Data odierna 22-10-2017

Premiato l’impegno italiano in difesa delle minoranze religiose. L’Unione europea condurrà ogni anno un monitoraggio sul livello di libertà religiosa nel mondo, sulla base di una proposta...

Premiato l’impegno italiano in difesa delle minoranze religiose. L’Unione europea condurrà ogni anno un monitoraggio sul livello di libertà religiosa nel mondo, sulla base di una proposta presentata dall’Italia al Consiglio degli esteri della Ue e accolta “da almeno una decina di partner”. Lo ha riferito il Sottosegretario Alfredo Mantica, che ha rappresentato il Governo a Bruxelles. Sulla base della proposta, ogni anno ci sarà “una valutazione politica sul grado di libertà religiosa riscontrata dal monitoraggio”, ha spiegato Mantica. Nata come proposta italo-austriaca, la proposta è stata poi appoggiata, tra gli altri paesi, anche da Ungheria, Polonia, Spagna e Olanda.
Sulla questione-brevetto, l’Italia – ha indicato Mantica – non solleverà la questione durante il vertice europeo di giovedì e venerdì prossimi, ma punta invece a metterlo sul tavolo dei leader nel summit già fissato del 4 febbraio prossimo, dedicato ai problemi energetici ed economici. L’Italia – ha ricordato il Sottosegretario – “intende aspettare la sentenza della Corte di giustizia Ue, che dovrebbe arrivare entro gennaio”.
All’ordine del giorno anche la situazione in Costa d’Avorio: il Consiglio ha deciso il blocco dei visti ed il congelamento dei beni contro il presidente uscente del paese Laurent Gbagbo per il suo rifiuto di riconoscere la vittoria del rivale Alassane Ouatarra nel ballottaggio presidenziale del 28 novembre. L’Italia – ha riferito Mantica – “non ha avuto nessuna posizione contraria”.
Quanto al Medio Oriente, il Consiglio ha confermato che l’Unione resta pronta “a sviluppare ulteriori relazioni bilaterali con Israele, nell’ambito della cornice fissata dal consiglio di associazione del giugno 2009″, ma prende nota “con rammarico” che le autorità israeliane non abbiano esteso la moratoria sulle colonie. La Ue è disposta a contribuire “ad una soluzione negoziata” tra le parti entro il periodo di 12 mesi fissato dal Quartetto sul Medio Oriente, vale a dire entro la fine del 2011. Per quanto riguarda il futuro stato palestinese, il Consiglio accoglie con favore le conclusioni di un recente rapporto della Banca mondiale secondo il quale l’ANP potrebbe essere in grado di stabilire “in un prossimo futuro” uno Stato palestinese, se continua con il ritmo attuale. Il Consiglio ha ribadito, a questo proposito, “di essere pronto, quando opportuno, a riconoscere lo stato palestinese”.
Infine, il Dossier allargamento: il Montenegro si prepara ad ottenere lo status ufficiale di paese candidato all’adesione all’Ue al vertice dei capi di Stato e di governo di giovedì e venerdì prossimi. Oggi i Ministri degli Esteri della UE daranno il loro via libera. 

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