Data odierna 22-09-2017

Da anni ed anni esiste il problema degli indebiti INPS, ovvero dei soldi che dei pensionati INPS devono restituire all’Istituto previdenziale italiano per importi di pensione indebitamente percepiti...

Da anni ed anni esiste il problema degli indebiti INPS, ovvero dei soldi che dei pensionati INPS devono restituire all’Istituto previdenziale italiano per importi di pensione indebitamente percepiti rispetto al dovuto, peraltro quasi mai per dolo del pensionato bensì per disattenzioni dell’ente erogatore. Un problema ben conosciuto anche all’estero  da tanti emigrati titolari di una pensione INPS. Anche in Svizzera tra gli emigrati più anziani vi sono stati e vi sono tuttora pensionati INPS confrontati con questo problema, come è ben noto agli stessi lettori di questa rubrica. Anche se, ad onor del vero, come ci conferma il patronato ITAL-UIL, in questi ultimi anni il problema degli indebiti, pure all’estero, si è molto ridotto grazie alle ricorrenti campagne RED/Estero che l’INPS mette ormai in atto annualmente proprio al fine di verificare il reddito dei suoi pensionati e quindi il loro eventuale diritto ad importi aggiuntivi sulla pensione percepita. Infatti proprio questi importi aggiuntivi (per esempio, l’integrazione al trattamento minimo) sono sempre stati la causa più ricorrente degli indebiti INPS. Finora i pensionati coinvolti che ricevevano dall’INPS la richiesta di restituzione di somme di denaro indebitamente percepite se la sono cavata incaricando il loro patronato di fiducia di trovare una accordo con l’INPS autorizzando il recupero dell’indebito attraverso la trattenuta di un quinto della pensione mensile (come prevede la legge), altre volte consentendo all’INPS di bloccare l’intera pensione fino ad esaurimento dell’indebito. Tuttavia qualche volta l’indebito ammonta a cifre di tre o quattro zeri, a fronte di importi di pensione di poche decine di euro, ed in questi casi è ovviamente impossibile saldarlo con la trattenuta di un quinto (20%) o anche dell’intera pensione. Altre volte lo stesso pensionato ignora volutamente la richiesta dell’INPS di risarcire l’indebito, oppure va smarrita la lettera dell’INPS, così che l’Istituto previdenziale italiano, dopo qualche mese, in assenza di una reazione del pensionato, interrompe il pagamento della pensione. Ad oggi, all’estero quantomeno, secondo l’ITAL-UIL, non risulta che l’INPS abbia mai dato seguito ad una ingiunzione legale finita in sede giudiziaria per recuperare eventuali indebiti. Ma in futuro i pensionati devono stare molto, ma molto attenti. Infatti in Italia il 31 maggio scorso è entrato in vigore il Decreto Legge n.78 concernente “Misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria e di competitività economica” (meglio conosciuto come la manovra economica del ministro Tremonti) che, all’articolo 30 “Potenziamento dei processi di riscossione dell’INPS”, al comma 1, così recita: “A decorrere dal 1 gennaio 2011, l’attività di riscossione relativa al recupero delle somme a qualunque titolo dovute all’INPS, anche a seguito di accertamenti degli uffici, è effettuata mediante la notifica di un avviso di addebito con valore di titolo esecutivo”. Una norma che, in poche parole, se applicata alla lettera, autorizza l’INPS ad incaricare gli Agenti alla Riscossione (la ormai famigerata Equitalia, per esempio) al recupero anche degli indebiti pensionistici attraverso l’espropriazione di beni mobili e immobili del pensionato debitore. Sarà questo il comportamento dell’INPS anche nei confronti dei suoi pensionati emigrati in giro per il mondo che dovessero avere degli indebiti? Nei confronti di pensionati emigrati, peraltro, quasi sempre con pensioni e redditi di importi molto modesti ma tuttavia proprietari di un’abitazione in Italia, come capita spesso in emigrazione? Il deputato Gino Bucchino del PD, eletto nella Circoscrizione Estero, lo teme a tal punto da aver presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Purtroppo qualche preoccupazione in merito ce l’abbiamo anche noi tenendo conto che spesso, è risaputo, le istituzioni e la burocrazia sono deboli con i forti e forti con i deboli per cui chissà che a qualche pensionato emigrato con un indebito non gli capiti davvero di ritrovarsi ad avere una controversia con l’INPS e con Equitalia e doversi dannare l’anima per non farsi espropriare l’appartamento o la casa in Italia. Morale, è bene che tutti i pensionati INPS, quando ricevono una comunicazione da parte dell’Istituto avente per oggetto un possibile indebito, ed ancor di più da Equitalia, contattino immediatamente la sede dell’ITAL-UIL più vicina o altro patronato di fiducia.

Dino Nardi

Coordinatore UIM Europa, Consigliere CGIE

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