Data odierna 25-09-2017

Riceviamo e pubblichiamo l’intervista a Paolo Da Costa, presidente del Comites di Zurigo, in seguito alla serata tenutasi venerdì 20 aprile a Zurigo. Venerdì 20 aprile il Comites ha organizzato...

Intervista del Presidente del Comites di Zurigo, Paolo Da Costa

Riceviamo e pubblichiamo l’intervista a Paolo Da Costa, presidente del Comites di Zurigo, in seguito alla serata tenutasi venerdì 20 aprile a Zurigo.

Venerdì 20 aprile il Comites ha organizzato una serata per discutere con le associazioni sul futuro delle strutture e dei servizi italiani. La domanda era provocatoria: servono ancora? Qual è stata la risposta?
L’iniziativa aveva un tono provocatorio con lo scopo di indurci ad affrontare temi spesso rimossi. Circa 60 persone hanno partecipato alla serata con spirito costruttivo. È stata respinta l’idea di chiudere i battenti ed è stato lanciato un appello: in futuro unità e collaborazione.

Però la crisi finanziaria dello Stato italiano si ripercuote su tutti i settori. Il Comites come va?
Già con la Legge Finanziaria del 2009 l’allora Governo italiano aveva definito quali sarebbero stati i tagli di spesa in tutti i comparti dello Stato nel triennio 2010-2013. Il taglio che il Comites di Zurigo ha subito negli ultimi tre anni è di oltre il 50 per cento, però grazie ad attività specifiche a livello locale, riusciamo a reperire risorse per garantire la continuità d’esercizio.

Anche i Corsi di lingua e cultura italiana sono salvi. Come avete fatto?
Il problema che sta attanagliando i Corsi di lingua e cultura non è unicamente finanziario. La legge 153/71, che disciplina le scuole all’estero, gli istituti di cultura e i corsi di lingua e cultura, è figlia di un mondo che non c’è più. Le battaglie ideologiche o corporative non servono, occorre una nuova legge che inserisca lo studio della lingua e della cultura italiana nel processo della globalizzazione che sta rivoluzionando ogni cosa. Qui a Zurigo, nel momento in cui lo stato italiano ha annunciato i «famosi tagli», il Comites e il Casli si sono resi conto che l’unica strada percorribile era quella di far leva sul buon senso dei genitori, avanzando la richiesta di un contributo di Fr. 200.- all’anno per ogni allievo. Il risultato è positivo: oltre il 74 per cento dei genitori contribuisce volontariamente al sostegno dei costi. Alla luce di questi dati molto incoraggianti, il Comites ha chiesto ed ottenuto l’istituzione di un Tavolo tecnico (Comites, Casli, Autorità consolari e scolastiche), per monitorare la situazione e sollecitare l’Ufficio scuola del Consolato ad un maggiore impegno nell’azione di sensibilizzazione di tutti genitori.

In altri consolati italiani è stata introdotta la chiusura del sabato degli sportelli. Zurigo cosa prevede?
Venuto a sapere che il Consolato di Lugano, di Ginevra e la Cancelleria di Berna, non forniscono più il servizio ai connazionali nella giornata del sabato, mi sono fatto interprete presso il Console Generale, Mario Fridegotto, della preoccupazione dei nostri connazionali. Il Ministro mi ha assicurato che il Consolato di Zurigo resterà aperto anche il sabato.

Sono passati ben otto anni dalle ultime elezioni per il rinnovo dei Comites. Possiamo parlare di democrazia sospesa?
La legge stabilisce che la legislatura ha la durata di 5 anni, quindi, avendo votato nel 2004, avremmo dovuto rinnovare i Comites nel 2009. Dopo un primo rinvio, il Governo nel 2010, con un Decreto, ha fatto slittare nuovamente le elezioni e ha indicato che le votazioni si
dovranno tenere entro il 31 dicembre 2012, per permettere al Parlamento di apportare alcune modifiche. Io dico, invece, che a questo punto, senza più indugi, il governo dovrebbe onorare l’impegno e indire le elezioni. Se non si va al voto, io non parlerei tanto di democrazia sospesa, semmai di delegittimazione, che ritengo politicamente ancor più grave.

Come immagini le prossime elezioni?
A chi teme che una bassa partecipazione alle elezioni rappresenti un danno all’immagine e all’autorevolezza dei Comites, io rispondo che quel rischio va scongiurato con uno sforzo collettivo, favorendo la formazione di una pluralità di liste e di idee, evitando l’egemonia dei partiti. Al centro vanno poste le esigenze vere della nostra collettività, chiamando in campo rappresentanze associative e territoriali per rendere i cittadini italiani protagonisti e non spettatori. Guai, se la politica pensa di strumentalizzare questo appuntamento democratico per controllare e piegare ai propri interessi i Comites.

Il 25 Aprile è un giorno molto importante per gli italiani perché in Italia si celebra la Festa della Liberazione dal nazifascismo avvenuta nel 1945. Che significato ha dopo quasi 70 anni?
Devo ringraziare il Comitato 25 aprile di Zurigo e il suo presidente Salvatore di Concilio, che hanno fatto di questa ricorrenza un appuntamento importante per la nostra collettività anche a Zurigo. Le lotte dei partigiani, che 70 anni fa hanno segnato la nostra storia, gettando le basi per la nascita della nostra Repubblica democratica, rimangono patrimonio comune a cui nessuno dovrebbe rinunciare, soprattutto ora, in questo travagliato momento, dove la sfiducia e il qualunquismo stanno dilagando, la parola resistenza acquista un significato attuale.

Oppure condividila!

Piaciuta la notizia? Forse ti può interessare..

Lascia un commento

Invia il commento