Data odierna 16-01-2018

Le forti polemiche e la mobilitazione di comitati di cittadini innescate dalla proposta dell’Enel di realizzare un impianto di produzione di energia elettrica con l’utilizzo di 20 pale eoliche alte...

Le forti polemiche e la mobilitazione di comitati di cittadini innescate dalla proposta dell’Enel di realizzare un impianto di produzione di energia elettrica con l’utilizzo di 20 pale eoliche alte 150 metri in un territorio di elevato pregio ambientale e paesaggistico come quello nella zona limitrofa a Civita di Bagnoregio (VT) hanno indotto l’on. Gino Bucchino, deputato del Pd eletto in Nord America, a presentare una interrogazione parlamentare ai Ministri per i Beni e le Attività culturali, per l’Ambiente e per il Turismo. L’interrogazione è stata firmata anche dall’on. Lorenzo Cesa e da altri deputati.

Bucchino, sensibile alle questioni ambientali, avendo tra l’altro già presentato altre interrogazioni su presunti abusi edilizi sulle colline di Firenze, sulla grave situazione dell’inquinamento da arsenico del Lago di Vico e sulle discariche di rifiuti sul Monte Vesuvio, ha stigmatizzato nell’interrogazione come l’impatto ambientale prodotto dall’installazione e dal funzionamento delle 20 pale eoliche potrebbe avere un effetto devastante sulle condizioni di vita delle numerose famiglie che abitano quelle zone, sulle attività agricole limitrofe e sulla variegata fauna presente.

Lo stesso sindaco di Bagnoregio, Francesco Bigiotti, ha più volte manifestato la netta contrarietà alla realizzazione del parco eolico in virtù dell’impatto ambientale che la sua realizzazione verrebbe ad avere su un territorio ricco di caratteristiche paesaggistiche di altissimo pregio, che invece devono essere tutelate.

Il parlamentare del Pd ha evidenziato come sarebbe elevato il rischio di danneggiare il settore paesaggistico e turistico del territorio che proprio dalla sua specificità ambientale e paesaggistica – “le altissime ed esteticamente sgradevoli pale sarebbero visibili dalla Valle dei Calanchi e da Civita di Bagnoregio, dal Lago di Bolsena e dai Monti Vulsini” – trae vitali benefici per la sua economia.

Nell’interrogazione Bucchino ricorda che la Provincia di Viterbo e la Regione Lazio nel giugno 2009, al fine di proteggere e promuovere tale zona per la sua elevata qualità ambientale, hanno avanzato presso il Ministero dell’Ambiente, per il relativo avallo, la candidatura per il riconoscimento da parte dell’Unesco del territorio circostante (Monti Vulsini e Calanchi della Teverina) quale patrimonio mondiale dell’Umanità, nonché l’ingresso nella rete europea dei geoparchi.

Proprio per questi motivi il consiglio provinciale di Viterbo ha recentemente approvato all’unanimità una mozione che, se da una parte garantisce che il Consiglio Provinciale si adopererà a favorire l’impiego delle energie rinnovabili secondo i dispositivi comunitari ed a sviluppare un piano di sviluppo organico del territorio che coinvolga le autonomie locali, dall’altra impegna il presidente e la giunta provinciale ad esprimere parere negativo sulla richiesta dell’Enel Green Power.

Nella sua interrogazione l’on. Bucchino chiede dunque ai ministri competenti se essi siano a conoscenza dei fatti esposti, della portata e degli effetti ambientali del progetto e se non ritengano opportuno prendere in considerazione le richieste avanzate dalle popolazioni e dalle istituzioni locali, al fine di tutelare un patrimonio storico, ambientale, umano e paesaggistico che potrebbe essere irrimediabilmente compromesso.

Bucchino tiene comunque a precisare di riconoscere la validità di scelte strategiche tese a diversificare le fonti di produzione energetiche con sistemi di energia sicuri, non inquinanti, rispettosi dell’ambiente e soprattutto rinnovabili ed aggiunge che l’energia eolica è una delle fonti di energia rinnovabili e pulite il cui oculato ed equilibrato sfruttamento garantirebbe evidenti benefici contro l’inquinamento e l’alterazione di ambiente e clima provocati dalle fonti energetiche tradizionali. Nel caso in questione, precisa, viene però ritenuta errata la scelta del luogo tra i più belli dell’Alto Lazio e la cui bellezza e vocazione naturalistica verrebbero compromesse dall’utilizzo degli impianti eolici.

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