Data odierna 21-09-2017

Questo governo, dal suo insediamento (2008), ha tolto agli iscritti all’AIRE l’esenzione dal pagamento dell’ICI sulla loro abitazione in Italia; ha messo in atto una ristrutturazione della rete diplomatico-consolare...

“Indignados”: anche gli emigrati italiani sono indignati! – di Dino Nardi

Questo governo, dal suo insediamento (2008), ha tolto agli iscritti all’AIRE l’esenzione dal pagamento dell’ICI sulla loro abitazione in Italia; ha messo in atto una ristrutturazione della rete diplomatico-consolare che, tra declassamenti e chiusure, ha coinvolto ben 23 Uffici gran parte dei quali in aree geografiche con forte presenza di emigrati (Liegi, Lilla, Mannheim e Losanna dal prossimo mese, tanto per citarne alcuni).

Ha ridotto il finanziamento ed il personale degli Uffici consolari superstiti tanto da rendere  indecorosa la loro funzionalità. Sempre questo governo, dal 2008 al 2011, ha praticamente ridotto alla metà (da 58 a 29 milioni di euro) il finanziamento annuo alle politiche a favore degli italiani all’estero, con conseguenze nefaste per i vari capitoli di spesa come, per esempio: quello per l’assistenza agli emigrati indigenti, per lo più dell’America Latina, ridotto da 26.569.585 a 9.426.144 euro; quello per l’assistenza scolastica da 27.104.894 a 14.850.000 euro. Senza dimenticare i tagli al funzionamento degli organismi rappresentativi come i Comites (da 2.709.021 a 2.160.000 euro) e lo stesso Cgie (da 1.690.164 a 1.395.000 euro), ovvero tagli che stanno praticamente mettendo a rischio la sopravvivenza e la funzionalità di questi due organismi e quindi di poter adempiere ai compiti affidati loro dalle rispettive leggi.

Come se tutto ciò non bastasse, ora, è arrivata anche la doccia fredda che nella manovra di assestamento del Bilancio dello Stato di quest’anno (2011) la Commissione Esteri della Camera ha deliberato per il MAE un ulteriore taglio di due milioni di euro per gli interventi a favore delle politiche migratorie e sociali. Come dire: piove sul bagnato!

A questo punto quali danni dobbiamo ancora aspettarci da questo governo e dalla maggioranza che lo sostiene, compreso i suoi eletti nella Circoscrizione Estero? Forse l’abolizione ufficiale dei Comites, del Cgie e dello stesso voto all’estero? Che senso ha, con la situazione che stanno vivendo gli emigrati italiani, che il Cgie si riunisca ancora alla Farnesina per discutere essenzialmente, per l’ennesima volta, degli stessi identici problemi che, poi, non trovano mai una soluzione positiva nelle decisioni del governo?

Anche se in passato, per altre deleterie decisioni penalizzanti per gli italiani all’estero, sono state messe già in atto varie forme di protesta (Berna, Francoforte, alla Farnesina, davanti a Montecitorio, ecc.), sia pure inutilmente purtroppo, non è forse giunta l’ora per manifestare nuovamente la nostra indignazione con una iniziativa che coinvolga tutti i Comites e lo stesso Cgie?  Quando se non ora attivarci per manifestare pubblicamente in tutto il mondo la nostra indignazione?

E, attenzione, non solo perché questo governo e questa maggioranza parlamentare hanno praticamente cancellato dai loro pensieri l’emigrazione italiana, ma anche perché noi emigrati siamo ormai stanchi di essere bistrattati dal nostro Paese, sempre ed in ogni occasione: per restare all’attualità, pensiamo ai nostri pensionati INPS emigrati, spesso molto anziani e malati, che, in questo periodo, stanno letteralmente impazzendo e mandando in tilt gli uffici di patronato (che per fortuna sono ancora presenti nel mondo dell’emigrazione a dispetto di una certa Destra) per dimostrare la loro esistenza in vita e poter incassare la loro pensione attraverso un singolare mezzo di verifica che, se applicato ai pensionati INPS in Italia,  sarebbe successo un pandemonio.

Sì, siamo veramente “indignados”, come direbbero gli ispanici, anche perché, oltretutto, a causa dei comportamenti e delle vicende personali del Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, che resterà nella storia per il bunga-bunga e come ideatore del partito “Forza Gnocca”, noi italiani all’estero, più di ogni altro connazionale, siamo ormai diventati gli zimbelli del mondo intero. Riflettiamo gente, riflettiamo! (dino nardi*)

* consigliere Cgie

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