Data odierna 20-09-2017

“Il federalismo fiscale è innanzitutto una grande educazione alla responsabilità, un intervento di razionalizzazione della spesa pubblica indispensabile al Paese, una modernizzazione necessaria....

“Il federalismo fiscale è innanzitutto una grande educazione alla responsabilità, un intervento di razionalizzazione della spesa pubblica indispensabile al Paese, una modernizzazione necessaria. Non attuarlo significherebbe incancrenire il sistema in una forma di finto federalismo pieno di deficit, svuotato di ogni responsabilità e dunque di contenuto”: lo ha detto Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (Mcl), nella sua replica al Consiglio nazionale del Movimento che si è concluso il 29 maggio a Roma.
“Il federalismo è nel DNA dei cattolici, basti pensare a Sturzo”, ha continuato Costalli, “ma molto dipenderà dai decreti di attuazione e soprattutto dal periodo che verrà dato alle regioni meno efficienti per rientrare in parametri di normalità”. Costalli ha ricordato che “nel nostro Paese, sulla carta, il Federalismo esiste già dalla riforma Costituzionale del 2001 ma non funziona proprio perché carente di quei meccanismi di responsabilizzazione che solo il federalismo fiscale può attivare: pensiamo alle cinque regioni italiane che sono state commissariate sulla sanità!”.
Nel suo intervento Costalli ha insistito sulla necessità di introdurre “costi standard per colpire gli sprechi senza combattere i servizi, rispettando i principi di solidarietà e uguaglianza invocati dai cattolici. Servono misure capaci di migliorare la performance della nostra economia produttiva per ridurre il debito e incoraggiare una crescita del PIL finora stentata. Alcune misure saranno sicuramente impopolari e probabilmente dolorose ma, se utili al Paese, dobbiamo cominciare a parlarne: occorre “razionalizzare” la spesa con alcuni tagli mirati e strutturali che aiutino la ripresa, le imprese, il lavoro, la famiglia”, ha concluso Costalli.

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