Data odierna 22-10-2017

L’intervista di Maria Bernasconi di L’altraitalia a Laura Garavini, deputata del Partito Democratico candidata alle prossime politiche. Quali risultati hai ottenuto nel corso della 16a legislatura? La...

Intervista a Laura Garavini, deputata del Partito Democratico, candidata alle prossime politiche

L’intervista di Maria Bernasconi di L’altraitalia a Laura Garavini, deputata del Partito Democratico candidata alle prossime politiche.

Quali risultati hai ottenuto nel corso della 16a legislatura?

La legislatura che si è appena conclusa ha rappresentato un´importante fase di passaggio per l´Italia. Una fase molto complessa, che ha conosciuto prima la degenerazione della fine del ventennio berlusconiano, con tutti gli effetti di un sistema che per due decenni ha pensato solo al bene degli amici e non al bene del Paese. E poi un anno di commissariamento tecnico, col Governo Monti, in cui abbiamo letteralmente salvato l´Italia dal baratro del fallimento. Il più grande successo politico, come Partito Democratico, è che siamo riusciti a mandare a casa Berlusconi, dimostrando in Parlamento, democraticamente, che non disponeva più della maggioranza per continuare a governare. Inoltre siamo riusciti, nel giro di sole poche settimane, a ridare prestigio all`Italia a livello internazionale, con una politica del polso tranquillo, in Parlamento, dopo anni in cui l´intero paese era oggetto di scherno e di derisione a causa dei continui scandali di Berlusconi. Siamo riusciti a porre fine ad un capitolo buio della politica italiana, che ha fatto tanto male all’Italia ma anche agli italiani nel mondo, e abbiamo evitato il default del Paese. Questo è un risultato di non poco conto, proprio uno dei motivi che mi avevano portato a candidarmi, nel 2008. Ma a questi vanno aggiunti una serie di importanti risultati, ottenuti nonostante le enormi difficoltà politiche ed economiche del Paese: provvedimenti contro la corruzione, una legge sulla incandidabilità dei condannati, l´introduzione di norme più moderne in materia di cognomi dei figli, l´istituzione di un Ministero per l´integrazione. Tutti provvedimenti sui quali io stessa avevo presentato proposte di legge come prima firmataria. In più siamo riusciti a strappare altre importanti conquiste con leggi di cui sono stata copromotrice, ad esempio l´introduzione di una quota rosa nei consigli di amministrazione delle grandi aziende e l´abolizione del vitalizio pensionistico automatico per i parlamentari, già dalla XVIa  legislatura. Un altro importante risultato, per il quale mi sono spesa in prima persona e che siamo riusciti a portare a casa, insieme ai colleghi Pd in Commissione Bilancio, è avere impedito che diventasse sistemico il taglio di 30 milioni annui ai patronati, uno dei pochi enti sociali italiani che è rispettato per la qualità e per l’efficienza del proprio lavoro, anche all´estero.

Insomma, tutto sommato si tratta di un bilancio che presenta qualche voce positiva, e questo nonostante fossimo all´opposizione per quattro anni su cinque e comunque mai forza di governo.

E per quanto riguarda gli italiani in Europa?

Il Governo Berlusconi sicuramente è stato il più ostile verso gli italiani all’estero. Su più capitoli di spesa ha tolto ai connazionali il 70 per cento delle risorse. Un taglio di dimensioni gigantesche. In questi anni la destra ha distrutto gran parte del prezioso lavoro realizzato dagli italiani nel mondo nel corso di decenni. Soprattutto la rete dei corsi di lingua e cultura ha subito dei colpi durissimi. Ma anche il Governo Monti con gli italiani all´estero non è stato generoso. Tutt`altro. Al di là dei toni, nettamente più concilianti di quelli del precedente governo Berlusconi, le politiche messe in atto in quest´ultimo anno sono state penalizzanti per le nostre comunità all´estero: fosse stato per il Governo Monti, gli italiani all´estero avrebbero pagato in automatico l´Imu come seconda casa, con un consistente aggravio di spesa. Inoltre è stato diminuito ancora il contingente degli insegnanti di lingua e cultura italiana nel mondo, mettendo a rischio decine di corsi di lingua e creando enormi difficoltà nei confronti delle locali istituzioni scolastiche. È stato poi rinviato per la terza volta consecutiva il rinnovo degli organi di rappresentanza, Comites e Cgie. Per di più sono state cancellate dal bilancio preventivo le risorse necessarie per le elezioni, dando adito al sospetto che non si debbano più tenere.

Come Partito Democratico siamo riusciti a frenare il Governo in punti importanti e a creare la base per un’inversione di rotta delle politiche per gli italiani all’estero. Abbiamo bloccato ulteriori chiusure di consolati e tagli agli enti gestori. Anche per quanto riguarda l’Imu siamo riusciti ad arginare i danni per gli italiani all’estero. La nuova norma prevede che siano i Comuni a decidere se l`Imu va pagata come prima o come seconda casa – tanti italiani residenti in Europa usufruiscono di questa regola (so di connazionali che, con la legge da noi rettificata in mano, sono andati dai loro sindaci per chiedere, con successo, che venga applicata) . E abbiamo ottenuto un minimo di risorse per enti gestori e organi di rappresentanza. Non è ciò che avremmo voluto. Ma è la dimostrazione di come il PD sia l´unico partito a cui stanno a cuore gli italiani all´estero. Nella prossima legislatura mi auguro che possiamo essere finalmente forza di governo, e che riusciamo ad avere più gioco di squadra fra gli eletti all’estero in modo da dare una svolta davvero positiva alle politiche per gli italiani nel mondo.

Ci sono eventuali errori che ritieni siano stati commessi?

Mi sarei augurata maggiore compattezza tra i parlamentari del Pd eletti in Europa. Le poche volte in cui abbiamo agito di concerto siamo riusciti ad ottenere dei risultati. Viceversa quando ci siamo mossi in ordine sparso siamo usciti perdenti su tutti i fronti.

Quali progetti, rimasti in sospeso, vorresti si concretizzassero nella prossima legislatura?

Il fatto di essere stati all´opposizione per la maggior parte del mandato non ci ha consentito di realizzare tutta una serie di progetti di riforma. La prossima legislatura da questo punto di vista potrà essere decisiva. Innanzitutto bisogna riformare l´insegnamento della lingua e cultura italiana all´estero. Dato che anche nei prossimi anni i soldi non pioveranno dal cielo, dobbiamo creare le basi per una cooperazione migliore con le autorità locali, e dobbiamo prevedere delle strategie per potersi assicurare anche fondi europei e fondi del paese ospitante. Il progetto di legge “Leonardo”, da me presentato negli ultimi mesi, va proprio in questa direzione. Prevede fra l’altro un miglior controllo della qualità dell’offerta di lingua e cultura e una cabina di regia, sul  modello dei Goethe Institut o del Cervantes.

L´obiettivo è quello di valorizzare l´insegnamento della lingua e della cultura italiana nel mondo, creando delle sedi che offrano, oltre all´italiano per adulti anche quello per bambini, garantendo loro molta più autonomia e flessibilità, economica e scientifica. Dobbiamo fare sì che la cultura italiana, di cui la lingua è la parte fondamentale, sia un valore aggiunto per l’Italia, su cui puntare maggiormente. Lo stesso vale per il biculturalismo dei nostri figli residenti e cresciuti all’estero. Si tratta di una marcia in più, che va valorizzata e non trascurata.

Inoltre bisogna far funzionare meglio gli sportelli consolari. È sbagliato se hanno solo una funzione di alibi, per il Console di turno, per camuffare il peggioramento del servizio ai cittadini, a seguito dei tagli degli ultimi anni. Gli sportelli consolari hanno un senso solo se hanno tutte le competenze e le carte necessarie per realizzare veramente un servizio vicino al cittadino. Inoltre non ritengo un sacrilegio vendere grandi edifici rappresentativi (sono passati i tempi in cui all´estero era prioritario “rappresentare”). Meglio puntare su edifici funzionali idonei ad ospitare i servizi che servono ai connazionali sul territorio.

Sicuramente dobbiamo ancora mettere mano all’Imu. Abbiamo raggiunto un primo risultato importante per gli italiani all’estero quest´anno, ma bisogna fare un nuovo tentativo dopo le elezioni affinchè le case degli italiani all’estero in Italia vengano considerate in automatico prima casa, là dove non posseggano immobili all´estero. Dico molto sinceramente che questa non sarà una battaglia facile. Riusciremo a portare a casa un risultato solo se come eletti all’estero saremo più compatti di quanto non siamo stati finora. Personalmente sono fortemente determinata a riprendere questa battaglia.

Altro obiettivo, non più procrastinabile, è l´internazionalizzazione del sistema universitario e della ricerca italiana, attraverso l´introduzione di meccanismi che promuovano il merito, sulla base di modelli già sperimentati da lungo tempo all´estero. Sull´argomento mi impegno affinchè la proposta di legge “PRIME”, da me redatta a più mani, insieme a giovani ricercatori italiani operanti in Europa, possa trovare pronta attuazione. Ritengo inoltre che sia necessario mettere mano alla riforma del Consiglio Generale degli Italiani all´Estero, prevedendone uno snellimento e l´introduzione di meccanismi idonei a favorire una maggiore partecipazione di giovani e donne.

Infine quale sarà il tuo impegno a favore dei connazionali all’estero e quale pensi sia la soluzione migliore per aver voce in parlamento.

I connazionali all´estero possono contare sul proseguimento del mio massimo impegno a sostegno degli italiani nel mondo. Già nel corso degli ultimi cinque anni ho dimostrato continuità nella presenza sui territori e nell´attività parlamentare. Ho parlato più di 40 volte in Parlamento. Al mio attivo risultano 358 atti parlamentari, suddivisi tra proposte di legge, interrogazioni, emendamenti o mozioni presentate e discusse alla Camera dei Deputati dall´aprile del 2008. Nello stesso arco di tempo ho partecipato ad oltre 300 iniziative tra le comunità di connazionali in giro per l´Europa. E questo nonostante mi fosse stato assegnato dal Pd l´importante incarico di capogruppo in Commissione Antimafia, un incarico che richiede molto tempo per la necessaria presenza nel corso di audizioni, per gli intensi preparativi che queste comportano, per tenere i contatti con le associazioni per la legalitá in Italia, ma anche per l´opportunità di una certa presenza sui territori interessati dai fenomeni mafiosi. Ritengo che sia oltremodo importante, che gli eletti all´estero si occupino maggiormente di tematiche inerenti l´intero Paese e non solo d´emigrazione ,anche per potere acquisire maggiore peso politico nel gruppo parlamentare, e per poterlo poi spendere a favore degli italiani nel mondo. Ormai è tempo che gli italiani all´estero da ´oggetto´ di politiche assistenziali si trasformino in veri ´soggetti´, propositori di soluzioni per il Paese, a partire dall´introduzione in Italia di buone prassi, magari già sperimentate all´estero, nei luoghi di residenza. In questo gli eletti all´estero possono giocare un ruolo di innovazione e di sprovincializzazione a mio parere strategico, per l´intero Paese.

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