Data odierna 22-09-2017

L’ON. NARDUCCI (PD) ALL’ASSEMBLEA INFORMATIVA DEL CIRCOLO PD DI ZURIGO DEL 16 APRILE  In molti Paesi europei l’amianto è proibito dal 1990. Tuttavia, nella sola Svizzera, ancora oggi ogni anno...

L’ON. NARDUCCI (PD) ALL’ASSEMBLEA INFORMATIVA DEL CIRCOLO PD DI ZURIGO DEL 16 APRILE  In molti Paesi europei l’amianto è proibito dal 1990. Tuttavia, nella sola Svizzera, ancora oggi ogni anno muoiono oltre 100 persone in seguito all’esposizione all’amianto avvenuta in passato sui posti di lavoro. E a livello mondiale le vittime sono oltre 100mila ogni anno. Un tema, dunque, di grande attualità che verrà approfondito nel corso dell’assemblea organizzata dal Circolo del Pd di Zurigo assieme ai sindacati Unia e Syna e in programma per venerdì 16 aprile, alle ore 20, nella sede del sindacato Unia (Strassburgstrasse 11, Zurigo).
Introdotta dal segretario e dal presidente del Pd zurighese Antonia Pichi ed Emilia Sina Marghelisch, durante l’incontro verranno fornite le informazioni base sull’amianto grazie all’intervento di Dario Mordasini, responsabile del settore sicurezza sul lavoro del sindacato Unia. Zabedin Iseini, sindacalista del Syna illustrerà invece il progetto d’informazione sui diritti dei malati d’amianto rivolto agli ex-emigrati italiani, mentre l’avvocato Massimo Aliotta parlerà di “difesa delle vittime dell’amianto”. A raccontare i drammi causati dalla “fabbrica del cancro” di Casale, di Niederurnen (Glarona) e Payerne (Vaud), dove hanno lavorato più di settemila operai, tra loro moltissimi italiani, ci saranno alcuni testimoni diretti. Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Franco Narducci, deputato del Pd eletto in Europa e vicepresidente della Commissione Esteri.
“Trentaseimila abitanti, più di 1.500 morti in trent’anni, centinaia di malati e decine di nuove diagnosi di mesotelioma ogni anno”, scrive in una nota il Circolo del Pd, “sono i numeri che raccontano la tragedia di Casale Monferrato, la cittadina piemontese (a sole due ore di macchina dal Ticino) che ha pagato e sta pagando a carissimo prezzo la presenza sul suo territorio fino al 1986 di uno stabilimento della multinazionale svizzero-belga Eternit, i cui vertici sono ora sotto processo a Torino per i danni causati dalle polveri di amianto in Italia. Danni che si chiamano cancro ai polmoni, asbestosi e mesotelioma pleurico (la malattia da amianto più grave) e che hanno colpito e colpiscono gli ex operai della fabbrica che erano costretti a lavorare senza protezioni, ma anche la popolazione residente”.

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