Data odierna 22-09-2017

Ore 16.20. Piazza Affari in rally e spread in calo sotto 260 punti base. Sono queste le prime reazioni del mercato agli instant poll che vedono il Partito Democratico di Pierluigi Bersani in vantaggio...

La Borsa scatta dopo gli instant poll. Spread precipita sotto 260 punti

Ore 16.20. Piazza Affari in rally e spread in calo sotto 260 punti base. Sono queste le prime reazioni del mercato agli instant poll che vedono il Partito Democratico di Pierluigi Bersani in vantaggio di quasi 8 punti rispetto alla coalizione di Pdl e Lega: uno degli scenari preferiti dagli addetti ai lavori.

A Milano Piazza Affari accelera il rialzo alla chiusura delle urne con il +2,3%, mentre nel resto d’Europa Londra avanza dello 0,8%, Francoforte del 2,4% e Parigi dell’1,8%. Sul listino italiano osservato speciale il titolo Mediaset dopo la pioggia di vendite allo scoperto di venerdì scorso, le azioni del Biscione sono sugli scudi con guadagni vicini al 10%. Dopo una raffica di sospensioni al rialzo, Unicredit guadagna oltre l’8% trainando l’intero settore bancario che avanza oltre il 5% da Mediobanca, Ubi Banca e Banco Popolare. Acquisti anche sui Fiat nonostante Fitch abbia tagliato il rating a BB- con outlook negativo.

Andamento positivo anche per lo spread: il differenziale di rendimento tra Btp e Bund si restringe a quota 258 punti, con un rendimento del 4,2%. In mattinata Il Tesoro ha collocato Ctz al 2014 per 2,82 miliardi di euro, poco meno del target massimo di 3 miliardi, con un rendimento in rialzo all’1,682%. Assegnati anche Btp indicizzati all’inflazione con scadenza 2021 e 2026 per 1,25 miliardi di euro, il massimo importo previsto. Ma il vero test post-elettorale per il debito italiano sarà mercoledì, quando in asta andranno titoli a 5 e 10 anni. In lieve ripresa l’euro sul dollaro: la moneta unica è scambiata a 1,3286 sul dollaro (1,3186 dopo la chiusura di Wall Street di venerdì) e a 124,88 sullo yen. Avvio positivo per Wall Street: il Dow Jones avanza dello 0,3% restando oltre la soglia dei 14mila punti, il Nasdaq guadagna lo 0,6%.

I mercati guardavano al voto tra timori e speranze condizionate dalla basse affluenza e dalla preoccupazione che un esito incerto possa riportare il paese alle urne nel “medio termine”. Di più: S&P teme uno stop alle riforme avviate nell’ultimo anno. Una fermata che rischierebbe di essere fatale per l’intera Eurozona soprattutto alla luce delle ultime stime di Bruxelles, secondo cui la recessione continuerà per tutto il 2013. Mentre emergono i primi istant poll sui risultati italiani, i listini continuano nei rialzi avviati in mattinata con la candidatura di Haruhiko Kuroda alla guida della Banca centrale del Giappone e con le relative promesse di avviare una politica monetaria accomodante di sostegno alla crescita.

Segnali positivi dalla Borsa di Tokyo che vola e chiude a +2,43%, ai massimi di giornata e da settembre 2008, in scia alla designazione ufficiosa di Haruhiko Kuroda, ora presidente della Asian Development Bank, a governatore della Bank of Japan (BoJ). Il Nikkei sale di 276,58 punti, a 11.662,52 scommettendo proprio sulla visione di Kuroda pro politiche monetarie accomodanti in linea con la volontà del primo ministro Abe. In Cina, intanto, la crescita della produzione manifatturiera è rallentata in febbraio al livello più basso degli ultimi quattro mesi. E’ quanto emerge dai dati preliminari resi noti stamani da Hsbc, il cui indice dei manager addetti agli acquisti è calato a 50,4 punti contro i 52,3 di gennaio: un valore superiore alla soglia dei 50 punti indica virtualmente un’economia in fase di espansione, mentre uno sotto ne segnala una in rallentamento.

Sul fronte delle materie prime, il petrolio con consegna ad aprile è in lieve calo alle quotazioni elettroniche di New York a 93,05 dollari (-8 cents). Il Brent con consegna ad aprile ha perso 19 cents a 113,91 dollari. L’oro è in lieve rialzo a 1.585,32 dollari a fronte dei 1.582,96 dollari della quotazione di venerdì.

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