Data odierna 22-06-2017

Tutti si ricorderanno le violenti polemiche e proteste di cui si sono occupati i media italiani – e non solo – sulle laute remunerazioni e gli incredibili benefit di cui godono i parlamentari...

Italia paese con troppi privilegiati: E io pago!

Tutti si ricorderanno le violenti polemiche e proteste di cui si sono occupati i media italiani – e non solo – sulle laute remunerazioni e gli incredibili benefit di cui godono i parlamentari del Belpaese, tanto da fare invidia a quasi tutti i loro colleghi di altri Paesi.

Poi dalle cronache giornalistiche di queste ultime settimane abbiamo anche appreso che l’Italia è il Paese con i salari più bassi e con le remunerazione, a carico dell’erario (ovvero di coloro che pagano le tasse), più alte. Non solo, quindi, le remunerazioni della cosìddetta “casta” composta da deputati e senatori della Repubblica che, forse forse, alla fine dei conti, potrebbe essere quella meno privilegiata di molte altre, ma soprattutto le paghe delle tante altre caste e sottocaste presenti in Italia.

Alcuni Paperoni nostrani citati dai media? Eccoli: il ragioniere generale dello Stato, Mario Canzio, che percepisce 562.000 euro all’anno; il capo della Polizia, Antonio Manganelli, 621.000 euro; i vari generali delle Forze Armate italiane che, ai massimi livelli della loro carriera, superano anch’essi abbondantemente il mezzo milione di euro all’anno; gli alti dirigenti ministeriali (per esempio il segretario generale della Farnesina, Giampiero Massolo, 389.000 euro, oppure l’ambasciatore d’Italia in Germania, Michele Valensise, con una paga molto più alta della stessa cancelliera Federale tedesca, Angela Merkel); i dirigenti di vari enti (per esempio il presidente del’INPS, Antonio Mastrapasqua, 1.207.000 euro, oppure il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, 516.000 euro); amministratori di società pubbliche come per esempio: l’amministratore delegato delle Poste, Massimo Sarni, 1.500.000 di euro, oppure quello della Fincantieri, Giuseppe Bono, 600.000 euro.

Che dire, poi, dei presidenti e dei consiglieri delle tredici Authority che vi sono in Italia, ovvero degli organismi indipendenti di vigilanza su settori ritenuti delicati della vita pubblica del Paese – Commissione nazionale per le società e la Borsa (Consob); Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni private e di interesse collettivo (Isvap); Autorità garante della concorrenza e del mercato (Antitrust); Centro nazionale per l’informatica nella pubblica amministrazione (DigitPA); Autorità per l’energia elettrica e il gas; Garante per la protezione dei dati personali; Commissione di vigilanza sui fondi pensione; Autorità per le garanzie nelle comunicazioni; Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici; Autorità garanti del contribuente per il fisco e la burocrazia; Agenzia per le organizzazioni senza scopo di lucro di utilità sociale; Commissione per la valutazione, la trasparenza e l’integrità delle amministrazioni pubbliche; Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza – dove il ventaglio delle retribuzioni dei commissari e dei presidenti va da 280 a 480 mila euro lordi annui.

Una sfilza di migliaia di privilegiati a carico del solito “pantalone” che giustifica certamente l’espressione popolare “e io pago!”. Un costo esorbitante per l’erario italiano fuori da ogni logica di mercato del lavoro, se pensiamo che un lavoratore qualunque in Italia non arriva ad un guadagno netto mensile di 1.500 euro. Una sfilza di migliaia di privilegiati invidiati dai potenti del mondo come, sicuramente, dallo stesso presidente degli Stati Uniti, Barack Obama il cui stipendio è addirittura inferiore a quello del presidente della Provincia di Bolzano, Luis Durnwalder!

Ebbene, di fronte ad uno sperpero incredibile di denaro pubblico di questo tipo, abbiamo in Italia governi e parlamentari che riescono ad essere forti con i deboli e quindi anche con gli italiani all’estero che, negli ultimi anni, hanno subito un taglio del 72% alle risorse a loro destinate per l’insegnamento della lingua italiana, l’assistenza agli indigenti, gli istituti di rappresentanza, ecc.

Sì, forti con i deboli e deboli, o timidi, con i forti (tassisti, farmacisti, notai, monopolisti, ecc.) come sta a dimostrare anche il recente decreto “Salva Italia” del governo Monti (e quello sulle liberalizzazioni) di questo governo. Un governo al quale, tuttavia, dobbiamo riconoscere il grande merito di aver allontanato il Paese dal baratro (fallimento) e, soprattutto, di averci comunque riconciliato con le nostre istituzioni dopo gli anni bui dei governi Berlusconi.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento