Data odierna 22-09-2017

Riforma degli organismi rappresentativi degli italiani all’estero, razionalizzazione della rete consolare e tagli agli enti gestori, che all’estero si occupano della promozione della lingua...

La relazione del sottosegretario Mantica apre i lavori alla Farnesina: la circoscrizione estero non è in discussione

Riforma degli organismi rappresentativi degli italiani all’estero, razionalizzazione della rete consolare e tagli agli enti gestori, che all’estero si occupano della promozione della lingua italiana. Prima ancora di entrare nel merito delle questioni più urgenti all’ordine della Plenaria del Cgie, il sottosegretario agli Affari Esteri, Alfredo Mantica, aprendo questa mattina l’assemblea alla Farnesina, è andato dritto al punto.

Potremmo dire ha messo le mani avanti, ma non sarebbe giusto rispetto alla sincera “onestà” – ha evidenziato più tardi il segretario generale del Cgie, Elio Carozza – della relazione di governo, che ha lasciato oggi pochi spazi di manovra. Come pochi – e sempre meno – sono i fondi a disposizione del Ministero.

Per capirci meglio, Mantica è partito da “una premessa dalla quale”, ha detto, “chiunque ricopra incarichi di governo non può prescindere”, ovvero: la “vera priorità” di questo ma anche dei futuri governi è che “l’Italia raggiunga l’obiettivo del pareggio di bilancio entro i termini richiesti dall’Europa”. Come a dire: dobbiamo continuare a stringere i denti perché la mannaia della crisi internazionale ed interna continuerà ad abbattersi sugli italiani all’estero. Se infatti per il il taglio complessivo al comparto Ministeri è di 6,1 miliardi di euro, quello – ma è solo il primo, per il 2012, ed è stato frutto di un “lungo lavoro di contrattazione” – degli Esteri è di 206 milioni di euro e nel bienno successivo sarà all’incirca la metà.

Questo, ha osservato Mantica, “impone a tutti noi delle scelte” per comprendere quali siano i servizi “imprescindibili” cui non è possibile rinunciare e che occorre garantire, magari riformandoli, e quali servizi si preferisca invece eliminare perché tanto “così non saranno comunque in condizioni di operare”. “Il dibattito”, ha detto il sottosegretario, “si apre oggi e si apre con voi”.

A partire dai Comites, oggetto della tanto criticata legge di riforma che  prevede, fra l’altro, “una riduzione dei costi e, quindi, una migliore allocazione delle ridotte risorse finanziarie disponibili”. Mantica ha auspicato che il provvedimento sia approvato definitivamente al Senato in tempi rapidi, “al più tardi entro il prossimo mese di maggio o giugno”, altrimenti “non vi saranno i tempi per votare con la nuova legge”. Se non si rispetteranno i tempi, si andrà al voto con la vecchia legge, ma, ha riferito il sottosegretario, “con un budget ridotto del 50%” e ci vorranno comunque delle “misure contenitive della spesa” per il rinnovo dei Comites.

Sempre in tema di voto e riforme legislative, Mantica ha voluto rassicurare i consiglieri del Cgie sulla possibile soppressione della Circoscrizione Estero: questa, ha detto, “non è la posizione del Governo” e ad ogni modo “io non mi preoccuperei molto, perché una riforma costituzionale in questo clima è da escludere”. Occorre però prendere atto che “una riforma del sistema bicamerale perfetto è auspicata da tutte le forze politiche, perché così operare in parlamento è difficile”. Che si vada dunque verso una riforma in senso federale, con un Senato che dia voce alle Regioni, o piuttosto verso una Camera Alta proiettata in senso europeo, bisogna aprire un dibattito interno al Cgie per capire come la rappresentanza degli italiani all’estero vuole inserirsi all’interno di queste prospettive di riforma. Un dibattito, insomma, sul futuro della circoscrizione Estero, che, ha ribadito Mantica, “non è in discussione e su questo non ci sono dubbi”. Ci sarà senz’altro una riduzione del numero dei parlamentari eletti all’estero, “peraltro in linea con la riduzione del numero degli eletti in Italia”, ma soprattutto “è urgente intervenire al Senato”, dove è in discussione il provvedimento governativo, “e affrontare la modifica di alcuni aspetti tecnici della legge attuale per garantire la trasparenza del voto”.

Un’altra questione delicata, ancor più perché fortemente in crisi sotto la pressione dei tagli, è quella degli enti gestori, per i quali, ha riferito Mantica, l’anno prossimo ci saranno in bilancio circa 7 milioni e 500mila euro. Una cifra forse “non accettabile”, ottenuta dopo “una lunga e tenace battaglia” e che di certo “scandalizzerà” i consiglieri del Cgie, ma che preoccupa anche il sottosegretario. “Bisogna, a questo punto, ripensare l’intero impianto dell’insegnamento della lingua italiana all’estero”, ha suggerito Mantica. “L’attuale metodo doppio”, cioè degli insegnanti mandati dall’Italia e dei docenti a contratto, “è un onere che non possiamo sopportare”. Il Ministero degli Affari Esteri ha iniziato la “faticosa ricerca di una soluzione che sia condivisa anche dal MIUR” e che, attraverso la riduzione del numero dei docenti italiani “mandati all’estero”, garantisca una riduzione delle spese. “Le somme così risparmiate dovrebbero poi essere destinate a sostenere gli enti gestori”.

Ma non basta. Per il rappresentante del governo serve anche “una più razionale pianificazione e distribuzione” dei corsi e delle scuole all’estero. Il che sta a significare: ripensare “se pur con dolore” ad alcune scuole italiane, come quella citata da Mantica di Asmara dove vi sono solo 4 bambini, ed impedire che i tagli portino alla diffusione della lingua “a macchia di leopardo” ed avwere ionvece una sua disrtibuzione “equa” nel mondo. Per garantire tutto ciò occorre aprire un dibattito serio e procedere spediti, perché i tagli continueranno, ha confermato Mantica, e “nel 2014 saremo costretti a prendere una decisione che io non vorrei mai”. La chiusura degli enti, con buona pace della Legge Andreatta che li istituì.

Proseguendo la sua relazione Alfredo Mantica ha ripreso le fila di un discorso interrotto solo pochi mesi fa ed ancora caldo. Anzi, bollente. Quello della razionalizzazione della rete consolare, con le ultime “novità” emerse. Durante l’esame della manovra estiva per il contenimento della spesa pubblica, Tremonti ha introdotto il concetto della cosiddetta “spending review”, cioè la previsione delle spese. In base a questa entro il 30 novembre il MAE – con ciò superando la moratoria di un anno prevista dalla mozione Micheloni – dovrà presentare al Ministero dell’Economia il suo piano per “la riorganizzazione della rete consolare e diplomatica”. Prima di allora, ha garantito il sottosegretario, “informeremo Camera e Senato e, per loro tramite, anche il Cgie” delle scelte compiute, ma intanto oggi sono state fornite le prime anticipazioni.

Dagli interventi di razionalizzazione saranno per ora escluse America Latina e Asia, che al contrario necessiterebbe di un potenziamento, mentre a partire dal 2012 3 o 4 chiusure al massimo interesseranno alcune sedi europee. Sono invece al momento in stand by Stati Uniti e Australia, per le quali si attendono i risultati del “Consolato digitale” avviato in via sperimentale a Londra, ma poi in qualche modo bisognerà intervenire, soprattutto negli Usa. Qui, infatti, “serviranno interventi più radicali”, perché, ha spiegato Mantica, gli iscritti all’Aire sono in numero molto inferiore rispetto alla presenza di una comunità di origine italiana molto ampia ed il Ministero deve tener conto di “utenze e servizi” necessari. Quanto all’Australia, la questione è un po’ più complicata: è un Paese molto vasto, con un gran numero di ministri e parlamentari di origine italiana che il sottosegretario Mantica ha avuto modo di incontrare in una sua recente visita. Insomma “è un fenomeno a sè” e per questo le prime decisioni definitive saranno prese solo dopo aver aperto un “confronto vero”. Per questo, grazie anche alla collaborazione dell’ambasciatore d’Italia a Canberra, De Martino Di Montegiordano, e del ministro del South Australia, Grace Portolesi, verrà presto organizzata una conferenza-incontro sul tema de “L’italianità in Australia”, dal quale Mantica spera si potrà uscire con un progetto chiaro.

Prima di concludere, il sottosegretario Mantica ha voluto “dare il giusto risalto alla positiva conclusione della questione relativa al pagamento delle pensioni INPS all’estero, resa possibile dal comune impegno della Direzione Generale per gli italiani all’estero e l’Istituto nazionale di previdenza”. Il servizio sarà ora affidato al gruppo Citibank, che “secondo noi dispone dell’esperienza e dell’affidabilità indispensabili per lo svolgimento di questo servizio”. Ma dovrà essere un lavoro di squadra, come quello che attende gli italiani all’estero di qui ai prossimi anni.

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