Data odierna 18-07-2018

“La Carfagna fuori dal Pdl sarebbe una perdita per il governo e per il partito. In questo momento deve prevalere l’unità, ma mi auguro che Silvio Berlusconi trovi il modo di ascoltare il...

“La Carfagna fuori dal Pdl sarebbe una perdita per il governo e per il partito. In questo momento deve prevalere l’unità, ma mi auguro che Silvio Berlusconi trovi il modo di ascoltare il grido di dolore lanciato da Mara”. Franco Frattini, reduce da due giorni passati a stretto contatto con il Cavaliere al vertice Nato di Lisbona, si schiera senza riserve con il ministro delle Pari Opportunità, come spiega a Francesco bei nel corso di una intervista pubblicata oggi, 22 novembre, dal quotidiano La Repubblica. Ne riportiamo di seguito il testo integrale.
D. Stefano Caldoro, il governatore della Campania, ha chiesto ieri un ricambio dei vertice Pdl nella regione. Condivide?
R. Caldoro descrive molto correttamente la situazione. Ho parlato con Mara e condivido la sua amarezza personale».
D. Tuttavia il premier, riferendosi alla Carfagna con quel gelido “signora”, è sembrato piuttosto irritato per l’annuncio di dimissioni…
R. È vero, poteva sembra così. Ma io sono stato con lui in quelle ore e posso assicurare che si è trattato di un’impressione sbagliata. Anzi, mi creda: Berlusconi è rimasto molto colpito dalla sofferenza di Mara.
D. Cosentino sì o Cosentino no? Il coordinatore del Pdl, nemico di Carfagna, si deve dimettere?
R. Diciamo che la Campania è una regione particolare e non mi sembra opportuno in questo momento fare l’assemblea degli eletti per indicare il nuovo coordinatore regionale. Su questo La Russa è d’accordo con me. Se anche Cosentino prendesse il 75% dei voti al congresso locale, ci sarebbe da fare una seria riflessione sull’opportunità che possa essere rinominato.
D. Quindi non sarà Cosentino il nuovo coordinatore regionale?
R. Per il momento può restare, ma non essere rinominato da un’assemblea che controlla. C’è poi un’altra considerazione. Ho letto che alcuni deputati che fanno riferimento a Cosentino avrebbero minacciato di non votare la Finanziaria se Berlusconi non avesse sposato la tesi del coordinatore. Se fosse vero sarebbe un gesto gravissimo. E’ chiaro che Berlusconi avrebbe ragioni da vendere a dire: ora prendiamo la fiducia, chiediamo a Mara di stringere i denti, poi ci occupiamo del rinnovamento del partito. In Campania e non solo.
D. Che giudizio dà sull’annuncio di dimissioni della Carfagna?
R. Quando si fa politica a volte bisogna ragionare meglio sui tempi e stringere i denti. Il governo sta vivendo una fase difficile. Ma è stato comunque un gesto utile a fare chiarezza. Mara non può essere abbandonata a se stessa e la sua forte richiesta di rinnovamento in Campania, ribadita anche da Caldoro, deve trovare una riposta. Io lavorerò perché questa risposta ci sia.
D. Intanto Casini sembra voler trattare con il governo senza porre più la condizione delle dimissioni di Berlusconi…
R. È un cambiamento di rotta importante che non va lasciato cadere. Casini, fino a qualche giorno fa, era pronto a un accordo con il Pd per fare un governo tecnico. Ora invece, pur mettendo alcuni “caveat”, si apre a una possibile intesa con la maggioranza. Continuo comunque a credere che sia possibile riprendere un percorso comune anche con Fli.
D. In concreto come pensate di superare indenni il 14 dicembre?
R. Occorre avere una fiducia piena e non una maggioranza risicata, su questo ha ragione Maroni. Ma il partito del non-voto, quella massa di parlamentari che prima puntava al ribaltone, adesso comincia a riconoscere a Berlusconi il diritto di portare a termine la legislatura.
D. Ma la Lega finora si è opposta all’ingresso dell’Udc in maggioranza.
R. La Lega ha dato prova di essere un perno della stabilità di governo. Ma deve anche riconoscere che l’Udc, quando si è trattato di esaminare i decreti sul federalismo nella commissione La Loggia, ha sempre tenuto un atteggiamento costruttivo”.

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