Data odierna 11-12-2017

“”La mia non è una battaglia personale contro Di Biagio, collega con il quale in questi anni abbiamo lavorato insieme portando avanti campagne per gli italiani all’estero, ma è la richiesta...

“”La mia non è una battaglia personale contro Di Biagio, collega con il quale in questi anni abbiamo lavorato insieme portando avanti campagne per gli italiani all’estero, ma è la richiesta di onestà politica”. Così il deputato del Pdl Guglielmo Picchi replica alle polemiche scaturite dalle sue prese di posizione nei confronti del collega finiano Aldo Di Biagio, dimissionario responsabile del Pdl nel mondo”. intervistato da Francesca Toscano per “Italia chiama Italia”, quotidiano online diretto da Ricky Filosa, deputato eletto in Europa ribadisce che “quanti non si riconoscono più nel Pdl e sono passati a Fli dovrebbero lasciare, anche all’estero, i propri incarichi all’interno del partito”, e invita tutti “ad un’operazione di trasparenza e a scegliere una posizione chiara”.
D. Onorevole Picchi, lei si è già espresso sulle dimissioni di Di Biagio dall’incarico di coordinatore del Pdl nel mondo. Ora circolano diverse voci su chi sarà il nuovo responsabile…
R. Sono sicuro che il presidente Berlusconi procederà presto alla nomina di un nuovo coordinatore che sia all’altezza delle aspettative di tutti.
D. Pare che il senatore Caselli sia molto accreditato come futuro coordinatore del Pdl nel mondo. Lei come lo vedrebbe alla guida del partito all’estero?
R. In questi giorni si stanno facendo tanti nomi: si parla di Caselli, di Santo Santoro, qualcun altro si è persino offerto volontario. Onestamente non so se alla guida del Pdl nel mondo ci sarà Caselli o no, quello che conta a mio avviso è che il successore di Di Biagio assuma una leadership chiara e si adoperi quanto prima per il bene delle comunità all’estero che da oltre un anno attendono che venga fatto qualcosa per loro.
D. Lei, che subito dopo lo strappo fra il premier e Fini si è schierato dalla parte di Berlusconi, criticando il collega Di Biagio, a sua volta ha ricevuto pesanti giudizi. Come replica a chi l’ha accusata di aver chiesto le dimissioni di Di Biagio per essere nominato coordinatore del partito all’estero?
R. Io sono sempre stato chiaro e coerente circa la mia posizione all’interno del partito e mi aspetto che quanti sono stati eletti con il simbolo del Pdl o hanno ricevuto incarichi facciano altrettanto. La mia non è una battaglia personale contro Di Biagio, collega con il quale in questi anni abbiamo lavorato insieme portando avanti campagne per gli italiani all’estero, ma è la richiesta di onestà politica. Di certo non è partita dall’area berlusconiana l’esigenza di una scissione all’interno del Pdl.
D. Quindi dopo Di Biagio anche gli altri referenti sul territori dovrebbero, secondo lei, consegnare le proprie dimissioni?
R. Mi sembra che la maggior parte lo abbia già fatto. Comunque ritengo giusto che quanti non si riconoscono più nel Pdl e sono passati a Fli abbiano lasciato i propri incarichi all’interno del partito. Invito poi, quanti ancora non l’hanno fatto, ad un’operazione di trasparenza e a scegliere una posizione chiara.
D. Lei è appena ritornato da una visita alla comunità italiana nel Regno Unito. Come vivono questo momento politico particolare i connazionali all’estero?
R. C’è grande amarezza per questa scissione. Gran parte dei connazionali all’estero non comprende la decisione del presidente della Camera di creare un gruppo parlamentare all’interno del partito in cui è stato eletto e guarda con preoccupazione la nascita di Fli. Molti militanti sono delusi dall’attuale situazione politica, specialmente tutte quelle persone che all’estero hanno creduto nella nascita di un partito unico e si sono spese per farne comprendere l’importanza agli altri simpatizzanti di centrodestra. Queste persone ora sono spaesate. Per evitare che prevalga il senso di disillusione in questo momento più che mai bisogna essere vicini ai nostri militanti all’estero.
D. E i suoi elettori la sentono vicino?
R. In questi giorni c’è stato l’incontro con gli esponenti del Pdl di Londra a cui anche io ho preso parte. Abbiamo programmato la politica del prossimo trimestre e cominciato ad organizzare la consueta festa di Natale. Dal canto mio cerco di essere presente e di organizzare periodicamente delle visite alla comunità all’estero, per capire le problematiche e le esigenze non solo di chi mi ha votato, ma di tutti i connazionali in Europa”.

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