Data odierna 22-09-2017

‘La casa in Italia: forti radici per gli italiani all’estero’ Italiani all’estero e Imu, Garavini (Pd): Proprietà di italiani nel mondo sia considerata prima casa ‘Dal 1993 la...

Italiani all’estero e Imu, Garavini (Pd): Proprietà di italiani nel mondo sia considerata prima casa

‘La casa in Italia: forti radici per gli italiani all’estero’
Italiani all’estero e Imu, Garavini (Pd): Proprietà di italiani nel mondo sia considerata prima casa
‘Dal 1993 la casa degli italiani all’estero è sempre stata considerata come abitazione principale. Dobbiamo ripristinare questa equiparazione’

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“Per gli italiani all’estero, la casa in Italia rappresenta le radici nelle terre d’origine. Non è solo il luogo dove soggiornare durante le vacanze. È la base a cui fare ritorno negli anni della pensione, o il risparmio preparato per il rientro in Italia dei propri figli. Sono frequenti i casi di connazionali, emigrati, che pur risiedendo all’estero hanno preferito investire i loro risparmi in Italia, scegliendo di vivere in affitto nei luoghi di residenza. Un’imposizione fiscale troppo elevata sugli immobili degli italiani all’estero rischia dunque di spezzare un legame importante, da non sottovalutare anche dal punto di vista economico”.

“Per questo ho aderito all’emendamento presentato dal collega PD, Gino Bucchino, che prevede l’equiparazione della casa posseduta in Italia dagli italiani residenti all’estero all’abitazione principale degli italiani residenti in Italia”. Lo dice Laura Garavini, deputata PD eletta nella Circoscrizione Estero – Europa, in occasione dell’esame, alla Camera dei Deputati, del Decreto fiscale presentato dal Governo.

“Sarebbe opportuno”, spiega Laura Garavini, “che gli italiani residenti all’estero venissero chiamati a pagare l’IMU con l’aliquota più bassa dello 0,4 per cento, e non quella dello 0,76 per cento che vale per le seconde case”.

“Dal 1993 la casa degli italiani all’estero è sempre stata considerata come abitazione principale. Dobbiamo ripristinare questa equiparazione, che non è un privilegio ingiustificato, ma il risultato di attente valutazioni che riconoscono il valore sociale ed economico della nostra emigrazione”.

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