Data odierna 23-09-2017

Antonio Ingroia è stato trasferito alla procura di Aosta come sostituto. La decisione per l’ex pm di Palermo è stata presa dal plenum del Csm con 19 voti a favore e 7 astenuti e nessuno contrario....

Ingroia, il Csm ha deciso: pm ad Aosta “E’ un provvedimento punitivo”

Antonio Ingroia è stato trasferito alla procura di Aosta come sostituto. La decisione per l’ex pm di Palermo è stata presa dal plenum del Csm con 19 voti a favore e 7 astenuti e nessuno contrario. “Una decisione che non valorizza la mia professionalità”, è stato il primo commento del magistrato.

La destinazione del leader di Rivoluzione civile costituiva una scelta obbligata. “La terza commissione – si legge infatti nella delibera votata dal Csm – ha deliberato di assegnare il magistrato in una sede nella regione Valle d’Aosta, unica circoscrizione elettorale nella quale il dottor Ingroia non risultava essersi candidato”.

Dura la replica del magistrato: “Non so quali siano le ragioni, ma obiettivamente ha il sapore del provvedimento punitivo”. Ingroia ha sottolineato che valuterà “nei prossimi giorni cosa fare, in attesa che mi venga formalmente notificata. Avevo avanzato la proposta di lavorare alla procura antimafia – ha ricordato il magistrato – o per l’incarico in Sicilia che voleva affidarmi il presidente Crocetta, ma il Csm è evidentemente restio alla possibilità che io metta a frutto la mia esperienza antimafia”. Ingroia esclude di lasciare la toga: “Dimissioni imminenti? Direi di no. Magari qualcuno lo vorrebbe” dice l’ex pm di Palermo.

Ingroia ha anche inviato al Csm una richiesta per essere ascoltato sulla questione del trasferimento, ma il plenum del Consiglio è passato direttamente al voto che ha decretato lo spostamento del
magistrato. Il vicepresidente del Csm, Michele Vietti ha detto che all’organo di autogoverno dei magistrati è giunto questa mattina un fax da Ingroia con la richiesta di essere ascoltato relativamente alla pratica dell’assegnazione di sede e quindi della vicenda di Aosta. Roberto Rossi, presidente della III commissione, che in questi giorni ha esaminato il caso Ingroia prima del passaggio in plenum, ha spiegato che “formalmente non si può chiedere un ritorno della pratica in Commissione nè credo ci sia un’ipotesi di audizione in plenum: c’è già stata un’interlocuzione”. Rossi, inoltre, ha ritirato la proposta che prevedeva il trasferimento di Ingroia al Tribunale di Aosta ed è quindi rimasta valida ed è andata ai voti in plenum la proposta di Magistratura Indipendente finalizzata al trasferimento del magistrato alla procura. “Ritengo utile – ha detto Rossi – per la salvaguardia istituzionale del Csm ritirare la mia proposta: su alcune vicende il Csm deve essere unito”.

Ieri la Terza commissione aveva spento le speranze dell’ex titolare dell’inchiesta Stato-mafia di una soluzione diversa da quella di traslocare dall’altra parte della Penisola. La Commissione gli aveva, infatti, negato il via libera per andare a ricoprire l’incarico di presidente di ‘Riscossione Sicilia Spa’ (la società che riscuote le imposte per la Regione siciliana) che gli ha offerto il governatore Rosario Crocetta. “A questo punto la scelta spetta a Ingroia – aveva detto Crocetta – noi gli abbiamo fatto la proposta con onestà e sincerità pensando che possa svolgere un grande ruolo alla guida di Riscossione Spa”.

La doccia fredda per Ingroia era arrivata nel pomeriggio di ieri: non c’è nessun interesse dell’amministrazione della giustizia, avevano decretato i sei componenti della Terza Commissione, al fatto che un magistrato vada a ricoprire il ruolo di responsabile della riscossione delle tasse in Sicilia; e dunque manca il requisito indispensabile per il via libera. Una decisione inevitabile, tenuto conto che in tutti i casi analoghi precedenti di cui si era occupato il Csm (l’ultimo dei quali risalente ad appena tre mesi fa riguardava il giudice Maria Cristina Motta che aveva chiesto l’autorizzazione ad assumere l’incarico di direttore amministrativo della Asl di Verona) la risposta era stata sempre un secco “no”.

A questo punto la decisione del plenum era scontata: Ingroia doveva rientrare in servizio ad Aosta, una scelta obbligata dal fatto che si trattava dell’unica circoscrizione elettorale nella quale l’ex pm non si era candidato alle recenti politiche come capolista di Rivoluzione civile e che per questo non aveva alternativa: a imporla è la legge che prevede che i magistrati candidati e non eletti “non possono esercitare per un periodo di cinque anni le loro funzioni nella circoscrizione nel cui ambito si sono svolte le elezioni”.

Si è quindi preferito derogare alla circolare del Csm che stabilisce che chi si candida non può tornare a fare il pm che non alla legge sul sovrannumero, visto che al tribunale di Aosta Ingroia sarebbe stato in sovrannumero, mentre in Procura c’era un posto.

L’unica possibilità che rimane all’ex procuratore di Palermo è, a questo punto, quella di fare ricorso al Tar. Ingroia può impugnare di fronte alla giustizia amministrativa, infatti, sia la decisione di collocamento ad Aosta, sia la bocciatura della richiesta di aspettativa e ricollocamento fuori ruolo come ‘esattore’ in Sicilia

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