Data odierna 24-09-2017

“La notizia della morte dell’ex ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia ha provocato un generale sentimento di cordoglio per la scomparsa di un uomo che, come è stato riconosciuto...

Italiani in Argentina: omaggio alla memoria del Ministro

“La notizia della morte dell’ex ministro per gli Italiani nel Mondo Mirko Tremaglia ha provocato un generale sentimento di cordoglio per la scomparsa di un uomo che, come è stato riconosciuto quasi all’unanimità, dedicò la sua vita politica, ma anche gran parte della sua esistenza, a lottare per i diritti degli italiani all’estero, degli emigrati e dei loro discendenti. Dell’altra Italia, come Tremaglia amava definire le comunità italiane sparse nel mondo, i sessanta milioni di italiani e discendenti per i quali si impegnò fino all’ultimo giorno di vita”. A ricordarlo nell’editoriale che apre il nuovo numero della Tribuna Italiana, è il direttore del settimanale di Buenos Aires, Marco Basti.

“Come è noto”, scrive Basti nell’articolo che riportiamo di seguito in versione integrale, “il percorso di Mirko Tremaglia iniziò nei suoi anni giovanili, aderendo alla Repubblica di Salò, l’ultimo sussulto del regime fascista al quale questo bergamasco aderì da ragazzo. Non rinnegò mai quel passato e per decenni, fedele alle sue idee, fu emarginato dalla politica che contava, proprio per essere coerente con le sue idee. Anni durante i quali visitava le comunità all’estero, si interessava dei problemi degli emigrati che l’Italia aveva dimenticato.

Tremaglia, frutto della sua cultura, delle sue esperienze, aveva uno sviscerato amore per l’Italia, che manifestava forse con un po’ di retorica, ma con tanto sentimento, interpretando così i sentimenti di buona parte degli italiani all’estero. Profondi sentimenti di italianità del “nostro” ministro, che sono stati sottolineati nel suo saluto di cordoglio anche dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano.

Tremaglia capì gli italiani all’estero e si fece portavoce e paladino delle richieste degli emigrati. Ma la fedeltà alle sue idee non gli impedì di maturare politicamente e aprire il dialogo con le altre forze presenti nel Parlamento italiano, allo scopo di tessere convergenze per consentire l’approvazione di quelle leggi che dovevano riavvicinare le due Italie, per ragioni di giustizia, ma anche con una visione del futuro strategica che, purtroppo, la stragrande maggioranza dei politici italiani ancora non ha capito.

“Ci avevano persino cancellato dall’Anagrafe”, esclama ancora scandalizzato Luigi Pallaro, per descrivere come l’Italia aveva deciso di tagliare ponti e dialogo con quanti erano emigrati.

Ebbene, la prima grande conquista di Tremaglia in Parlamento fu proprio la legge che riaprì l’Anagrafe per chi era emigrato e per i loro discendenti. Fu il primo tassello nella costruzione del pieno riconoscimento dei diritti degli italiani all’estero, che costruì, proprio raccogliendo consenso attorno a quei due principi: fare giustizia nei confronti di una parte dei cittadini che erano stati dimenticati e costruire ponti con un’altra Italia, più aperta ed esperta in rapporti con altri popoli, che avrebbe potuto arricchire l’Italia dello Stivale.

Non tutti lo capirono in Italia e, perse le elezioni del 2006, anche politici della sua coalizione si schierarono contro di lui e contro lo stesso riconoscimento del voto agli italiani all’estero. Ma soprattutto, come dicevamo sopra, non hanno mai capito l’importanza che possono avere gli italiani all’estero per l’Italia.

Ma anche all’estero, anche qui da noi, l’opera di Tremaglia è stata banalizzata da quanti hanno approfittato della generosità delle leggi per diventare cittadini italiani solo di passaporto o, peggio ancora, per diventare senatore senza essersi mai interessati né dell’Italia né degli italiani all’estero prima delle elezioni, scagliandosi addirittura contro lo stesso Tremaglia e contro le istituzioni di rappresentanza che lui sosteneva.

Qui a fianco pubblichiamo una lettera della connazionale Brunella Cadin, che ha conosciuto l’ex ministro e che propone di organizzare un omaggio a Tremaglia. Sarebbe un giusto riconoscimento.

L’altro omaggio che merita l’on. Mirko Tremaglia, il “nostro” ministro per gli italiani nel mondo, anche da parte di noi italiani all’estero, è di mantenere in alto quei suoi sentimenti di amore per l’Italia, di conoscenza e valorizzazione della realtà degli italiani all’estero, di ricerca delle coincidenze per costruire politiche che devono portare alla costruzione di ponti, di legami più profondi tra l’Italia e le sue comunità sparse in quattro continenti, per cogliere le grandi opportunità che da quelle relazioni possono scaturire per gli uni e per gli altri”.

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