documento ufficiale inviato da Bruxelles, con cui il Belgio riconobbe l’Italia nuovo stato nazionale. Con la pubblicazione di questo documento – il sedicesimo – prosegue...

L’archivio del MAE e i 150 anni dell’unità: il 6 novembre 1861 il Belgio riconosce il nuovo stato nazionale

È datato 6 novembre 1861 il documento ufficiale inviato da Bruxelles, con cui il Belgio riconobbe l’Italia nuovo stato nazionale. Con la pubblicazione di questo documento – il sedicesimo – prosegue l’iniziativa avviata dal Ministero degli Esteri in occasione delle celebrazioni per il 150° anniversario dell’Unità d’Italia.

Custoditi presso l’Archivio Storico della Farnesina, i manoscritti originali con cui le autorità dei diversi Paesi manifestavano l’intenzione di instaurare formali relazioni diplomatiche con il nuovo Stato italiano rappresentano una testimonianza diretta, dall’elevato valore storico e simbolico, del coronamento di quel disegno unitario che il 17 marzo del 1861 vedeva la Nazione italiana, sino ad allora artificiosamente divisa in una serie di piccoli e medi stati regionali, farsi Patria e progetto comune.

Quello pubblicato oggi porta la firma dell’allora Ministro degli Affari Esteri del Belgio, Charles Rogier: la lettera è indirizzata al Ministro plenipotenziario italiano a Bruxelles, Alberto Lupi Montalto, conte di Moirano.

Il ritardo col quale il Belgio concesse il proprio riconoscimento al Regno d’Italia rifletteva una più generale frattura all’interno del paese. Non mancavano a Bruxelles voci contrarie a una immediata regolarizzazione dei rapporti, come, ad esempio, gli esponenti del partito cattolico ed una parte della stessa Corte. D’altra parte si dicevano favorevoli ad un immediato riconoscimento i liberali ed alcuni autorevoli membri del governo: il Ministro degli esteri Barone di Vrière giunse persino a rassegnare le dimissioni nell’ottobre del 1861, in segno di protesta nei confronti della linea attendista preferita dal Re Leopoldo I.

La necessità di nominare un nuovo titolare della Legazione a Torino costrinse Bruxelles ad operare una scelta definitiva: al momento della presentazione delle credenziali si doveva infatti specificare se l’accreditamento avveniva presso il Regno di Sardegna o presso il Regno d’Italia. All’interno della cancelleria belga si fece strada la consapevolezza che una prolungata inerzia avrebbe potuto compromettere gravemente i rapporti con i Savoia. Il 6 novembre 1861, veniva quindi indirizzata al rappresentante italiano a Bruxelles, conte Alberto Lupi Montaldo, una comunicazione del nuovo Ministro degli esteri, Charles Rogier, con la quale si rendeva nota l’intenzione di provvedere a un nuovo accreditamento e si formalizzava il riconoscimento di Vittorio Emanuele II quale sovrano del Regno d’Italia. In tale nota veniva comunque fatto riferimento alle persistenti perplessità riguardo alla legalità degli strumenti politici e militari utilizzati per conseguire l’obbiettivo dell’unità nazionale.

Il documento – che riportiamo di seguito – è tratto dal fondo “Le scritture del Ministero degli Affari Esteri del Regno d’Italia dal 1861 al 1887″.

“Bruxelles, 6 novembre 1861

Signor Conte,

Ebbi già l’onore di farvi conoscere a viva voce l’intenzione del Governo del Re di accreditare un nuovo Ministro presso la Corte di Torino.

Vostra Eccellenza ricorderà le considerazioni che ebbi l’onore di presentare in tale occasione, considerazioni che il nostro nuovo Inviato Straordinario sarà, dal suo canto, incaricato di comunicare al governo di Vostra Eccellenza.

Vengo oggi ad informarvi, signor Conte, che la scelta del Governo del Re si è fissata sul signor Solvyns e che le credenziali di cui questo Ministro sarà munito per il Re Vittorio Emanuele II, attribuiranno a questo Sovrano il titolo che, in conformità della legge votata il 17 dello scorso marzo, Sua Maestà ha preso per sé e per i suoi successori.

Posso aggiungere, signor Conte, che fin d’ora il Gabinetto di Bruxelles nelle relazioni che terrà, come nel passato con Vostra Eccellenza, Le riconoscerà la qualità di Ministro del Re d’Italia.

Vogliate gradire, signor Conte, le rinnovate assicurazioni della mia alta considerazione”.

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