Data odierna 23-09-2017

Mantica: “La strada dello sviluppo in Africa deve essere autonoma e la donna puó giocare un grande ruolo per questa soluzione”.  Si è svolta a Roma, presso il Circolo del Ministero...

Mantica: “La strada dello sviluppo in Africa deve essere autonoma e la donna puó giocare un grande ruolo per questa soluzione” Si è svolta a Roma, presso il Circolo del Ministero degli Affari Esteri, la presentazione della Campagna internazionale per l’assegnazione del Premio Nobel per la Pace alle donne africane. All’incontro hanno preso parte il sottosegretario agli Esteri Alfredo Mantica, gli organizzatori dell’iniziativa, i competenti direttori generali del Mae e almeno 35 ambasciatori e diplomatici di governi africani.

“L’Africa mi è rimasta nel cuore – ha esordito Mantica – e quindi è stato facile accogliere l’invito di Patrizia Sentinelli. L’idea, che vogliamo sponsorizzare, mi sembra molto importante e rappresentativa della realtá africana. Cerchiamo con questa sera di avviare un percorso lungo e difficile. Io mi rivolgo innanzitutto agli ambasciatori africani presenti perché è con il loro aiuto che possiamo avviare questo processo. E’ infatti grazie al sostegno dei vostri Governi che la campagna nata in Italia ‘Walking Africa’, potrá compiere passi in avanti”.

Al margine dell’incontro Mantica ha poi sottolineato come attraverso l’osservazione del ruolo della donna si possa comprendere il livello di evoluzione della societá africana.  “Se si guarda al grado di autonomia economica della donna in Africa, – ha spiegato il sottosegretario – che è anche garanzia di formazione e trova un positivo sbocco nei programmi di microcredito, ai livelli del sistema scolastico e alla situazione sanitaria, ovvero la prevenzione delle malattie, si vede come in pratica tutto questo basti ad avviare un processo di grande cambiamento”.

“Io credo che  l’Africa – ha aggiunto il sottosegretario – possa uscire dalla sua situazione da sola trovando formule politiche e sociali autonome e rispettose delle proprie tradizioni. Noi possiamo accompagnarli, indicargli una strada o suggerire delle soluzioni, ma dobbiamo smettere di pretendere di insegnare agli africani cosa devono fare nella loro terra. In Africa vi sono numerosi capi di stato, ricordo ad esempio la soluzione Mandela che prevedeva l’equilibrio fra le varie etnie, che stanno facendo un grande lavoro per i loro paesi, nel pieno rispetto dei costumi locali. Questo vuol dire che la strada dello sviluppo in Africa deve essere autonoma e la donna puó giocare un grande ruolo in questa soluzione”.

Mantica ha inoltre ricordato come la donna africana svolga un ruolo attivo sia per il controllo del processo demografico, in questo continente il numero dei figli per famiglia è molto alto, sia per la lotta all’Aids che nei paesi africani miete moltissime vittime. Due problemi, quest’ultimi, che in Africa hanno radici profonde legate anche al rapporto culturale fra l’uomo e la donna.

“Sull’Africa – ha concluso Mantica – bisogna essere molto realisti anche perché è inutile descrivere un continente che non c’è. Dobbiamo peró comprendere che l’Africa ha delle grandi opportunitá e potenzialitá. Va lasciata crescere da sola anche se sbaglia, perché tutti noi abbiamo sbagliato”.

Anche Eugenio Melandri, ideatore e coordinatore nazionale della campagna “Chiama l’Africa”, ha ricordato il ruolo fondamentale svolto delle donne africane, al fine di arrivare al miracolo quotidiano della sopravvivenza, nella famiglia, nell’economia, nella vita sociale e nell’organizzazione della societá. In Africa – ha aggiunto Melandri sono numerose le donne che lavorano per la pace e per il superamento delle situazioni di conflitto. In pratica queste donne, come usano fare nelle campagne per il trasporto di acqua e cibo , portano sulla testa il continente africano”. “Noi vogliamo – ha precisato Melandri – che  questo viene fatto  dalle donne per l’Africa sia riconosciuto a livello internazionale attraverso il Premio Nobel”.

Melandri ha poi ricordato come l’idea della Campagna, a cui hanno aderito numerosi parlamentari italiani ed europei, amministratori locali e artisti, sia stata lanciata lo scorso novembre ad Ancona nel corso di un apposito convegno. Dopo aver auspicato il coinvolgimento nell’iniziativa della consorte del Presidente Obama e della nazionale di calcio italiana, Melandri ha annunciato che dal 21 al 26 settembre a Dakar (Senegal) si terrá il seminario di studio su “Walking Africa” dal titolo “Portano sulle spalle i pesi e le speranze dell’Africa”. Un incontro che cercherá di porre in contatto i parlamentari, i rappresentanti dei comuni, delle province e delle regioni che hanno aderito all’iniziativa, con le esperienze di vita delle donne africane. Al seminario di Dakar dovrebbe poi far seguito un incontro conclusivo delle Campagna  da tenersi a Bruxelles.

L’intervento di Melandri si è concluso con la richiesta agli ambasciatori presenti di sostenere le ragioni della Campagna presso i rispettivi governi. Un appello simile è stato rivolto anche da un’altra promotrice della Campagna, Rosmary Mucwe, che ha sottolineato come questa iniziativa getti finalmente luce sul ruolo centrale svolto dalle donne i tutti i settori della societá africana.

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