Data odierna 25-09-2017

Il relatore speciale La Rue: «Il Governo deve abolire o modificare la norma». Frattini: sono sconcertato Sul Ddl che limita le intercettazioni, la “legge-bavaglio” contro la quale...

Il relatore speciale La Rue: «Il Governo deve abolire o modificare la norma». Frattini: sono sconcertato

Sul Ddl che limita le intercettazioni, la “legge-bavaglio” contro la quale i giornalisti sono scesi in sciopero, interviene persino l’Onu. Il relatore speciale dell’Onu sulla libertá di espressione, Frank La Rue, in un comunicato, scrive che il Governo italiano deve «abolire o modificare» il progetto di legge sulle intercettazioni perchè «se adottato nella sua forma attuale puó minare il godimento del diritto alla libertá di espressione in Italia».

Nel comunicato si ricorda che, «secondo l’attuale disegno di legge, chiunque non sia accreditato come giornalista professionista puó essere condannato a quattro anni di carcere per aver registrato una comunicazione o conversazione senza il consenso della persona coinvolta e per aver poi reso pubblica tale informazione». Secondo La Rue, «tale grave pena minerá in modo serio tutti i diritti individuali di cercare e diffondere un’informazione imparziale, in violazione del Convenzione internazionale sui diritti civili e politici di cui l’Italia è parte». Preoccupazioni anche per l’introduzione di una sanzione per giornalisti ed editori che pubblichino il contenuto di intercettazioni prima dell’inizio di un processo. «Tale punizione – prosegue il relatore Onu – che include fino a 30 giorni di carcere e un’ammenda fino a 10.000 euro per i giornalisti e 450.000 per gli editori è sproporzionata rispetto al reato». Secondo La Rue, «queste norme possono ostacolare il lavoro dei giornalisti investigativi su materie di interesse pubblico, come la corruzione, data l’eccessiva lentezza dei procedimenti giudiziari in Italia, e come sottolineato più volte dal Consiglio d’Europa».

«Sono consapevole – conclude il relatore speciale Onu – che il disegno di legge è stato avanzato per preoccupazioni sull’implicazione della pubblicazione delle intercettazioni sui procedimenti giudiziari e sul diritto alla privacy. Tuttavia, il disegno di legge nella sua forma attuale non costituisce una risposta appropriata a tali preoccupazione e pone minacce al diritto alla libertá d’espressione». La Rue, ricordando anche le proteste dei giornalisti, esorta il governo ad «astenersi dall’adottare questo disegno di legge nella forma attuale, e di impegnarsi in un dialogo con tutte le parti in gioco, in particolare con i giornalisti e i media, per assicurare che le loro preoccupazioni siano tenute da conto». La Rue si dice «ansioso» di cooperare con il governo italiano, in vista di una «possibile missione di sopralluogo nel 2011 per esaminare la situazione della libertá di stampa e il diritto di espressione in Italia».

Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, si dice «fortemente sorpreso e sconcertato» per la presa di posizione del relatore speciale dell’Onu. «In tutti i paesi democratici del mondo – ha commentato Frattini a margine del Milano Med Forum 2010 – non è consentito alla pubblica accusa divulgare prima di una sentenza definitiva elementi di indagine che devono restare segreti. Questo per la semplice ragione che in democrazia si tutelano i diritti anche degli indagati». «Il processo mediatico – ha proseguito il ministro – è una barbarie, non un principio di diritto. Ecco perché io credo si dovrebbero leggere le proposte legislative prima di fare interventi del genere. In secondo luogo in uno Stato democratico e liberale come l’Italia il Parlamento sovrano decide e sulle proposte in itinere nessuno puó interferire».

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