Data odierna 23-09-2017

“Chiedere agli italiani residenti all’estero di pagare l’Imu sulla casa che hanno in Italia come se fosse la seconda casa è un’aberrazione, o, se vogliamo essere più cauti nel...

IMU ed Emigrati / Romagnoli: Grave errore politico

“Chiedere agli italiani residenti all’estero di pagare l’Imu sulla casa che hanno in Italia come se fosse la seconda casa è un’aberrazione, o, se vogliamo essere più cauti nel giudizio, un grave errore politico. Come Movimento delle Libertà, in contatto con tantissimi connazionali residenti oltre confine, ci appelliamo al buon senso del governo Monti e all’esperienza del ministro degli Esteri Giulio Terzi Sant’Agata: l’esecutivo ci ripensi”. Così Massimo Romagnoli, PdL, presidente del Movimento delle Libertà interviene oggi sul tema dell’introduzione della nuova tassa prevista dal’attuale esecutivo.

“La casa che gli italiani nel mondo possiedono in Patria – prosegue Romagnoli – rappresenta concretamente il desiderio, se non addirittura il bisogno, di chi vive lontano, di mantenere i legami con le proprie radici e con le proprie famiglie di origine. Spesso – aggiunge – è stata acquisita come eredità o donazione e viene mantenuta con tanti sacrifici nell’attesa di un possibile dolce ritorno, temporaneo e perfino definitivo. Ragioni sentimentali, ma anche specificatamente economiche, per quello che può significare il business dei viaggi per gli operatori turistici, stanno dietro alla nostra richiesta pressante: la casa dei connazionali all’estero deve essere considerata prima casa”.

“Anzi, a parer nostro, – spiega Romagnoli – se non è in affitto, dovrebbe persino essere esentata dal pagamento dell’Imu. Già gli italiani nel mondo pagano Tarsu e bollette senza vivere la loro abitazione tutto l’anno, e ci sembra un abuso. Va bene che siamo in crisi, ma non accettiamo l’idea che appartamenti piccoli e modesti debbano essere considerati tout court come fonte di rendita o ricchezza. Bisogna sapere e potere distinguere, articolando la tassazione in modo più equo”.

Dunque, “invitiamo i parlamentari che a Roma rappresentano gli italiani nel mondo – conclude Romagnoli – a continuare a farsi sentire nelle giuste sedi istituzionali, incessantemente, finché non si arrivi a una modifica almeno parziale dell’attuale provvedimento”.

Oppure condividila!

Notizie simili

Lascia un commento

Invia il commento