Data odierna 21-11-2017

L’Esecutivo nazionale della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS) si dice profondamente deluso per il risultato della consultazione popolare di domenica 9 febbraio, che ha visto...

In Svizzera il voto sull’immigrazione di massa: un ritorno al passato

L’Esecutivo nazionale della Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera (FCLIS) si dice profondamente deluso per il risultato della consultazione popolare di domenica 9 febbraio, che ha visto il 50,3 % dei votanti svizzeri – con uno scarto di sole 19.516 schede – accogliere l’iniziativa “contro l’immigrazione di massa”.

“È un elettorato che si è lasciato convincere dalla propaganda equivoca dell’UDC – scrive la FCLIS in un comunicato – che è riuscita nell’intento di diffondere preoccupazioni legate al presunto rischio di un’invasione massiccia di stranieri”.

Secondo la FCLIS “la proposta presentata dall’UDC non risolve i problemi di dumping salariale o la perdita di posti di lavoro, li aggrava e – abolendo il principio della libera circolazione delle persone – vanifica gli accordi bilaterali con l’Unione Europea, compromettendo le relazioni economiche e commerciali con il continente. Non per nulla – prosegue il comunicato – il Referendum è stato osteggiato all’unisono dal Parlamento, dalle associazioni degli industriali e da tutti gli ambienti economici”.

L’Esecutivo FCLIS si preoccupa vivamente del fatto che la vittoria dei sì potrebbe tendere ad esasperare sentimenti xenofobi, di chiusura e intolleranza nei confronti degli immigrati, non solo in Svizzera, ma anche in Italia e in altri Paesi europei.

Sono anche queste le ragioni che inducono la Federazione delle Colonie Libere Italiane in Svizzera a temere le ripercussioni che l’esito della votazione elvetica potrà avere sulle consultazioni europee in programma nel maggio prossimo.

L’augurio della Federazione è che si affronti la questione degli immigrati e dei lavoratori frontalieri, “con lungimiranza, con una visione internazionale e con serie politiche d’accoglienza e d’integrazione”.

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