Data odierna 23-09-2017

Salvaguardare l’insegnamento dell’italiano alla Scuola Internazionale di Strasburgo. A richiederlo è Gianni Farina, deputato del Pd eletto in Europa, che sottopone all’attenzione dei Ministri degli...

Italiano in pericolo alla scuola internazionale di Strasburgo: Farina interroga Terzi e Profumo

Salvaguardare l’insegnamento dell’italiano alla Scuola Internazionale di Strasburgo. A richiederlo è Gianni Farina, deputato del Pd eletto in Europa, che sottopone all’attenzione dei Ministri degli esteri e dell’istruzione, Terzi e Profumo, la situazione creatasi alla luce della spending review.

“Gli effetti della legge di revisione della spesa pubblica sul personale della scuola in servizio all’estero – si legge nella premessa – determineranno, dal prossimo anno scolastico, situazioni drammatiche per studenti, famiglie e istituzioni, nonché un grave danno all’immagine del nostro Paese all’estero; emblematica in questo senso è la situazione che verrà a crearsi alla scuola internazionale di Strasburgo per effetto della soppressione del posto di insegnamento dell’italiano nel grado terminale della filiera, il liceo”.

“Studenti che per 12 anni hanno potuto seguire 6 ore di lezioni di italiano (lingua, letteratura, storia e geografia) – come da programma della scuola, frutto di accordi bilaterali – spiega Farina – vedranno ora bruscamente “decapitata” la filiera italiana, con conseguente impossibilità di accedere all’esame finale di Stato, detto OIB (option international du Baccalaureat) che equivale, contemporaneamente, a un Bac francese e a una maturità italiana; inutile dire – osserva il parlamentare Pd – che gli effetti di questo taglio produrranno conseguenze immediate sull’intera filiera italiana, provocando reazioni di incredulità e sfiducia da parte delle autorità scolastiche francesi e prevedibili defezioni da parte delle famiglie degli studenti; l’insegnamento dell’italiano non è offerto in altre istituzioni scolastiche del capoluogo alsaziano”. Per il deputato, “il grave colpo inferto alla scuola internazionale determinerà il progressivo affievolimento della nostra presenza, sia linguistica che culturale, nella regione”.

Farina chiede quindi di sapere “quali immediate iniziative i Ministri interrogati intendano prendere per evitare che a Strasburgo, piccola capitale europea per la presenza del Consiglio d’Europa, del Parlamento e dell’ENA, istituzioni che ospitano un grande numero di politici e funzionali italiani, non si rischi di vedere un arresto fatale del processo di crescita e affermazione della nostra cultura, proprio in un luogo strategico che, invece, sempre più dimostra sensibilità e interesse per “l’italicità”"

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