Data odierna 24-09-2017

“La settimana scorsa a Londra, nei prestigiosi locali del parlamento di Westminster, la British-Italian Association festeggiava il 70esimo anniversario della propria costituzione (curioso e simbolico...

“La settimana scorsa a Londra, nei prestigiosi locali del parlamento di Westminster, la British-Italian Association festeggiava il 70esimo anniversario della propria costituzione (curioso e simbolico che nel 1941 si sia pensato a ciò). All’ambasciatore del Regno Unito appena tornato dopo 4 anni e mezzo di servizio a Roma era stato richiesto di suggellare la serata con un discorso che, dato l’infuriare sui Media del gossip nostrano, si poteva prevedere come ghiotto di sarcasmo a nostre spese. E tale era, sinceramente, l’aspettativa di diversi nostri connazionali”. Senatore del Pdl eletto all’estero e residente in Gran Bretagna, Raffaele Fantetti prende spunto dall’anniversario dell’associazione per riflettere su come tutti dovrebbero impegnarsi a veicolare all’estero una migliore immagine dell’Italia.
“L’ambasciatore Chaplain – spiega il senatore – ha esordito commentando che gli Italiani sono campioni del mondo (oltre che di calcio “in un buon anno”) nell’esporre a tutti i loro problemi e, dunque, non c’era affatto bisogno che lui riprendesse o tantomeno commentasse alcuni fatti recenti. Meno bravi certamente noi risultiamo agli stranieri nel realizzare e presentare alcuni indubbi ed eccezionali punti di forza. Plauso e sgomento della platea!
Così siamo fatti: alcuni sembrano non poter fare a meno di denigrare il proprio Paese all’estero con l’obiettivo più o meno conscio di ricavarne un qualche vantaggio socio-politico. Altri si sforzano di preservare una dignità personale e nazionale, salvaguardando sempre la nostra storia e le nostre istituzioni il cui valore non teme alcun confronto internazionale”.
“Gli uni – osserva Fantetti – hanno patito con sgomento la scelta di Mr. Chaplain di non approfittare di tante sponde mediatiche internazionali (spesso promosse da Italiani) per infangare l’immagine dell’Italia. Gli altri – compreso il sottoscritto – hanno apprezzato pubblicamente non senza però constatare la tristezza della situazione. Siamo infatti arrivati al punto di dover leggere di noi solo cose infamanti che, tra l’altro, altrove non sarebbero di dominio pubblico per rispetto della privacy e del segreto istruttorio e di doverci far rammentare da altri quanto di buono stiamo facendo. Una gestione della crisi che tutto il mondo anglosassone ci invidia sia dal punto di vista finanziario che sociale. Una riforma della scuola e dell’università a dir poco strategica. Una rivoluzione del mondo delle relazioni industriali. Una presenza forte ed autorevole in tutti i consessi internazionali (siamo il terzo Paese al mondo come presenza in missioni di pace) e la quinta potenza industriale mondiale. Tutto questo detto da un inglese”.
“Grazie Mr. Chaplain! E speriamo che qualche italiano in più, specie all’estero, ne tragga spunto per venire a rinforzare le nostre fila: quelle dei connazionali semplicemente fieri del proprio eccezionale Paese”, scrive infine Fantetti che conclude ricordando che “quasi in contemporanea con gli eventi sopra descritti, in un’altra zona di Londra, presso l’ambasciata italiana si svolgeva una splendida serata con la quale l’ambasciatore Economides inaugurava i festeggiamenti per i 150 anni dell’unità d’Italia. Musica, letteratura, recitazione ed accoglienza italiana affascinavano tutti gli autorevoli ospiti, molti dei quali inglesi. Così ci si dovrebbe tutti augurare di rappresentare il nostro Paese all’estero!”.

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