Data odierna 16-01-2018

“Non so se si andrà a votare e non so cosa deciderà Berlusconi, ma tutto sommato come leghista, preferirei Maroni a Tremonti come futuro presidente del Consiglio qualora il premier non si ricandidasse”. ...

“Non so se si andrà a votare e non so cosa deciderà Berlusconi, ma tutto sommato come leghista, preferirei Maroni a Tremonti come futuro presidente del Consiglio qualora il premier non si ricandidasse”.  Francesco Speroni, europarlamentare del Carroccio, esce allo scoperto e dice esplicitamente quello che numerosi esponenti del partito non dicono ma che in realtà pensano. Il motivo per Speroni è molto semplice: “Maroni è leghista e a suo favore gioca l’azione di governo svolta in questi anni. E’ chiaro che la caratura sia di Maroni che di Tremonti è molto alta, altrimenti nessuno si sarebbe sognato di candidarli alla presidenza del Consiglio. Ripeto, visto che sono entrambi decisamente validi tra i due preferisco il ministro dell’Interno”.

L’europarlamentare non ha sentore di una costituenda corrente pro Maroni all’interno del partito,  il quale è effettivamente spaccato su Tremonti premier e non è il monolite che le dichiarazioni ufficiali fanno emergere. La cena degli ossi a Calalazo di Cadore (Bl) con Bossi, Calderoli e il ministro dell’Economia non deve infatti ingannare: nel Carroccio aumentano i malumori per l’investitura del Senatùr che ha praticamente indicato Tremonti come successore di Berlusconi alla guida del futuro governo. Sarebbe proprio il ministro dell’Interno ad essersi autocandidato per succedere al premier come leader di un esecutivo targato Pdl-Lega. Maroni può giocare la carta del consenso popolare visto che i sondaggi lo vedono al primo posto per gradimento tra i ministri in carica. Inoltre, il numero uno del Viminale avrebbe incassato già il sostegno di due big del partito: il presidente del Piemonte Cota e il sindaco di Verona Tosi. E lo stesso governatore del Veneto Zaia non sarebbe affatto dispiaciuto nel vedere traslocare un leghista dalle stanze del Viminale a quelle di Palazzo Chigi. Certo, sulla strada di Maroni, ci sono molti ostacoli a cominciare dallo stesso Berlusconi che non è intenzionato a mollare la premiership e proprio in queste ore ha assicurato che concluderà la legislatura con questa maggioranza. Insomma, il braccio di ferro è appena cominciato.

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