Data odierna 21-11-2017

“Nel campo della scienza e della ricerca è fondamentale puntare sull’internazionalizzazione. Solo così è possibile concorrere nella competizione globale.” A dirlo è Laura Garavini, deputata...

“Nel campo della scienza e della ricerca è fondamentale puntare sull’internazionalizzazione. Solo così è possibile concorrere nella competizione globale.” A dirlo è Laura Garavini, deputata eletta in Europa per il Pd, intervenuta nell’aula di Montecitorio sulla riforma dell’Università, per illustrare il suo emendamento volto a “favorire il rientro di ricercatori che lavorano all’estero da almeno tre anni”.

“Sostenere il rientro dei nostri cervelli può rappresentare una vera boccata d’ossigeno per il nostro sistema universitario, molto deficitario dal punto di vista dell’internazionalizzazione.”

La maggioranza, con l’astensione dell’Udc, ha respinto l’emendamento. “I colleghi del Pdl non hanno colto l’occasione di dimostrare sensibilità per il problema della fuga dei cervelli. D’altronde sembra che in questi giorni siano più presi dalle loro spaccature interne che non dai contenuti concreti della legge di riforma Gelmini.”

Sulla riforma la deputata italo-tedesca non risparmia critiche al provvedimento del ministro dell’Istruzione. Pur riconoscendo nel ddl qualche aspetto positivo, la Garavini afferma che “non si può fare una riforma che umilia e snobba il lavoro di migliaia di ricercatori che vivono da anni nella precarietà e nell’incertezza.”

Nel corso dell’iter parlamentare, in Commissione Cultura, era stato invece accettato un altro emendamento presentato dalla Garavini, volto ad estendere i premi di studio anche alle esperienze realizzate presso università e centri di ricerca stranieri.

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