Data odierna 18-11-2017

“Console Frigo, comincia il nuovo anno…. “Questo 2012 si presenta in un contesto di crisi, grande crisi sia della nostra cara e amata Italia, che oserei dire in tutto il mondo”. Comincia...

La gente d’Italia in Uruguay: Sarà un anno difficile, ma ce la faremo

“Console Frigo, comincia il nuovo anno…. “Questo 2012 si presenta in un contesto di crisi, grande crisi sia della nostra cara e amata Italia, che oserei dire in tutto il mondo”. Comincia così la nostra chiacchierata con Cinzia Frigo, console d’Italia a Montevideo, una vita in Sud America, e due grandi passioni, il lavoro e la vela…

Stakanovista convinta del lavoro che svolge, la “nostra” Frigo è sempre lì, al Consolato, anche quando non dovrebbe, e soprattutto in questo difficile momento sia per l’Italia che per il mondo intero”. Ad intervista la Console è stata Letizia Baz per “La gente d’Italia”, quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.

“”Un problema serio – aggiunge – che ricade nella quotidianità della gestione e del funzionamento di un Consolato. È vero che durante i momenti di crisi bisogna affrontare periodi di difficoltà, difficili da gestire, ma devo anche convenire che in qualsiasi crisi, ci sono anche fattori postivi. È un momento che serve per tirar fuori nuove idee, è un momento di ottimizzazione delle risorse, un momento di lavoro, di ricerca per migliorare la programmazione, cercando di coinvolgere tutti gli attori che lavorano in questa collettività. Il tutto sempre con uno spirito di buona volontà e di sacrificio”.

D. Allora, dopo un anno come il 2011 e con un budget ridotto, come pensa di affrontare il 2012 appena iniziato?

R. Vorrei se mi consente fare prima un bilancio di quello che è successo nel 2011… è stato sicuramente un anno faticoso, mediaticamente difficile per gestire una struttura organizzativa, sulla base della percezione diffusa di un disagio nei confronti della crisi generale in Italia, percepita dovunque. Erano continui i messaggi che diffondevano panico, non solo agli italiani, ma anche a noi operatori all’estero. Posso però dire, nonostante queste difficoltà, che gli obiettivi precedentemente predisposti, sono stati raggiunti ugualmente, considerato anche il cambio della struttura. La missione specifica del consolato, si divide tra il funzionamento, e quindi assicurare i servizi ai nostri connazionali, e le attività d’istituto. E questi due obiettivi principali, nel 2011, sono stati raggiunti con la massima ottimizzazione delle risorse finanziarie disponibili. Tenendo conto quindi delle riduzioni finanziarie, vantandomi inoltre di aver avuto precedentemente esperienze di carattere contabile, che mi hanno aiutata ad affrontare una situazione del genere.

D. Cominciamo dalla cultura e dalla lingua italiana….

R. Dunque, per quanto riguarda le attività di diffusione della cultura e della lingua italiana sono stati raggiunti sia da un punto di vista consolare che di organizzazione rilevanti eventi, realizzati nel primo semestre da Gaia Lucilla Danese, con una mostra (sul disegno contemporaneo uruguayano su radici italiane) e diversi concerti sia a Montevideo che all’interno del Paese. Mentre nel secondo semestre, del quale mi sono occupata, ho cercato di mantenere alto il prestigio e l’eredità lasciatami dalla precedente Console, dando rilevanza al settore culturale, nell’ambito della mostra itinerante “Ti Ricordi”, la quale è stata rappresentata in diverse località dell’interno dell’Uruguay. Un altro evento è stata la realizzazione di un concerto, il 3 dicembre insieme alla Regione Veneto. Da ricordare in particolar modo anche la prestigiosa regata “Noi Venuti dal Mare”, arrivata alla quarta edizione, realizzata con l’appoggio del Ministero del Turismo e che è stata inoltre dichiarata d’interesse ministeriale, per il quale si è ottenuto il trofeo Uruguay Natural. Vorrei segnalare ancora la continua attività di interscambio con comuni italiani. Sono stati esempi i gemellaggi tra le città di Salto e Cairo Montenotte (Liguria) e Floria – Teggiano. Continuando inoltre i contatti, con altre città della Liguria, per fomentare l’avvicinamento storico e culturale di questo Paese, con la prima emigrazione italiana…

D. Andiamo all’anno che sta cominciando….

R. Abbiamo informato la collettività, valutando la scarsità delle risorse finanziarie a disposizione, sul fatto di non poter più assistere nell’ambito di una convenzione sanitaria, un gruppo di persone, maggiormente anziani, che da anni usufruivano di una copertura sanitaria in quanto indigenti.

D. E come pensate di poter risolvere questo grave problema?

R. La decisione di dover sospendere tale tipo di intervento assistenziale è venuta anche in concomitanza, con la nuova politica dello Stato uruguayano in materia sanitaria, tramite il “Fondo Nacional de Servicios Asistenciales” (FONASA), mirato appunto per gli anziani. Purtroppo questa assistenza non copre tutti i titolari di assegni sociali e pensioni indirette erogate dallo Stato Uruguayano e gli invalidi civili, che chiaramente riguarda la fascia con introiti più bassi. È chiaro che questo Consolato convoglierà tutte le risorse finanziarie a disposizione nell’ambito della pertinente voce assistenziale per fare in modo di fornire in modo specifico e particolare le singole richieste di assistenza che verranno avanzate. Si sta anche valutando da un punto di vista economico, la possibilità di realizzare e assicurare un servizio con un medico geriatrico per aiutare i casi di anziani con più difficoltà.

D. E per il settore culturale, quali sono le vostre intenzioni per il 2012?

R. Sicuramente un nostro obiettivo è quello della promozione della cultura e della lingua italiana. È un nostro compito, valorizzare l’eredità storica, patrimoniale e culturale e di farlo capire, di comunicarlo e diffonderlo. Sarà nostra cura dare, come sempre, la massima attenzione all’insegnamento dell’italiano nelle scuole pubbliche primarie, per esempio, secondo l’accordo tra ANEP, CASIU e il Consolato. Un accordo per il quale stiamo ancora attendendo la convocazione della firma. Di particolare rilevanza per questo Consolato è anche il lavoro nell’ambito della Scuola Italiana di Montevideo, per la quale il nostro “ufficio scuola” nella veste del Dirigente Scolastico Sergio Colella e gli insegnanti del Ministero Affari Esteri, forniscono e s’impegnano fattivamente per garantire, da un lato il rispetto della normativa sulla parità, dall’altro le buone pratiche che favoriscono non solo l’apprendimento dell’italiano, ma la crescita e il miglioramento della proposta educativa di tutta la scuola nel suo insieme. Per quanto riguarda la diffusione, in un ambito culturale più generale, già come lo scorso anno sono state presentate molte iniziative nel corso della settimana della lingua italiana nel mondo, anche quest’anno sono allo studio iniziative che possano illustrare quali sono gli aspetti più dinamici e innovativi; che si spera riescano a rafforzare l’interesse e l’apprezzamento non solo della lingua italiana, ma anche del Sistema Paese in ambito culturale.

D. È risaputo da tempo che i funzionari in Consolato sono pochi per offrire i dovuti servizi alla cittadinanza, come farete quest’anno ad affrontare il problema?

R. Da anni in questo consolato c’è una sproporzione tra collettività e il numero degli impiegati. Io credo comunque, che in linea di massima, riusciremo sempre a garantire discreti risultati; certo è che dobbiamo considerare il fatto che questo consolato è pesantemente sott’organico. Perciò siamo obbligati a imporre riflessioni sul modo migliore per poter ottimizzare tutte le risorse umane e finanziarie disponibili, d’accordo con la superiore Ambasciata, sulle possibili e probabili soluzioni.

D. Con le richieste di cittadinanza, siete molto arretrati?

R. Esiste questa chiamiamola credenza che la cittadinanza sia il grosso problema dei consolati, io in assoluta franchezza non credo che lo sia. È ovvio che quando uno si presenta a chiedere la cittadinanza, non potranno passare 24 ore prima di averla, se teniamo conto che abbiamo due impiegati che si occupano di questo lavoro e 400-500 richieste ogni mese. Questo è un paese, bisogna ricordarlo, dove tutti hanno un’origine italiana, perciò la cittadinanza sarà sempre diciamo cronica, non si potrà mai azzerare; anche perché poi nascono i figli dei figli che la richiederanno. Di conseguenza questi lunghi tempi, ci sono sempre stati e sempre ci saranno. È una realtà patologica e continua. Se tutti hanno questo diritto alla cittadinanza e non ci sono le risorse per poter garantire questo diritto, i tempi di attesa saranno sempre lunghi. Il diritto viene rispettato, ma è umanamente impossibile accorciare i tempi. Ovviamente la buona volontà e la disponibilità di questo personale è sempre garantita. Anzi voglio ringraziare sentitamente i miei collaboratori perché sono persone di alta professionalità, di grande capacità lavorativa e di immenso spirito di sacrificio; e di cui sono orgogliosa di avere come collaboratori. E l’occasione è valida per personalmente ringraziare i rappresentanti della collettività italiana, il COMITES, il CGIE, gli enti di assistenza, i patronati, la Scuola Italiana di Montevideo, la Dante Alighieri e CASIU per la collaborazione prestata lungo il 2011 e che sappiamo proseguirà. Infine, in particolar modo, ringrazio anche l’Ambasciatore, Massimo Andrea Leggeri, per l’impegno profuso nel costante accompagnamento e nella sua autorevole presenza nel contesto di questa collettività e nell’impegno propositivo nelle soluzioni delle complesse problematiche che noi quotidianamente affrontiamo. Ultimo punto, ma solo per praticità, voi di Gente d’Italia, sempre al nostro fianco e sempre per il bene della collettività”.

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