Data odierna 22-10-2017

“La Regione Lombardia, a parole, si erge ad Ente paladino fiero dei suoi legami con i propri cittadini residenti e non, ma poi, nei fatti, decide di recidere in modo netto un importante “filo”...

“La Regione Lombardia, a parole, si erge ad Ente paladino fiero dei suoi legami con i propri cittadini residenti e non, ma poi, nei fatti, decide di recidere in modo netto un importante “filo” che permette a tante persone che si trovano fuori dai suoi confini, soprattutto per motivi di studio e di lavoro, di sentirsi nei fatti “lombardi”".

Non usa mezzi termini il capogruppo del PD in Consiglio Regionale, Luca Gaffuri, nel commentare la bocciatura avvenuta nell’aula consigliare dell’Ordine del giorno, a firma anche dei colleghi Stefano Tosi, Enrico Brambilla e Carlo Spreafico, che aveva come finalità quella di impegnare la Giunta regionale a richiedere, da un lato al Governo che vengano preservate le circoscrizioni elettorali per la rappresentanza in Parlamento delle comunità dei cittadini italiani residenti all’estero, e dall’altro assumere ulteriori iniziative finalizzate a rafforzare i rapporti e la collaborazione tra la Regione e i suoi abitanti residenti all’estero nonché di sostenere i giovani Lombardi che intraprendono percorsi internazionali di studio e di lavoro e garantire interventi di solidarietà ed assistenza a favore dei residenti all’estero originari lombardi in condizioni d’indigenza.

“La numerosa comunità lombarda residente all’estero, impegnata positivamente nei campi del lavoro e della produzione, della ricerca, dell’istruzione e della solidarietà rappresenta una ricchezza e una risorsa per lo sviluppo sociale, economico e culturale e per la proiezione internazionale della Regione, in particolare in vista dell’Esposizione Universale di Milano 2015″, continua Gaffuri. “Purtroppo, con questo voto negativo, invece nel nome di un presunto “contenimento dei costi della politica” che avrebbe bisogno di ben altri interventi, si è deciso invece di soprassedere contro la proposta di abolire le circoscrizioni elettorali all’estero per l’elezione del Parlamento, conquista a lungo ricercata dai concittadini residenti al di fuori dei confini nazionali, e si rinuncia alla possibilità di alimentare le relazioni con coloro che pur risiedendo lontano dalla Lombardia, mantengono un forte legame con la propria terra d’origine”.

“Praticamente – conclude – si costringe, a malincuore, a tante persone di mettere in secondo piano le proprie origini, il proprio passato, e magari anche il futuro, nel nome di un risparmio ancora tutto da quantificare effettivamente”. (

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