Data odierna 24-09-2017

“È così difficile commentare il naufragio di 250 persone come tante altre sparite nel mare di Sicilia. Come per tanti altri morti che ci togliamo subito dal ricordo e dalla coscienza”....

“È così difficile commentare il naufragio di 250 persone come tante altre sparite nel mare di Sicilia. Come per tanti altri morti che ci togliamo subito dal ricordo e dalla coscienza”. Riflessioni amare quelle che aprono il nuovo numero de “Il Punto”, newsletter settimanale dell’onorevole Marco Zacchera (Pdl) che oltre al naufragio della scorsa settimana e all’emergenza-immigrazione, scrive anche del dibattito sul processo breve che continua a provocare scintille dentro e fuori il Parlamento.

“Quando vediamo i moli pieni a Lampedusa – scrive Zacchera – tutti diciamo “tornino a casa” perché sono troppi, ci danno fastidio e paura. Ma su quel barcone c’era gente che non veniva dalla Tunisia, in fuga da molto più lontano. Avevano lasciato paesi in guerra, attraversando il deserto  restando poi spesso per mesi in Libia in attesa di ripartire. Poi guerra anche qui e altra fuga, pagando tutto per un passaggio appaltato a criminali. Profughi senza nome, come ce ne stanno milioni in Africa: uomini, donne e bambini senza diritti con la cattiveria umana che specula anche su di loro. Ma in che mondo squinternato ed assurdo stiamo vivendo? Un’ora di bombardamenti costa di più che organizzare il rimpatrio di migliaia di persone, la violenza di uno crea milioni di infelici, la ricchezza di una famiglia vale di più di quella di milioni di persone. È sempre stato così, senz’altro, ma l’Uomo che ha fatto incredibili scoperte non è stato ancora capace di risolvere il problema di sempre: saper vivere e convivere in pace. Eppure – riflette – 2000 anni fa Qualcuno una ricetta ce l’ha data, sarebbe così bello almeno provarci…”.

Sul processo breve, per Zacchera “dovremmo farci lealmente una domanda: se Berlusconi non fosse indagato in tanti processi, la legge che si sta discutendo alla Camera sul “processo breve” – ferocemente avversata dall’opposizione – sarebbe considerata giusta o meno? Credo che otterrebbe la quasi unanimità dei voti in Parlamento, perché tutte le persone serie – tra l’altro attuando l’art. 111 della Costituzione – capiscono che servono dei tempi certi per fare giustizia ad evitare, tra l’altro, migliaia di condanne dell’Italia dalla Corte Europea dei diritti dell’Uomo per i troppo lunghi tempi processuali. In Francia – ricorda – un processo penale dura in media un anno e mezzo, in Italia più di otto anni: possibile che sia colpa solo della mancanza di cancellieri? E come mai in Italia i Magistrati hanno una media di 1,5 sentenze a testa la settimana, infinitamente meno dei loro colleghi europei? Tutta colpa delle carte complesse, dei cavilli e della burocrazia? E perché oggi si tuona contro questa legge che già la Commissione Bicamerale più di 10 anni fa riteneva indispensabile ? (la “bozza Boato” era molto più stringente dell’attuale normativa). Allora non è la legge in sé che non va, ma il fatto che ci sia di mezzo Berlusconi e quindi la riforma – sostiene l’opposizione – è solo un mezzo e una scusa  per salvarlo. Così come  un incensurato ha da sempre sconti di pena, ma se l’incensurato è Berlusconi allora non va più bene per nulla”.

“Ognuno in merito tenga il suo pensiero, non serve fare comunque una difesa d’ufficio del Cavaliere (che a volte è indifendibile) ma – sottolinea – solo ricordare che milioni di Italiani chiedono una giustizia più celere, equa e certa nei tempi. Circa il problema se applicare o meno i nuovi termini agli incensurati e ai processi in corso o solo a quelli nuovi ricordiamoci che è cardine del nostro sistema giuridico l’applicare sempre le norme più favorevoli all’imputato nel caso di nuova legislazione. Ma anche qui vale il concetto di prima: se c’è di mezzo Berlusconi allora tutto non deve valere più. Eppure una legge serve: la prossima settimana circa 80.000 (ottantamila!) ex creditori Parmalat rimarranno definitivamente fregati e perderanno i loro crediti perché i reati contestati a manager farabutti saranno caduti in prescrizione. Nessuna responsabilità di chi ha fatto le indagini, istruito (male) i processi, senza  aver saputo giudicare definitivamente in un tempo ragionevole? Nessuna… Ma a rimetterci saranno 80.000 incolpevoli piccoli risparmiatori, non le banche che ci hanno guadagnato sopra”.

“E perché – si chiede ancora il deputato – il Consiglio Superiore della Magistratura deve protestare tanto se finalmente si concretizzasse il concetto che chi sbaglia paga e quindi questo principio valesse anche per il Magistrato che non fa il suo dovere, a cominciare dal tempo impegnato per giudicare? A cosa è servito allora un referendum se non viene quasi mai applicato? Tanti Magistrati fanno il loro dovere spesso in condizioni difficilissime, ma altri no e vogliamo finalmente renderci conto che in Magistratura non paga praticamente  mai nessuno per le proprie responsabilità? Allora la legge sul processo breve è anche un modo per spingere questa categoria (e non diciamo “Casta”, ma è quello che pensano in molti) a darsi anche un poco più di sprint, con una giustizia penale che si muova più spedita e agisca, aggiungo io, in modo uguale per tutti”.

Infine, per “riderci sopra”, Zacchera riporta quanto accaduto la scorsa settimana: “in questa legislatura alla Camera mi è successa una piccola sciagura, ovvero l’elezione del collega Pierfelice Zazzera da Putignano (Bari) esponente di punta (o di sfondamento, visto la taglia) dell’Italia dei Valori. Zazzera è un collega un po’ vivace (è quello che giovedì ha esposto in aula il cartello “Maroni assassino” beccandosi due sedute di squalifica) ma per via dell’assonanza del nome molti ci confondono, creandomi qualche problema. Se poi a presiedere i lavori in aula è l’amico vice-presidente Rocco Buttiglione, ovvero un fine e simpatico professore ma un po’ tardo di riflessi, la confusione aumenta perché – come è successo –  non sempre ha ancora presente che siamo due persone diverse”.

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