Data odierna 24-09-2017

Per verificare l’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero, Citibank ha avviato e, in corso d’opera, modificato le procedure di accertamento per “ovviare ai disagi” dei connazionali. Questo,...

Il sottosegretario Guerra elenca le procedure INPS-Citibank

Per verificare l’esistenza in vita dei pensionati italiani all’estero, Citibank ha avviato e, in corso d’opera, modificato le procedure di accertamento per “ovviare ai disagi” dei connazionali.

Questo, in sintesi, quanto sostenuto dal sottosegretario per il lavoro e le politiche sociali, Maria Cecilia Guerra, che questa mattina nell’Aula di Montecitorio ha risposto all’interpellanza urgente di Laura Garavini, deputata Pd eletta in Europa, che ha ringraziato il sottosegretario e il Governo per la disponibilità a seguire da vicino la situazione, ma che non ha mancato di sottolineare come le misure in questione non solo “non siano sufficienti”, ma stiano portando ad un “peggioramento della situazione”.

Nel presentare l’interpellanza, Garavini ha ricordato che la questione riguarda “circa 400 mila connazionali pensionati”, cui nel corso del 2011 è stata richiesta per due volte la certificazione dell’esistenza in vita, con misure, per quanto riguarda Citibank, “talmente complesse che addirittura funzionari dei nostri consolati italiani hanno espresso perplessità sulla correttezza di tali richieste”. Visto che si parla di anziani “non possiamo restare semplicemente a guardare, non possiamo restare inoperosi”, ha detto Garavini, spiegando che anche chi ha adempiuto alle richieste Citibank si è visto sospendere l’erogazione della pensione “in modo del tutto arbitrario purtroppo, anche laddove le informazioni siano state fornite”.

Guerra ha svolto un articolato intervento in cui, però, si è limitata ad elencare le procedure attuate dalla banca e i “correttivi” decisi in corso d’opera, quando sono emerse le prime, evidenti difficoltà. Il tutto, ha sottolineato Guerra, con l’Inps in “costante contatto” con Citibank “al fine di sollecitare l’adozione di modalità esecutive delle verifiche che siano in grado di contemperare la certezza dei pagamenti da parte della banca con quella del diritto del pensionato ad un servizio efficiente, senza che sul medesimo gravi un onere probatorio particolarmente impegnativo”.

Dunque, Citibank “ha predisposto diversi sistemi di accertamento basati sulla richiesta di attestazione del pensionato avallate da “testimoni attendibili”, cioè autorità legittimate a ciò (sia rappresentanze diplomatiche italiane che autorità locali); sulla richiesta di certificati di esistenza in vita; sulla localizzazione di una rata di pensione presso sportelli di un operatore locale (partner di appoggio) per le riscossione personale da parte del pensionato”.

Il sottosegretario ha voluto ricordare anche che “tenuto conto che il servizio di pagamento viene svolto in più di 120 Paesi, con ordinamenti giuridici, prassi amministrative, sistemi finanziari e caratteristiche geografiche notevolmente differenziate, la gestione dei vari aspetti del servizio di pagamento è caratterizzata anche da ulteriori peculiari elementi che incidono sulla qualità della comunicazione, richiedendo particolari capacità di ascolto e di monitoraggio delle iniziative che vengono assunte”.

A monitorare è soprattutto l’Inps “sia attraverso l’analisi costante delle segnalazioni che pervengono dai pensionati, sia attraverso le indicazioni fornite dai consolati – direttamente o per il tramite del Ministero degli affari esteri -, sia mediante le comunicazioni pervenute dai patronati, con i quali si svolgono periodici incontri finalizzati all’analisi delle problematiche che, in tale sede, vengono rappresentate”.

Alle difficoltà lamentate dai pensionati, sollecitato dall’Inps, Citibank ha proposto alcune soluzioni: “in particolare, – ha aggiunto Guerra – è stato richiesto che le verifiche, che necessitano della partecipazione attiva dei pensionati, siano condotte con modalità tali da evitare di sottoporre i soggetti interessati a spostamenti personali, spese o altri disagi”. È seguito un intervento sul fronte-modulistica (ora Citibank accetta i moduli di certificazione di esistenza in vita emessi da enti pubblici locali), l’implementazione dei funzionari locali abilitati ad autenticare la sottoscrizione del pensionato rilasciata sul modulo di attestazione dell’esistenza in vita e l’ammissione di nuove figure dei cosiddetti “testimoni accettabili”.

Soluzioni, ha aggiunto il sottosegretario Guerra, sono state elaborate anche per i pensionati infermi, ricoverati o in carcere: “è stata elaborata una procedura alternativa, la quale prevede che il modulo di attestazione dell’esistenza in vita sia compilato da soggetti facilmente raggiungibili dal pensionato o dalle persone che lo assistono, quali il medico curante o il tutore, il funzionario della casa di cura/riposo o il funzionario della struttura carceraria”.

Quanto poi al rifiuto di alcuni pubblici ufficiali locali che autenticano le firme di riportare nel modulo le informazioni circa l’istituzione di appartenenza, l’indirizzo della stessa e il nominativo del funzionario, Inps e Citibank “hanno concordato che gli unici campi la cui compilazione è tuttora necessaria sono quelli relativi al nome e all’indirizzo dell’organizzazione di appartenenza; tali informazioni possono anche essere completate dal pensionato qualora il cosiddetto testimone accettabile non voglia provvedere personalmente alla compilazione. È stato chiarito, inoltre, che nessuna conseguenza è prevista per il pensionato qualora il cosiddetto “testimone accettabile” non conservi una copia dell’attestazione dell’esistenza in vita”.

Di tutte queste misure “è stata data informazione” ai connazionali, ha aggiunto il sottosegretario ha che infine ricordato i canali telefonici e informatici per mettersi in contatto con l’Istituto e la Banca.

“Alla luce di quanto emerso, – ha concluso Guerra – ritengo che l’attività posta in essere dall’INPS e da Citibank possa considerarsi risolutiva delle prime problematiche emerse; manifesto, comunque, l’interesse e l’attenzione del Governo ad affrontare e risolvere le eventuali problematiche che dovessero permanere o presentarsi in futuro”.

Un impegno “apprezzato ” da Garavini che però ha subito precisato: “in realtà, queste misure adottate Citibank non hanno ancora sortito effetto. Tant’è che, ad esempio, mi sono mobilitata per trasformare l’interrogazione parlamentare in interpellanza urgente, proprio per segnalare al Governo il fatto che non si sia andati ad una soluzione, bensì ad un ulteriore peggioramento della situazione”.

“È assolutamente impossibile raggiungere gli enti preposti per via telefonica”, ha aggiunto la deputata. Quanto alle email, “se pervengono risposte non sono assolutamente utili per risolvere le questioni. Tra l’altro, non sono tornate indietro centinaia di ricevute di ritorno rispetto a raccomandate spedite e dunque rimane anche, in qualche modo, il dubbio se la modulistica inviata sia pervenuta”.

La cosa “più grave”, comunque, rimane la sospensione delle pensioni: ecco perché, ha ribadito, “non posso che fare appello al Governo affinché si insista e si tenga aperto il confronto con l’ente previdenziale” perché, nonostante tutto, “le questioni non sono risolte; i provvedimenti che sono stati, opportunamente, presi già alla fine dell’anno scorso non stanno ancora dando risultati concreti e le segnalo tutto ciò proprio perché, anziché avere una risoluzione o una diminuzione delle segnalazioni, queste si stanno moltiplicando e stanno informando anche delle interruzioni dei pagamenti e dell’effetto, poi, devastante che l’iter burocratico sta avendo. Questa – ha concluso Garavini – è l’occasione per invitare il Governo a ulteriori passaggi proprio per dare una soluzione definitiva alle questioni preposte”.

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