Data odierna 22-06-2017

È stata assegnata alla Commissione Affari Esteri della Camera la proposta di legge della deputata Pd Laura Garavini “Modifica all’articolo 2 della legge 27 ottobre 1988, n.470, concernente...

Iscriversi all’AIRE del comune dove si possiede una casa: Alla commissione esteri la proposta di legge di Garavini

È stata assegnata alla Commissione Affari Esteri della Camera la proposta di legge della deputata Pd Laura Garavini “Modifica all’articolo 2 della legge 27 ottobre 1988, n.470, concernente la facoltà di iscrizione nell’anagrafe degli italiani residenti all’estero del comune nella cui circoscrizione è situato l’unico immobile posseduto nel territorio nazionale dal soggetto residente all’estero”. Il testo dovrà essere sottoposto ai pareri delle Commissioni Affari Costituzionali e Giustizia.

Nel presentare il testo ai colleghi, Garavini spiega che l’Aire “contiene i dati dei cittadini che hanno dichiarato spontaneamente, ai sensi dell’articolo 6 della citata legge n. 470 del 1988, di voler risiedere all’estero per un periodo di tempo superiore a dodici mesi o per i quali è stata accertata d’ufficio tale residenza. All’articolo 2, comma 1, lettera b), della stessa legge è prevista la possibilità, da parte dell’interessato, di chiedere il trasferimento all’AIRE di un altro comune nel solo caso che egli abbia “membri del proprio nucleo familiare iscritti nell’AIRE o nell’anagrafe della popolazione residente del comune”. L’univocità di questa ipotesi – secondo Garavini – non comprende, però, una serie di altre evenienze nelle quali gli iscritti all’AIRE possono concretamente trovarsi nel corso della loro permanenza all’estero. Il caso più frequente e segnalato è quello di persone che, per vicende familiari, acquisiscano per via ereditaria la proprietà di immobili ubicati in un comune diverso da quello di residenza. Non meno rari – aggiunge la parlamentare eletta in Europa – sono i casi di emigrati che, a conclusione di un’esperienza lavorativa all’estero, decidano di rientrare in Italia, spostandosi dalle precedenti ubicazioni familiari in centri urbani o turistici dove trascorrere l’ulteriore fase della loro esistenza”.

“Anche nel quadro delle nuove mobilità di lavoro che si moltiplicano nel nostro Paese, – prosegue la deputata Pd – molti concittadini residenti all’estero decidono di costituirsi in Italia un riferimento abitativo in luoghi diversi da quelli nei quali sono iscritti anagraficamente”.

Ma “la normativa vigente impedisce a questi soggetti di spostare liberamente la loro iscrizione nell’AIRE nei comuni nei quali essi hanno ormai un interesse diretto e specifico, che in genere si materializza nella proprietà di un immobile. Una tale disposizione, nel quadro di una legislazione europea che consente la libertà di movimento addirittura in senso transnazionale, non solo appare fortemente anacronistica ma incide concretamente sugli interessi reali di una molteplicità di soggetti. In termini generali, l’Italia, soprattutto in questa fase di difficoltà economiche, ha tutto l’interesse a conservare e, semmai, a sviluppare rapporti con i protagonisti delle cosiddette “nuove mobilità” e con i connazionali che, dopo una più o meno lunga permanenza all’estero, intendano trascorrere una fase della loro vita nel Paese di origine”.

Per questo, la presente proposta di legge “si propone di estendere la possibilità di chiedere il trasferimento dell’iscrizione nell’AIRE da un comune a un altro quando risulta provato che questa esigenza nasce dall’effettivo possesso di un immobile in Italia, che deve essere unico, da parte del richiedente. Si confida nell’attenzione e nell’impegno dei colleghi parlamentari in ordine all’approvazione di una modifica normativa che potrebbe avere ricadute positive su un numero consistente di soggetti e, di conseguenza, sul rafforzamento dei legami del nostro Paese con una parte dei nostri connazionali all’estero”.

Di seguito il testo dell’unico articolo che compone la proposta di legge.

“ART. 1.

1. All’articolo 2, comma 1, lettera b), della legge 27 ottobre 1988, n. 470, dopo le parole: “nell’anagrafe della popolazione residente del comune” sono aggiunte le seguenti: “ovvero quando dimostri di avervi acquisito in via esclusiva, a qualsiasi titolo, la proprietà di un immobile che risulta l’unico immobile posseduto in Italia dall’interessato”". (aise)

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