Data odierna 18-07-2018

“Il sistema dei poteri locali e regionali, può concorrere a fermare la deriva nazionalista e rilanciare la costruzione di una Unione europea capace di esercitare su scala planetaria un ruolo...

“Il sistema dei poteri locali e regionali, può concorrere a fermare la deriva nazionalista e rilanciare la costruzione di una Unione europea capace di esercitare su scala planetaria un ruolo di pace e di progresso sostenibile che si tradurrebbe positivamente anche nelle aree del vivere comune ove si esercitano le funzioni di governo dei Comuni, delle Province e delle Regioni”.

È la convinzione del Consiglio Nazionale dell’AICCRE che ha redatto un Documento in vista delle elezioni amministrative del 15 e 16 maggio prossimi.

Per l’AICCRE i temi che saranno affrontati nel dibattito politico (tutela dell’ambiente, infrastrutture e mobilita, servizi alla persone, politiche sociali e culturali…) dovrebbero essere intrecciati alle vicende politiche, istituzionali ed economico a livello nazionale ed internazionale. Secondo l’Associazione, l’esempio concreto di questa connessione è rintracciabile nella crisi dei paesi Mediterranei dell’Africa che si è riflessa nella gestione dei flussi migratori a Lampedusa.

“I fenomeni migratori che, di fatto, Regioni, Province e Comuni devono concretamente affrontare – si legge nel Documento –  sono anche il risultato della mancanza di istituzioni sopranazionali capaci di governare i processi di crescita che tumultuosamente si manifestano nelle diverse aree del pianeta”.

In termini generali, per l’AICCRE “i Comuni, le Province e le Regioni sono direttamente investiti dalla inadeguatezza delle politiche autarchiche degli Stati nazionali, a causa della diminuzione delle risorse finanziarie complessive e della impossibilità di condurre politiche economiche di innovazione e di sviluppo del sistema produttivo, con conseguente incremento delle difficoltà occupazionali, soprattutto per i giovani e per le donne”.

Per questo, conclude il documento, “è necessario far giungere ai Governi degli Stati nazionali europei un appello e un sostegno per riprendere il processo di integrazione europea, a partire dalle opportunità contenute nel Trattato di Lisbona per giungere a una Costituzione europea e alla istituzione di un Governo europeo che risponda a un Parlamento europeo dotato di quei poteri che nei singoli Stati nazionali sono caratteristici dei Parlamenti nazionali”.

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