Data odierna 12-12-2017

“Viviamo in un clima da attacco giudiziario permanente al premier. Eppure, pezzi di una maggioranza che ha concesso il voto di fiducia al proprio governo, pochi giorni dopo sembrano far di tutto per...

“Viviamo in un clima da attacco giudiziario permanente al premier. Eppure, pezzi di una maggioranza che ha concesso il voto di fiducia al proprio governo, pochi giorni dopo sembrano far di tutto per metterlo in difficoltà. Non esiste al mondo nulla di simile, ne va della nostra credibilità. Troppi sfasciacarrozze in giro, capaci di chiedere a Fini di smettere di portare acqua al presidente del Consiglio. Farebbero bene a ricordare che è stato Berlusconi a consentire a Fini di occupare la terza carica dello Stato e a molti di loro incarichi di governo. Si offendono milioni di italiani se si continua a parlare del lodo Alfano come di legge ad personam, se si dice che l’esigenza di un processo in tempi ragionevoli interessi solo il premier”. È quanto ha dichiarato il ministro degli Affari Esteri, Franco Frattini, a Carmelo Lopapa poco prima di imbarcarsi per la Cina, nella missione che lo vedrà affiancato al capo dello Stato. Al giornalista de La Repubblica Frattini ha confermato l’intenzione del governo di portare avanti il lodo. “È una questione di principio”, ha detto nel corso dell’intervista, che, pubblicata oggi dal quotidiano nazionale, riportiamo di seguito in versione integrale.
D. Dunque, i rilievi del presidente Napolitano e le obiezioni di Fini non vi fermeranno, ministro Frattini?
R. Il lodo Alfano non è stato considerato per quel che è: un principio, capace di garantire, a chi è stato incaricato dai cittadini di governare, di poterlo fare. Sospendendo e non cancellando eventuali pendenze giudiziarie fino al termine del mandato.
D. Non proprio, se è vero che lo scudo è “reiterabile”, in caso di rielezione a Palazzo Chigi o al Quirinale. Improponibile, secondo i vostri alleati di Fli.
R. Credo non sfugga al presidente Fini che non si può condizionare la libera volontà degli elettori, impedendo loro di rieleggere alla presidenza del Consiglio la medesima persona sol perché viene meno una garanzia per le alte cariche istituzionali. Per altro in vigore in Francia come in Germania.
D. D’accordo, ma qui il nodo è la potenziale elezione di Berlusconi al Quirinale e la proroga dello scudo per altri 7 anni.
R. Contestazione infondata. Il nodo si risolve prevedendo che per il capo dello Stato lo scudo scatta in via automatica, senza bisogno di voto parlamentare. Inviterei gli amici di Fli a sbarazzarsi da questa visione.
D. Ma anche Napolitano ha mosso rilievi sulla tutela introdotta per il Quirinale.
R. Il presidente pone un problema serio. Se il capo dello Stato, secondo Costituzione, può essere posto in stato di accusa solo da una maggioranza qualificata, poi non può essere tutelato da un’inchiesta in base a un voto a maggioranza semplice. Una correzione in tal senso va introdotta. La proposta che avanzo a titolo personale consiste proprio nell’introdurre uno scudo automatico per il Quirinale, che prescinda da un voto del Parlamento. Non impicchiamoci alle tecnica-lities.
D. Respingete quindi l’invito di Bersani a ritirare il lodo per discutere di altro, crisi economica in testa?
R. Non c’è alcuna incompatibilità tra le due questioni. Se ogni settimana il premier è sottoposto ad attacchi giudiziari, diventa difficile occuparsi con serenità di lavoro, crisi, rilancio dell’economia. Capovolgiamo noi la richiesta al Pd: fate in modo che il lodo venga approvato in fretta. Nell’interesse del Paese.
D. Fini muove rilievi al lodo e sostiene che un governo tecnico non sarebbe un golpe. Tornerete a sostenerne l’incompatibilità con la presidenza della Camera?
R. Lo abbiamo visto muovere come leader di un movimento, ma anche gestire i lavori d’aula con equilibrio. Attendiamo gli uomini di Fli alla prova del voto. Sul federalismo come sulla sicurezza. Anche i loro rilievi sulla riforma della giustizia non sono tali da sovvertirne l’impalcatura. L’importante è che tengano a bada gli sfasciacarrozze.
D. Nel Pdl cresce l’istanza di democrazia interna. Lei e altri ministri della fondazione “Liberamente” avevate chiesto il coordinatore unico. Soddisfatti dell’esito dell’ ufficio di presidenza?
R. Abbiamo fatto un passo avanti. Ci saranno congressi locali e aperti entro il luglio 2011, con elezione dei coordinatori. Poi, nel 2012, si terrà il congresso nazionale e lì saremo maturi abbastanza per superare le quote 70-30 con gli ex An e archiviare la fase dei tre coordinatori”.

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