Data odierna 23-09-2017

Il ciarlatano moralista di turno si chiama, Thierry Meury che, nel numero del GHI (Genève Home Informations) 28- 29 luglio scorso, ha insultato e offeso gratuitamente  non solo il Governo ma, ancora...

Il ciarlatano moralista di turno si chiama, Thierry Meury che, nel numero del GHI (Genève Home Informations) 28- 29 luglio scorso, ha insultato e offeso gratuitamente  non solo il Governo ma, ancora peggio, tutto il popolo italiano trattandoci di incivili e mafiosi.

Di seguito l’articolo diffamatorio  tradotto in italiano.

“Impossibile non pensare, arrivando in vacanza in Italia, che questo Paese è ancora governato da Berlusconi, l’uomo dei lifting, dei trapianti, dei sopratacchi, dal sorriso modello pubblicitá Colgate, dai 72 anni che cerca di dimenticare accompagnandosi con delle puttanelle in Sardegna. Un uomo dallo spirito limitato al quale il colore della pelle di Obama, l’omosessualitá di alcuni suoi avversari o anche i guai dei terremotati dell’Aquila ispirano barzellette che non farebbero ridere nemmeno in una serata in compagnia dell’esercito svizzero. Censore dei comici satirici, degli artisti, dei giornalisti e dei cineasti, questo tizio, rifatto dai piedi alla testa, un Mussolini da operetta, piccolo, complessato, mentalmente deficiente, mafioso non pentito, si fabbrica per giunta delle leggi di auto-amnistia su misura votate dal suo parlamento. In breve, un miliardario morboso e megalomane che nessun popolo civilizzato in un Paese democratico avrebbe eletto e meno che mai rieletto. Non poteva accadere che in Italia…”

Immaginatevi ugualmente al volante della vostra auto sulle piccole e grandi strade della Sardegna, che se certi turisti dovrebbero sparire in quest’Isola, non sarebbe colpa di un qualunque gruppo armato di liberazione nazionale. No. Solo la segnaletica stradale prende qui gli stranieri in ostaggio. Anche i GPS perdendo il loro inglese! A credere che Kafka e lonesco riuniti sono i padroni dell’urbanismo nell’Isola. E bene dopo tre crisi di nervi, ci si dice che i sardi e gli italiani in genere devono partire dal principio che tutte le strade portano a Roma e quelli che non ci vanno non hanno che sbrigarsela.

Finisce malgrado tutto su una nota positiva per il suo provvisorio Paese d’accoglienza. In effetti e come avete avuto modo di leggere, la Mafia calabrese e la Ndrangheta hanno visto più di 300 dei suoi membri arrestati recentemente. Nota positiva a relativizzare immediatamente, 300 mafiosi interpellati qui corrispondono più o meno ad un Ministro licenziato da Sarko, che sarebbe una briciola. In Italia, non ci sono affari Woerth*. No, l’Italia è un affare Woerth, nuance.”

“ *L’affare Woerth si riferisce al Ministro del Lavoro francese Eric Woerth, indagato per conflitto d’interesse  nello scandalo Liliane Bettencourt ”

Queste frasi sopraelencate non hanno niente di satirico, di comico o di polemico, sembrano più le solite idiozie senza senso di un nevrotico razzista. Sulla base di cosa e a quale titolo un demente del genere si permette di trattare gli italiani ed i suoi governati di incivili e mafiosi? Come è stato possibile che il Direttore del GHI, Charles-André Aymon, abbia dato l’accordo per la pubblicazione di questa schifezza ? Chiunque ha il diritto di avere idee politiche diverse o di critica su una persona pubblica, ma disapprovare l’operato del governo di un altro Paese in questo modo, non è accettabile ed è una cosa, offendere spudoratamente tutta una Nazione è tutt’altra questione. Questa non è libertá di stampa!

Il sig.  Meury, da pessimo moralista in cerca di notorietá, ha una visione distolta della democrazia  che non corrisponde affatto a quella che conosciamo in Svizzera. Evidentemente, da ignorante, non sa che in primis ha offeso i 45.000 italiani che vivono a Ginevra, tra l’altro, molti lettori del GHI e i circa 500.000 italiani in Svizzera. Indubbiamente, non conosce nemmeno la storia d’Italia ne quella degli italiani nel Mondo.

È scandaloso che un giornale rispettoso come il GHI, possa diventare lo strumento distruttivo di personaggi indefinibili  che, con calunnie e propositi diffamatorie, largamente  spiana  la volgaritá di questo scriteriato personaggio che, senza un motivo apparente, si permette di diffamare in questa maniera barbara.

Per quale motivo è stato pubblicata questa sporcizia, forse non lo sapremo mai, ma quello che si sa è che tutti gli italiani di Ginevra che abbiamo letto queste calunnie, ci sentiamo gravemente oltraggiati da queste diffamazioni da parte dell’autore e dal GHI, dal quale, ci aspettiamo delle scuse pubbliche per questi eloquenti e inutili insulti.

Le reazioni del Console Generale d’Italia

Dopo la pubblicazione dell’articolo, il nostro Console Generale d’Italia, Alberto Colella, ha incontrato il direttore del GHI, Charles-André Aymon, dove, manifestandogli il rammarico, gli ha chiesto spiegazioni sull’articolo che, non solo è diffamatorio per il Presidente del Consiglio italiano ma, nella parte finale, offende tutti gli italiani. Inoltre, il Console Generale A. Colella a tenuto a precisare di avere ricevuto lamentele, da parte di alcuni connazionale e che non pochi italiani che vivono nel Cantone si sono sentiti offesi.

Il direttore si è giustificato affermando che effettivamente anche lui ha ricevuto una serie di messaggi di lamentela su questo articolo, ma ha tenuto a precisare che Meury è un comico conosciuto, un polemista satirico, e che il suo stile è volutamente provocatorio. Quasi tutti i suoi articoli sollevano critiche e prese di posizioni assai dure.

Alberto Colella ha ribadito che, satirico o non satirico, come italiano si è sentito offeso dall’accostamento tra italiani e mafia: non tutti gli italiani sono mafiosi, al contrario il nostro Paese ospita un popolo di gente per lo più onesta e lavoratrice.

Sempre nel GHI, nel numero dell’11-12 agosto, è stato pubblicata la prima risposta di un nostro connazionale che si nomina “Roberto Giusy”, il quale disgustato  tratta Meury di persona aggressiva e maleducata.

Per concludere, se questo tipo dalle ambiguitá mentali si ritiene essere un comico o un satiro, ha una concezione del suo mestiere molto elevata ed errata,  perché, quello che ha scritto, in Italia o in qualsiasi parte del mondo, non farebbe ridere nemmeno i polli. E in Svizzera ?

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