Data odierna 20-09-2017

Fra gli interventi quelli del senatore Randazzo (Pd), della presidente Commissione per le Politiche dell’Unione Europea Rossana Boldi e dei componenti dei Consigli. La Conferenza dei Consigli...

Fra gli interventi quelli del senatore Randazzo (Pd), della presidente Commissione per le Politiche dell’Unione Europea Rossana Boldi e dei componenti dei Consigli. La Conferenza dei Consigli Europei Residenti all’Estero, svoltasi al Senato della Repubblica, è stata caratterizzata, dopo i saluti e le relazioni istituzionali, dagli interventi dei rappresentanti delle comunità migranti dei vari paesi. Vladimir Skalsky, presidente dell’Associazione Mondiale degli Slovacchi all’Estero si è detto d’accordo con la proposta, avanzata dal segretario generale del Cgie Elio Carozza, di attivare un’istituzione comunitaria che tuteli i cittadini europei all’estero. Un’agenzia che si occupi di cittadinanza e delle questioni connesse al diritto di voto. Skalsky  ha annunciato che il 13 giugno si terrà a Bratislava l’assemblea generale degli Europei nel Mondo. Simon–Pierre Nothomb (Belgio) ha evidenziato come gli europei residenti fuori dai confini dell’U.E., in tutto circa 80 milioni di persone, sentano più intensamente i valori dell’Europa, rispetto a quelli che risiedono nella casa comune europea. Nothomb ha anche auspicato una presa di coscienza della valenza della diaspora europea.

suo Silvana Mangione, vice segretario generale per i Paesi Anglofoni  del Cgie, si è detta favorevole ad un allargamento sia delle opportunità di partecipazione dei cittadini europei che vivono fuori dall’Europa, sia di tutti i programmi per i giovani già previsti dagli statuti dell’Unione, ai ragazzi residenti in Stati non europei. Un’iniziativa, quest’ultima,  che consentirà di salvaguardare nelle nuove generazioni, attraverso un’operazione di cultura ritorno, la coscienza dell’appartenenza europea.

Per Robert Gillespie, Blackhall (British Community Commitee) si deve avere una voce sola per far valere i diritti degli europei residenti fuori dai confini dell’U.E. Il rappresentante del Regno Unito ha condiviso l’idea di creare una specifica agenzia europea ed un apposito Commissario comunitario nonché una federazione di associazioni nazionali. Sheila Telford, British Community Commitee, ha invece sollevato il problema dei circa 45 mila pensionati britannici in Canada che, a causa di alcune decisioni del governo inglese, si sono visti bloccare i loro proventi pensionistici. Uno stop previdenziale che è applicato solo per alcuni dei paesi di residenza.

Christopher Chantrey, presidente della Comunità britannica in Francia, si è detto contrario alla decisione dell’Inghilterra di far perdere il diritto di voto ai cittadini britannici che risiedano nel mondo da più di 15 anni. Una decurtazione dei diritti del migrante che, secondo Chantrey, non è accettabile da parte dell’Unione Europea.

Il senatore del Pd Nino Randazzo, eletto nella Ripartizione Asia – Africa – Oceania – Antartide, ha ricordato come “questo ambizioso progetto di costruzione di un sistema di rappresentanza democratica nell’ambito dell’Ue di cittadini europei residenti in un paese diverso da quello d’origine, muova i primi passi proprio dalla città in cui furono firmati i trattati di Roma” . Randazzo ha inoltre auspicato l’inserimento fra le varie rivendicazioni dell’incontro anche del diritto di voto passivo per il migrante Ue, con relativa introduzione di una rappresentanza diretta nel Parlamento europeo di cittadini dell’Unione residenti in paesi extraeuropei. Il senatore ha sottolineato l’esigenza di dare un forte segnale contro il nazionalismo e il regionalismo esasperato presente all’interno dell’U.E.

Il consigliere del Cgie Claudio Pozzetti (Cgil – Frontalieri) ha ricordato come a tutt’oggi siano presenti in Europa circa un milione di frontalieri, fra cui 75.000 italiani. “In questo momento – ha spiegato Pozzetti – è importante mantenere l’indennità speciale di disoccupazione per i frontalieri italiani in Svizzera. Con l’entrata in vigore degli accordi bilaterali di libera circolazione tra Ue e Svizzera è infatti venuta meno la retrocessione verso l’Inps dei contributi versati dai frontalieri direttamente in Svizzera. Ad oggi la somma raccolta da questo fondo per le indennità di disoccupazione è di circa 380 milioni di euro. Noi crediamo – ha aggiunto – che tutto questo vada mantenuto”.

Sylvia Moore del British Community Commitee ha criticato le burocrazie che ostacolano i diritti dei migranti ed ha segnalato come ancora oggi gli olandesi all’estero paghino l’assicurazione sanitaria in Olanda, non avendo però diritto al rimborso per le cure sostenute nei Paesi di residenza. Moore si è inoltre detto favorevole alla costruzione di un organo di rappresentanza collegiale per le comunità europee fuori dai paesi d’origine. Il vicepresidente dell’Assemblée des Francais de l’étranger (Afe) Jean Yves Leconte, ha auspicato la creazione di un’Europa che parta dal basso, e l’attivazione del Servizio Europeo Affari Esterni che dovrebbe progressivamente sostituire i tradizionali servizi consolari dei vari paesi. Anche Leconte ha sostenuto l’esigenza di far votare gli europei residenti fuori dall’Ue per il Parlamento di Strasburgo.

Secondo Francisco Nardelli, vice segretario generale del Cgie per i Paesi dell’America Latina, l’elezione di una rappresentanza dei deputati europei oltreoceano favorirebbe l’avvio di un dialogo costruttivo fra l’Europa e le altre realtà continentali che si stanno consolidando come il Mercosur o il patto dei Paesi Andini.

Noreen Bowden (Europei nel Mondo) ha segnalato come in Irlanda si stia lavorando dal punto di vista culturale per cercare di creare una rete degli irlandesi all’estero che sicuramente, con le loro professionalità, aiuteranno la ripresa economica del paese d’origine. Bowden ha inoltre auspicato un intervento dell’Unione Europea che conceda agli irlandesi all’estero quel diritto di voto all’estero negato.

Michele Schiavone, componente del Comitato di Presidenza del Cgie per Europa, ha sostenuto l’esigenza che nell’Unione Europea i migranti debbano essere cittadini a pieno titolo ovunque risiedano. Per Schiavone appare inoltre indispensabile un aumento di conoscenza della storia europea in modo da far sentire una persona al contempo cittadino europeo e del paese da cui proviene.

Dopo l’intervento del componente del CdP del Cgie per l’Europa e Nord Africa Tommaso Conte, che ha ricordato il problema del mancato riconoscimento dei titoli di studio e delle qualifiche professionali da parte di diversi Paesi dell’U.E. la senatrice francese eletta all’estero Joelle Garriaud Maylam ha insistito sulla necessità di battersi per garantire il diritto di voto a tutti i cittadini dell’Unione residenti in un paese diverso da quello d’origine, Una discriminazione che – ha detto – va contrastata anche attraverso la creazione di organo di coordinamento delle comunità migranti dell’U.E.

Franco Santellocco, presidente della V Commissione del Cgie,  ha ricordato  la recente istituzione del Comitato degli Algerini nel Mondo che, insieme al Cgie e all’Assemblea dei Francesi nel Mondo definisce l’area Mediterranea. Uno spazio in cui l’Italia rappresenta un balcone per l’Europa e può nascere un’aria di libero scambio che interessa più di 550 milioni di abitanti. Una grande occasione di pace e di positiva concorrenza nei confronti delle nuove potenze commerciali emergenti.

“I nostri connazionali all’estero – ha affermato il presidente della Commissione per le Politiche dell’Unione Europea del Senato Rossana Boldi – sono un ponte prezioso verso altre culture e mantengono intatti i valori e i tratti distintivi della proprie comunità. Penso agli affetti della famiglia, alla dedizione al lavoro, alla serietà, alla tenacia e all’ingegnosità. I connazionali nel mondo – ha aggiunto – devono essere coinvolti nel rinnovamento dell’Italia ed essere protagonisti del cammino d’integrazione europea”. La Boldi ha poi parlato dell’importanza di garantire l’accesso ai servizi a livello europeo di sanità e giustizia per i cittadini residenti fuori dall’Unione. In tal senso il Consiglio Europeo sta lavorando ad una proposta di direttiva sull’assistenza sanitaria transfrontaliera che avrà l’obiettivo di adottare principi comuni e omogenei per l’accesso a tutti i sistemi sanitari dell’U.E.  La Boldi ha inoltre ricordato come,  dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, sia prevista la creazione del Sevizio Europeo per l’Azione Eterna (SEAE) , il primo passo per una presenza diplomatica e consolare europea.

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