Data odierna 20-09-2017

Sono giunti da 28 Paesi gli 80 “protagonisti italiani nel mondo”, chiamati oggi e domani a Villa Manin di Passariano, nei pressi di Udine, per la conferenza organizzata dal Ministero degli...

Sono giunti da 28 Paesi gli 80 “protagonisti italiani nel mondo”, chiamati oggi e domani a Villa Manin di Passariano, nei pressi di Udine, per la conferenza organizzata dal Ministero degli Affari Esteri per trovare nuove vie alla promozione internazionale dell’Italia.
Ai partecipanti ha inviato un saluto il ministro Franco Frattini, che, impegnato nella visita di Stato in Cina, ha affidato le sue parole al sottosegretario Alfredo Mantica. La presenza degli emigranti di successo, ha scritto Frattini nel suo messaggio, “è per noi un incoraggiamento a superare le difficoltà che la crisi globale ha imposto a tutti noi. È il segno di un’Italia vincente che continua e per la quale noi dobbiamo fare di più”.
“Questi due giorni”, ha aggiunto Frattini, “serviranno al Ministero e al sistema Italia per avere da voi una testimonianza diretta della vostra esperienza della nostra presenza all’estero, dell’immagine del Paese, di quanto si faccia o non si faccia per corrispondere alle vostre aspettative e per rendere efficace e organica l’azione del sistema Italia”.
La Conferenza dei protagonisti italiani all’estero è il primo evento sperimentale della riforma del MAE, “che all’esigenza di fare sistema intende prioritariamente rispondere”, ha sottolineato il ministro, spiegando che i lavori saranno destinati “all’ascolto e impegneranno funzionari e collaboratori a raccogliere le vostre indicazioni preziose. Saranno anche giorni dedicati a presentare e rappresentare la nostra azione, a cominciare”, conclude il messaggio, “dalla riforma del Ministero”.
L’incontro è stato aperto dal sottosegretario Mantica e dal presidente del Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo. L’Italia “non è una potenza economica ma sicuramente la più grande potenza culturale al mondo”, ha detto Mantica. “Occorre capire se giova ancora usare questa ricchezza portandola in giro nel mondo o dare una nuova immagine”, ha aggiunto, spiegando che a Udine “saranno uniti i due grandi filoni dell’emigrazione, per rappresentare la parte migliore dell’Italia nel mondo”.
“Ci sono due storie: quella classica dell’emigrazione per necessità, che a volte si tenta di dimenticare; e quella in business class alla ricerca di opportunità. Abbiamo cercato di raccogliere questi due grandi filoni della storia italiana nel mondo”, ha concluso, “soprattutto quella giovane e vincente”.

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