Data odierna 23-10-2017

“Cara Ondina, avevi voluto che il tuo libro – che oggi rileggiamo come una sorta di testamento – si intitolasse “Una Triestina in Australia”: quel titolo era il compendio della tua vita....

Il cordoglio dei Giuliani nel mondo per la scomparsa a Sydney di Ondina Demarchi

“Cara Ondina, avevi voluto che il tuo libro – che oggi rileggiamo come una sorta di testamento – si intitolasse “Una Triestina in Australia”: quel titolo era il compendio della tua vita. Una volta ci hai scritto: “qualcuno m’ha detto che sono la vera triestina”.

È vero”. Così Dario Locchi, Dario Rinaldi e Fabio Ziberna, a nome di tutta l’Associazione Giuliani nel Mondo salutano la “loro” Ondina Demarchi, triestina morta a Sydney il 23 marzo scorso. Presidente dell’Associazione Giuliani di Sydney, Demarchi è ricordata “con grande affetto e doverosa gratitudine per il suo costante ed appassionato impegno per i triestini in Australia”.

Nella lettera di saluto che i tre esponenti dei Giuliani nel Mondo simbolicamente le indirizzano, si legge: “se pensiamo a qualcuno che possa impersonificare la donna triestina, schietta, immediata, allegra, nonostante tutti i problemi e tutte le difficoltà, piena di vita e “de morbin”, come diciamo noi a Trieste, ebbene quella eri tu. Evidentemente i nostri luoghi sferzati dalla Bora e incorniciati da un cielo che segna la demarcazione fra il Mediterraneo e l’Est, lasciano su chi vi nasce un marchio indelebile. E tu hai sempre, costantemente, fino all’ultimo, voluto manifestare il tuo grande amore per la nostra città”.

“E poi – aggiungono – l’Australia, la tua seconda Patria, che hai amato come la tua terra d’origine. Nel libro ad un certo punto tu dici: “siamo divisi in due: l’amore per la terra d’origine e quella che ci ha ospitato dandoci la possibilità di rifarci una vita”. È il destino dell’emigrante, che ha l’anima divisa in due. Ed è questo sentimento struggente che il tuo libro ci racconta, con forza e gentilezza, con lacrime e sorriso, come tu sapevi fare. Ci consola pensare che tu sia morta come avresti voluto, velocemente, senza ospedalizzazioni, senza le umiliazioni dell’immobilità. Ti vogliamo immaginare mentre organizzi qualche iniziativa, lassù in Paradiso, parlando con gli angeli in triestin, con il solito “morbin” e, se chiudiamo gli occhi, ci pare ancora di sentire la tua bella risata… Ciao indimenticabile Ondina e che la terra ti sia lieve”.

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