Data odierna 22-08-2017

Immettere l’Italia sui binari della crescita, valorizzando i nostri prodotti e attirando investimenti stranieri, è possibile. Ma è necessario fare qualcosa, guardando anche alla dimensione europea. È...

Il ministro Bonino a CNA Next, Europa non è perdita di sovranità

Immettere l’Italia sui binari della crescita, valorizzando i nostri prodotti e attirando investimenti stranieri, è possibile. Ma è necessario fare qualcosa, guardando anche alla dimensione europea.
È questo il messaggio sottolineato dal Ministro degli Esteri Emma Bonino, intervenuta al IV Festival dell’Intelligenza Collettiva (Cna NeXT), promosso a Firenze dalla Cna (Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) Giovani Imprenditori. Un appuntamento volto soprattutto a fare il punto sul Made In Italy, sugli asset per rilanciare il sistema Italia, sulla valorizzazione del patrimonio manifatturiero nazionale.

“L’Europa non è una perdita di sovranità, è una sovranità aggiuntiva”, ha sottolineato la titolare della Farnesina nel corso del suo intervento durante il quale, soffermandosi sullo stato dell’arte del mondo delle imprese, ha voluto lanciare un messaggio soprattutto alle nuove generazioni di imprenditori: “non credo che il dibattito sia più fra chi è piccolo o chi è grande – ha affermato il Ministro – ma fra chi è isolato e chi è connesso. La mia generazione era di un individualismo fuori dall’ordinario, prima di mettere cose in comune perdeva da sola. Spero che la vostra sia cambiata”.

Il Ministro, tuttavia, non ha voluto nascondere le difficoltà del presente ma, ha rimarcato, ciò non deve portare all’immobilismo delle piccole e medie imprese italiane. “Per il momento è evidente, e le cifre lo dicono, noi siamo in grado di intercettare solo l’1,6% di tutto il capitale che si muove nel mondo”, ha ricordato Bonino, evidenziando come “se non facciamo qualcosa, non solo non attraiamo investimenti, ma rischiamo di non tenere quelli italiani”.

Da qui anche il lancio di un progetto come “Destinazione Italia”, concepito proprio per facilitare il contesto legislativo e burocratico per chi vuole investire in Italia. Perché grazie a “regole trasparenti i flussi di capitali sono asset importanti per valorizzare il nostro Paese”, ha rimarcato il capo della diplomazia italiana. Ed Emma Bonino non ha certo dimenticato uno dei settori d’eccellenza della produttività italiana, quel manifatturiero che, nonostante la crisi economica, è rimasto uno dei pilastri del sistema Italia. “Il Made in Italy sta andando particolarmente bene nonostante tutto. Proprio questo dovrebbe farci riflettere sul fatto che, proprio nei momenti più difficili, quello che ha retto e regge benissimo è esattamente il manifatturiero italiano, per una serie di combinazioni”, ha spiegato il Ministro riferendosi non solo al manifatturiero “più noto, come Bulgari o piuttosto altro ma parlo di macchinari, parlo di aerospazio, parlo di imprese anche a tecnologia avanzata”. (aise)

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