Data odierna 23-09-2017

La Farnesina trattiene il 30% di quanto ricava dalle vendite degli immobili dismessi all’estero: è quanto spiegato dal sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica, che ha così risposto ad una interrogazione...

La Farnesina trattiene il 30% di quanto ricava dalle vendite degli immobili dismessi all’estero: è quanto spiegato dal sottosegretario agli esteri Alfredo Mantica, che ha così risposto ad una interrogazione dell’onorevole Marco  Zacchera (Pdl).

Zacchera, in particolare, chiedeva di sapere se la Farnesina avesse preso provvedimenti affinché il ricavato delle vendite non venisse subito fagocitato dal Ministero del tesoro, ma reinvestito nel comparto della presenza diplomatica italiana all’estero.

Mantica ha spiegato, nella sua risposta, che dalla Finanziaria 2007 è stato costituito un tavolo tecnico congiunto composto da Mae e Agenzia del Demanio che “ha elaborato un piano di razionalizzazione degli immobili ubicati all’estero facenti capo a questa Amministrazione. È stata effettuata una completa ricognizione dei beni esistenti a patrimonio con l’individuazione di una serie di immobili non più utilizzati a fini istituzionali e per i quali non è possibile continuare a garantire la dovuta manutenzione. A seguito di attenta analisi di costi e benefici, atta a valutarne la convenienza di una dismissione rispetto al mantenimento nel patrimonio dello Stato, ne è stata pertanto decisa la definitiva alienazione”.

Quindi, ha precisato, “è stato predisposto, a firma del Ministro Frattini, nei termini indicati dalla citata disposizione, il previsto decreto di dismissione. Negli anni si è provveduto ad integrare la lista degli immobili (altri due decreti), portando il totale degli immobili da alienare a ventidue. È in corso di predisposizione un ulteriore decreto di dismissione che ha individuato altri immobili resisi definitivamente disponibili sulla rete, o perché non più utilizzati a fini istituzionali, o il cui utilizzo non è più funzionale agli scopi di questa Amministrazione, o per conclusione di contenziosi giudiziari e termine dei periodi concessori vigenti”.

“Degli immobili così individuati – ha aggiunto mantica – sono state portate a termine quattro alienazioni, tramite le dovute procedure di evidenza pubblica ed acquisto del previsto parere della Commissione interministeriale immobili Ministero affari esteri (Cimae), ed altre due sono ancora in corso. La citata legge (articoli 1, comma 1314) prevede che parte dei proventi derivanti dalle vendite (30 per cento) possano riaffluire sul bilancio del Ministero degli affari esteri”.

“Di conseguenza, – ha concluso – negli ultimi due anni sono stati riassegnati fondi in conto capitale sul pertinente capitolo 7245, cosa che ha consentito di portare a termine importanti operazioni immobiliari quali l’acquisto dell’Ambasciata a Beirut e di un nuovo immobile a Londra, atto ad ospitare gli uffici del relativo Consolato generale”.

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