Data odierna 24-09-2017

Nella seduta di oggi pomeriggio, 25 maggio, la Camera ha proseguito il dibattito sul disegno di legge di conversione del decreto 63/2010, quello cioè che, all’articolo 2, prevede il rinvio...

Nella seduta di oggi pomeriggio, 25 maggio, la Camera ha proseguito il dibattito sul disegno di legge di conversione del decreto 63/2010, quello cioè che, all’articolo 2, prevede il rinvio delle elezioni dei Comites, e quindi del Cgie, al 2012. Dopo il dibattito di ieri, oggi l’Aula ha esaminato e votato i diversi emendamenti alla presenza del sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica.
Emendamenti su cui, ad inizio seduta, il relatore del provvedimento, Stefano Stefani (Pdl), ha espresso parere contrario. Giudizio condiviso dal sottosegretario Mantica. Tutti gli emendamenti all’articolo 2 – volti in pratica all’intera soppressione della norma, cosí da garantire il rinnovo dei Comites – sono stati respinti con votazione nominale. È stata la sorte dell’emendamento-Narducci, posto ai voti ed illustrato dall’onorevole Porta che nel suo intervento ha sottolineato: “i Comites hanno subíto una proroga giá di un anno, dal 2009 al 2010. Parliamo di organismi eletti per la prima volta con una legge nel 2003 e nel 2004. Non vi era nessuna urgenza di riformarli. Noi parlamentari eletti all’estero abbiamo un assoluto bisogno che la democrazia, non solo in Italia ma anche tra i nostri connazionali, continui a funzionare. Non si sospende con un decreto-legge la democrazia. Gli italiani all’estero sono altrettanto portatori di diritti, come gli italiani che vivono in Italia. Chiedo quindi a tutti i colleghi, dopo aver dato tanti schiaffi ai nostri connazionali con i tagli e con la sospensione dei programmi di assistenza di lingua e cultura, di non dare loro un ulteriore schiaffo, sacrificando e mortificando i loro diritti democratici e di partecipazione”. Un appello che, come accennato, non è servito: con 247 voti contrari (222 quelli a favore) l’Aula ha respinto l’emendamento.
“No” dell’Aula anche all’emendamento di Evangelisti (Idv) in cui si chiedeva una riduzione della proroga e la contestuale abolizione del Cgie sulla scia delle proposte di legge che il partito ha presentato alla Camera con l’on. Razzi e al Senato con Pedica.
Passando agli ordini del giorno, Mantica ha accettato quello di Di Biagio (Pdl) che impegna il governo ad indire le elezioni per il rinnovo degli organismi di rappresentanza non appena verrá approvata dal Parlamento la riforma, e accolto come raccomandazione quello dell’on. Garavini (Pd).
Concluso l’esame degli emendamenti e degli ordini del giorno, la seduta è proseguita con le dichiarazioni di voto finale: contrari alla conversione del decreto si sono detti Italia dei Valori e Partito Democratico; astenuto l’Udc; favorevoli Lega Nord e Pdl per cui ha parlato l’onorevole Zacchera: “dichiaro il voto favorevole del mio gruppo ed auspico un sollecito esame da parte del Parlamento delle proposte di legge presentate in materia di elezioni degli organismi rappresentativi degli italiani all’estero”.
La Camera, con votazione finale elettronica, ha infine approvato il disegno di legge di conversione che ora passerá al Senato per la seconda lettura.

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