Data odierna 22-09-2017

A Berna, dopo la chiusura del Consolato e il trasferimento dei servizi presso l’Ambasciata d’Italia, alla comunità italiana è riservata un’altra brutta novità. L’Ambasciata d’Italia, d’intesa...

A Berna, dopo la chiusura del Consolato e il trasferimento dei servizi presso l’Ambasciata d’Italia, alla comunità italiana è riservata un’altra brutta novità. L’Ambasciata d’Italia, d’intesa con la Cancelleria Consolare ha annunciato che dal 1. giugno l’Ufficio Passaporti non può operare a pieno regime.

Questa notizia è trapelata sabato 28 maggio, alla Casa d’Italia, durante le celebrazioni dei 150 anni dell’Unità d’Italia e del 66esimo anniversario della Liberazione dal nazi-fascismo.

L’On. Gianni Farina (Pd), relatore della conferenza insieme ad Annita Garibaldi, ha denunciato pubblicamente questa decisione, ritenendola “sbagliata e inopportuna”.

Pur consapevole della recente riduzione di organico presso la Cancelleria consolare a due funzionari, Farina si è rivolto al capo della Cancelleria, Nicoletta Pensato, invitandola a “fare il possibile per mettere in condizione l’Ufficio Passaporti di operare a pieno regime, anche attraverso sforzi e sacrifici degli stessi funzionari”.

La decisione dell’Ambasciata d’Italia, che ha lasciato “sbigottito” il numeroso pubblico presenta alle celebrazioni, è stata presa senza neanche avvertire il Comites di Berna, che, si legge nella nota, “si è trovato di fronte al fatto compiuto e impossibilitato ad avviare le iniziative appropriate tese a scongiurare la scelta di scaricare ancora una volta sulla comunità italiana i problemi dell’amministrazione pubblica italiana”.

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