Data odierna 12-12-2017

“La grande forza dell’istituto referendario ha mobilitato anche gli italiani all’estero. Nonostante l’irresponsabile assenza operativa e informativa del governo, 761.000 cittadine e cittadini...

“La grande forza dell’istituto referendario ha mobilitato anche gli italiani all’estero. Nonostante l’irresponsabile assenza operativa e informativa del governo, 761.000 cittadine e cittadini italiani hanno partecipato al voto referendario in Europa e nel mondo”. E, rileva oggi Gianni Farina, deputato del Pd eletto in Europa, ovunque vi è stato un “massiccio prevalere dei sì ai temi referendari”.

Farina affida oggi alla stampa alcune considerazioni generali sulla tornata referendaria: “hanno vinto i 27 milioni e oltre di cittadini e cittadine in Italia e nel mondo; è prevalso lo spirito positivo della partecipazione democratica su temi fondamentali che riguardano l’avvenire, non solo dell’Italia, ma del pianeta intero; si assiste al ritorno di un sentimento aperto verso gli interessi generali di ogni cittadino: lo sfruttamento dell’acqua, delle fonti energetiche, la difesa dell’ambiente, la ricerca e l’innovazione; si afferma una volontà di controllo verso il legislatore chiamato in parlamento a legiferare in nome dei suoi cittadini”.

“Vi è”, secondo il parlamentare del Pd, “nella massiccia partecipazione al voto, l’inequivocabile segnale di rivalorizzazione dell’istituto referendario, immiserito nella sua funzione, dai cattivi educatori dell’oggi e del recente passato. Un segnale forte al Parlamento a legiferare con saggezza, tenendo conto dei sentimenti e delle ragioni dei suoi cittadini. Un ammonimento, a chi ci governa e alla sua maggioranza, ad abbandonare la via perversa delle leggi ad personam per il presidente del Consiglio e affrontare i veri problemi dei cittadini”.

“27 milioni e oltre di elettrici ed elettori hanno scritto una nuova pagina nel processo di rinnovamento morale, civile e democratico dell’Italia”, prosegue Farina, che, riferendosi poi a “le elettrici e gli elettori italiani nel mondo”, non ha potuto “che esprimere la soddisfazione unita al ringraziamento per gli oltre 760.000, (23.07%) dei quali, 380.000 in Europa. Cittadini e cittadine che hanno inteso esprimere con indubbia maturità il loro massiccio voto referendario. Un dato, in assoluto, pari o superiore a diverse regioni italiane medio piccole (Marche, Umbria, Basilicata, per citarne solo alcune)”.

“Ha prevalso anche all’estero, pur se con minore consistenza, la ragione del sì a tutti e quattro i temi referendari”, sottolinea il deputato, che rivolge poi “un ringraziamento particolare ai democratici che si sono prodigati perché fossero assicurati una notevole partecipazione al voto e una scelta consapevole sui quesiti in votazione”.

“Non tragga in inganno il tasso di partecipazione fondato sull’AIRE (Albo degli italiani residenti all’estero) inadatto e inadeguato a fotografare la realtà dei residenti italiani nel mondo e il loro diritto ad esercitare il voto previsto dalla costituzione repubblicana nel collegio estero”, ammonisce Gianni Farina. “In questa consultazione referendaria hanno votato all’estero un numero di cittadini e cittadine pari al 70% circa dei partecipanti al rinnovo del parlamento repubblicano nel 2008. E bene ha fatto” per il deputato “il Partito democratico a presentare una proposta di legge, frutto del contributo dei nostri eletti nel parlamento repubblicano, per risolvere in positivo l’annoso problema di verifica attraverso la cosiddetta opzione positiva, la libera scelta di ognuno di voler esercitare il diritto previsto dalla costituzione sul collegio estero”. Si tratta di “un dato oltretutto esaltante”, prosegue, “se partiamo dalla assoluta mancanza di informazione sui temi della consultazione referendaria”.

“Il cittadino ha votato al buio, munito unicamente del sentimento che lo spinge a cercare quotidianamente le ragioni del suo attaccamento all’Italia”, ha evidenziato, infatti, Farina. “Una solitudine, frutto dell’irresponsabilità a cui ci ha abituati l’attuale governo nei confronti dei suoi cittadini all’estero: ristrutturazioni consolari, finanziamenti di enti e organismi elettivi delle comunità italiane nel mondo”.

Quanto, infine, alle “affermazioni del sottosegretario sen. Mantica, sulla presunta scarsa partecipazione al voto referendario, ne sono una concreta testimonianza. Disinteresse e noncuranza prima, superficialità poi, a dimostrazione di una assoluta ignoranza della materia e del fenomeno migratorio italiano in Europa e nel mondo”.

“Che il voto gli serva da ammonimento”, conclude Gianni Farina: “a lei senatore Mantica e al suo governo”.

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