Data odierna 23-09-2017

Nella seduta di questa mattina, l’Aula del Senato ha proseguito l’esame del ddl di riforma del Comites e Cgie iniziato ieri pomeriggio. Presente ai lavori, in rappresentanza del Governo, il sottosegretario...

Nella seduta di questa mattina, l’Aula del Senato ha proseguito l’esame del ddl di riforma del Comites e Cgie iniziato ieri pomeriggio. Presente ai lavori, in rappresentanza del Governo, il sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica. L’Aula ha prima esaminato e votato tutti gli emendamenti e, di seguito, tutti i 35 articoli che compongono il testo, poi votato nella sua interezza e approvato con 123 voti a favore e 102 contrari. Nelle dichiarazioni di voto finali, hanno annunciato voto contrario Idv, Pd e Maie; a favore Pdl, Lega Nord e Coesione Nazionale – Io Sud.

Per Italia del Valori è intervenuto Stefano Pedica che “rammaricato” per l’esclusione delle sue proposte dal testo unificato ha ribadito come il DDL crei solo “confusione”. Proposte volte all’eliminazione del Cgie “un unicum, un’anomalia tutta italiana” che dimostra come siano state “preferite le lungaggini burocratiche a discapito del risparmio economico”. La riforma “viene dall’alto”, mentre “meglio sarebbe stato creare un tavolo cui far sedere Comites e Cgie per discutere il loro futuro”.

“Annuncio il voto contrario di Idv – ha concluso – perché queste norme non rappresenteranno il futuro, ma la confusione degli italiani all’estero”.

Voto contrario anche dal Maie rappresentato dalla senatrice Mirella Giai, “perplessa” sull’iter del provvedimento, che ha brevemente riassunto nel suo intervento in Aula. “L’8 aprile 2009 è iniziata la discussione, il 22 aprile è stato proposto il comitato ristretto: ci sono voluti 8 mesi perché uscisse un testo unificato e altri 2 per iniziare la discussione, poi il lungo stop della commissione bilancio che non esprimeva pareri sugli emendamenti. Oggi a due anni di distanza, approviamo alcune modifiche che dovrebbero rendere Comites e Cgie più consoni ai tempi attuali. In realtà, il ddl ha stravolto la struttura di Comites e Cgie. Ecco perché – ha spiegato – ho ritirato tutti i miei emendamenti”. Il ddl è “in collisione con il Cgie e con quasi tutti i Comites. Il lavoro in Commissione doveva dare un segnale forte agli italiani all’estero che ci hanno votato”.  Giai ha quindi annunciato “voto contrario perché credo sarebbe stato più opportuno semplificare e non complicare le cose, riscrivendo le pagine che hanno permesso la partecipazione attiva degli italiani nel mondo”.

Voto favorevole, invece, dal senatore Palmizio (Coesione Nazionale – Io Sud) secondo cui il ddl poteva “forse essere migliore” ma comunque è un “compromesso fattibile”.

Favorevole anche la Lega Nord rappresentata dal senatore Alberto Filippi che ha ricordato il “grande lavoro del Comitato ristretto in Commissione, un lavoro lungo e meditato, fatto il più possibile insieme per presentare all’Aula un testo importante che contenesse le voci e il contributo di tutti”. la lega, in particolare, è soddisfatta “per la riformulazione da parte del relatore degli emendamenti sulla certezza del voto, un annoso problema che doveva trovare una soluzione. Non siamo arrivati alla perfezione, – ha concluso annunciando il voto favorevole – ma siamo nella giusta direzione”.

Per il Pd è intervenuto il senatore Giorgio Tonini secondo cui l’iter del ddl ha dato “smalto al Parlamento: abbiamo scritto una buona pagina di lavoro parlamentare”. Ricordato che “il ddl nasce da un’iniziativa parlamentare, avviata dalla proposta del senatore Micheloni”, Tonini ha lodato “l’atteggiamento positivo e costruttivo del Governo e il lavoro del relatore” oltre che, ancora, il “clima positivo in Aula in questi due giorni in cui si è riusciti a farsi cambiare idea. Il Parlamento è questo: un luogo in cui si parla per trovare soluzioni migliori”. Comparando i pro e i contro del ddl, Tonini ha citato tra i primi il fatto che la riforma sia “istituzionale, un provvedimento che stabilisce regole per le importanti istituzioni di partecipazione degli italiani all’estero” che interviene, tra l’altro, “nella certezza del voto e un impianto innovativo del Cgie, con l’ambizione di dargli nuovo respiro e nuovo ruolo”. Tra i punti critici “le soglie troppo alte per la formazione di un Comites, la possibilità di crearne solo uno per circoscrizione; soglia troppo bassa, al contrario, per le liste” che pongono un “rischio di frammentazione ed eccessiva politicizzazione. Squilibrato – per il Pd – il punto che prevede la mortificazione e l’espulsione del mondo associativo e dei patronati con norme di incompatibilità e il rifiuto di prevedere almeno rappresentanza senza diritto di voto all’interno del Cgie”.

Per questo, ha concluso Tonini, “il Pd annuncia voto contrario nella speranza che alla Camera questo lavoro sia perfezionato. Gli italiani all’estero possono diventare il nostro Commonwealth”.

Voto favorevole dal Pdl rappresentato dal senatore Giampaolo Bettamio, che come Tonini ha “apprezzato come si è svolto il lavoro parlamentare. Con questo ddl si dà una prima sistemazione anche provvisoria a queste organizzazioni nate “per prassi” prima che per legge. Credo che in questo “primo tempo” dell’iter, dovremmo vedere come la prassi darà la possibilità di portare ulteriori aggiustamenti: questa è solo una prima stesura di un regolamento giuridico che può essere apprezzato anche dagli italiani all’estero. Personalmente credo che prima o poi il nodo fondamentale sia il ripensamento sul voto all’estero. Da questa forchetta – ha concluso – non si sfuggirà”.

L’Aula ha quindi votato l’intero provvedimento che passerà alla Camera, prima in Commissione Affari Esteri e, quindi, nell’Aula di Montecitorio.

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