Data odierna 20-09-2017

‘Sarebbe bene che Aldo se ne andasse spontaneamente, senza subire l’onta del defenestramento d’ufficio. Il Presidente del partito, Silvio Berlusconi, farebbe bene ad azzerare l’intero...

‘Sarebbe bene che Aldo se ne andasse spontaneamente, senza subire l’onta del defenestramento d’ufficio. Il Presidente del partito, Silvio Berlusconi, farebbe bene ad azzerare l’intero vertice e nominare persone nuove e motivate, capaci di far ripartire il PdL nel Mondo e di contrastare sia l’offensiva del Pd, ma anche quella dei patronati, del Cgie, dei “burocrati” e dei “professionisti” dell’emigrazione, degli istituti di kultura sovvenzionati dallo Stato e schierati a sinistra, della stampa estera, del culturame e dell’anti-berlusconismo’

Si sta per chiudere nel peggiore dei modi e nella maniera più indecorosa l’epopea di Aldo Di Biagio alla testa del dipartimento degli italiani nel mondo del PdL. E tanto per non tradire le buone tradizioni italiche, la caduta di Di Biagio sará accompagnata dai lazzi e dagli insulti anche da parte di coloro che, fino a poco tempo fa, erano suoi amici ed alleati.

Il discorso non vale per il sottoscritto, che, modestamente, é stato uno dei pochi a criticare costantemente Aldo Di Biagio, e che, di conseguenza, non infierirá oggi.

Non mi interessa sapere se Di Biagio sia effettivamente residente in Croazia, né le ragioni che lo hanno spinto a lasciare il gruppo parlamentare del PdL; non mi interessa neanche che sia un pallone gonfiato, come é stato recentemente scritto. Mi interessa constatare che Di Biagio, a capo del dipartimento esteri del PdL, é stato l’uomo sbagliato nel posto sbagliato.

Il PdL nel Mondo ha perso un anno e mezzo e ora deve ripartire da zero. Il mega-sito, pubblicizzato con tanto di evidenziatore nella pagina di presentazione dei dipartimenti del PdL, fa schifo e non viene aggiornato da febbraio. La situazione del tesseramento tragica, l’organizzazione sul territorio inesistente, la linea politica mai definita.

La sola cosa che ha saputo fare il responsabile in questi diciotto mesi é inondare le agenzie stampa di decine di comunicati in cui si va dai panettieri napoletani al traffico romano, dall’adesione alla manifestazione di Francoforte alla pesca subaquea; di tutto di più, al punto che se oggi si chiedesse ad un ignaro lettore una sintesi del Di Biagio-pensiero, questi probabilmente leverebbe gli occhi al cielo.

La cosa che ricorderemo di Di Biagio, oltre alla sua inconsistenza politica, saranno gli epiteti contro i suoi detrattori, accusati di fare “gossip da parrucchiera”.

Certo umanamente risultava pure simpatico; fondamentalmente buonista, incapace di rancore, sempre pronto ad una pacca sulle spalle, un mix tra  Alberto Sordi ed un curato di campagna.

Certo si potrá obiettare che di fenomeni, tra i parlamentari eletti dagli italiani nel mondo, non ce sono, visto che, tra gli eletti, alcuni hanno persino difficoltá a parlare italiano: si potrá anche dire che i mezzi erano pochi e che quel dipartimento sembra più un’armata brancaleone, un cimitero per elefanti, che un’organizzazione politica. Ma proprio per questo occorreva un atteggiamento diverso; un politico con le palle, avrebbe battuto i pugni sul tavolo e se ne sarebbe andato, anziché fare la marionetta. Ma se la vanitá prevale, inutile lamentarsi quando, prima o poi, i nodi vengono al pettine.

Ora si apetta l’epilogo; sarebbe bene che Aldo se ne andasse spontaneamente, senza subire l’onta del defenestramento d’ufficio. Il Presidente del partito, Silvio Berlusconi, farebbe bene ad azzerare l’intero vertice e nominare persone nuove e motivate, capaci di far ripartire il PdL nel Mondo e di contrastare sia l’offensiva del Pd, ma anche quella dei patronati, del Cgie, dei “burocrati” e dei “professionisti” dell’emigrazione, degli istituti di kultura sovvenzionati dallo Stato e schierati a sinistra, della stampa estera, del culturame e dell’anti-berlusconismo.

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